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Gastaldello: "Finire questo campionato è una forzatura. Stipendi? Non siamo tutti Cristiano Ronaldo"

di Alessandra Stefanelli
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Daniele Gastaldello, difensore e capitano del Brescia, è intervenuto ai microfoni di Radio Anch’io Sport: “Io resto sempre dell’idea che non si debba giocare, finire questo campionato sarebbe una forzatura perché vai incontro a dei rischi di contagio del virus e di incolumità per i giocatori che dovrebbero giocare tante partite in uno spazio molto stretto. Incontro molta gente che mi chiede perché giochiamo. Capisco che tutto debba ripartire, ma questo campionato secondo me parte in maniera forzata, sarà un altro campionato, non sarà mai lo stesso che è finito il 3 marzo, la forma fisica sarà diversa, secondo me non è calcio, stiamo finendo il campionato in una maniera che non è calcio”.

Sull’alternativa playoff: “Non sono d’accordo neanche su questo perché si va a modificare un regolamento a campionato in corso. Secondo me bisogna fare valutazioni per il prossimo campionato. Alla fine del prossimo ci sono gli Europei, quindi si rischia molto. Noi siamo esseri umani, siamo fermi da due mesi e ora ci chiedono in meno di uno a prepararci a fare 12 partite “.

Sul silenzio dei calciatori: “Questa è una cosa di cui ho parlato anche con Tommasi, mi ha colpito molto. Anche sul protocollo non ci hanno tirati in causa ed è sbagliato perché noi siamo i primi che dobbiamo attuarlo, in questo momento dobbiamo stare zitti e giocare ma non è giusto”.

Sugli stipendi: “Noi siamo stati pagati regolarmente per le scadenze. Visto che l’opinione pubblica parla tanto dei calciatori che sono dei privilegiati, ma ce ne sono altri che non giocano in Serie A, che giocano nelle categorie inferiori che giocano al minimo sindacale e devono mantenere delle famiglie. Loro devono essere pagati. Non bisogna generalizzare, non siamo tutti uguali a Cristiano Ronaldo”.

Sulle soluzioni per portare a termine il campionato: “Intanto bisogna fermare questo, poi si decide. Ho sempre detto che se siamo ultimi in classifica meritiamo di retrocedere. Il calcio deve tornare d essere una passione, ma in questo momento parlando con i miei compagni la passione sta passando perché in questo momento ci sono altri interessi che prevaricano la passione per il calcio”.

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Lunedì 06 luglio 2020
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