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Ravanelli: "La Juve? Arrivai come settima punta, sono andato via come prima. Ringrazierò sempre Boniperti e Trapattoni. Fortunato? E' stato un ragazzo straordinario"

di Giuseppe Giannone
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Intervenuto negli studi "Rai", Fabrizio Ravanelli, ex bomber, tra le altre, della Juventus, parla della sua esperienza in bianconero, oltre a ricordare l'amico ed ex compagno di squadra Andrea Fortunato: "Arrivai alla Juve da settimo attaccante, sono partito come primo, e questo mi riempie di orgoglio. Devo ringraziare Boniperti e Trapattoni, che mi hanno permesso di realizzare un sogno. Il presidente chiamò mio padre alle 10 di sera, e mio padre all'inizio non ci credeva. Alla Juve è stato un periodo fantastico, 4 anni di successi, che mi hanno permesso di diventare uomo e formare una famiglia. La Juve è stata una scuola di vita. Fortunato? Andrea è stato un ragazzo eccezionale. Ci siamo conosciuti al militare. Giocavamo nella nazionale militare, poi ci siamo ritrovati alla Juve ed abbiamo condiviso serate insieme bevendo camomilla e mangiando torta. Poi si è ammalato di leucemia, ed è venuto a curarsi a Perugia, la mia città. Io ho cercato di aiutare lui e la sua famiglia come meglio potevo. La morte di Fortunato non è stata una grave perdita dal punto di vista calcistico, ma anche umano".