ESCLUSIVA TJ - Demetrio Albertini: "Il Barcellona visto col Psg non mi è sembrato in forma, si troverà di fronte la squadra con la mentalità più italiana di tutte. E sulla Juve in Europa..."

di Mirko Di Natale
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La domanda da un milione di dollari che tutti si pongono è questa: riuscirà la Juventus a superare l'ostacolo Barcellona? La nostra redazione, per provare ad avere una risposta più che oggettiva, ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex centrocampista del Barcellona Demetrio Albertini che ha vinto tutto con il Milan a livello europeo:

Buonasera Demetrio, il Barcellona sarà un avversario molto difficile. Tu che idea ti sei fatto a riguardo?

"Si tratta sempre di un aspetto puramente tecnico, ma tutti coloro che giocano a calcio vorrebbero partecipare ad una sfida del genere. Le emozioni che ti vengono regalate sono uniche".

Buffon aveva dichiarato di non volere il Leicester, ma forse si auspicava davvero il Barcellona...

"Credo che oggi, pensando a questo, la Juventus abbia la consapevolezza soprattutto nei calciatori di avere l'opportunità di potersi giocare la finale nel momento in cui dovesse passare il turno. Affrontare il Barcellona è un salto di qualità, perchè penso che affrontare una squadra inferiore non permetterebbe ciò. Sono anni che sta facendo molto bene in Europa, manca solo vincer la Champions. Il Barcellona non è contento di aver trovato la squadra bianconera".

E' una grande opportunità anche per il nostro calcio italiano...

"Negli ultimi anni solo la Juventus ha avuto la forza di potersi confrontare con le big europee. E lo dico senza girarci intorno, molto sinceramente. Sono dispiaciuto di vedere le milanesi fuori dal calcio europeo che conta, soprattutto il Milan che manca al calcio europeo per via dei suoi successi".

Tu che hai vinto tantissimo col Milan a livello europeo, che consiglio potresti dare ai bianconeri?

"Ad oggi, fondamentalmente, manca solo la vittoria (ride ndr). La Juve ha tanti giocatori che ormai sono di casa in questa competizione, ha programmato molto bene il presente e il futuro creando un gruppo con esperienza internazionale".

Meglio aggredire subito il Barcellona piuttosto che gestire come abitualmente fa la squadra. Sei anche tu di questo avviso?

"Ero a Barcellona per vedere la sfida di ritorno con il Psg, prima che succedesse tutto ciò che poi è accaduto ho notato un errore mentale nei francesi, perchè sono andati li solo per difendersi.  Avevano l'opportunità di poter fare quel salto di qualità che manca da tanto, non hanno sfruttato l'occasione nonostante il 4-0 dell'andata. La Juve ha già più pedigree: viene da una finale di Champions, ha meritato di essere tra le prime otto grazie alla sua continuità. C'è un aspetto da considerare che vorrei mettere in evidenza".

Prego.

"Il Barcellona si troverà di fronte la squadra con la mentalità più italiana della Serie A. Quella che sa soffrire nei momenti giusti, che ha esperienza. Ad oggi, rispetto al passato, si sono un po' ribaltati i risultati tra Italia e Spagna, ora loro hanno più consapevolezza".

Il punto debole dei catalani è la difesa, il punto meno forte dei bianconeri è il centrocampo. Secondo te la sfida si deciderà proprio a centrocampo?

"C'è sempre un errore nella valutazione perchè si parla di difesa o di centrocampo, si deve parlare di fase difensiva e fase di impostazione. Sono due cose differenti, perchè se non hai difensori o attaccanti che ti sanno passare bene il pallone puoi anche esser più forte ma non vinci. Loro hanno la filosofia del possesso palla, contro il Paris Saint Germain pur facendo la partita del secolo non mi sono sembrati così in forma. I tre gol fatti in sette minuti sono dettati anche dalla sorte. La Juve ha una difesa fortissima e degli attaccanti che, in qualsiasi momento, possono farti sempre gol".

Juve, che invece, in campionato ha un buon bottino da conservare nei confronti di Roma e Napoli...

"Il campionato, come dico dall'inizio, lo può perdere solo la Juventus. Sta affrontando il suo percorso con la consapevolezza di essere la più forte, ha il dovere di vincere e lo sta facendo con la sua serenità".

Infine chiudo con una curiosità: sei mai stato vicino alla Juve?

"Non sono mai stato vicino alla Juventus, il mio cuore è sempre stato rossonero. Sono cresciuto nel loro settore giovanile, ero nella squadra più forte e vincevamo. Sinceramente, non ho mai avuto l'idea di abbandonare per un club altrettanto importante. Ho dei bellissimi ricordi, sia i bianconeri che il Milan erano due punti di riferimento. Per tanti anni ci siamo giocati lo scudetto". 

Si ringrazia Demetrio Albertini per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.


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