ESCLUSIVA TJ - Nicola Pozzi: "Juve maestra a restare sul pezzo. Marotta mi ha portato alla Samp, Paratici è il miglior ds italiano. E sul campionato..."

di Mirko Di Natale
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Per parlare approfonditamente di Sampdoria-Juventus, la nostra redazione ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex bomber blucerchiato e autore di sei centri in carriera ai bianconeri, Nicola Pozzi:

Buongiorno Nicola, vorrei iniziare dalla tua avventura iniziata a novembre in quel di Piacenza. Come sta andando?

"Mi sono rimesso in gioco e in discussione, è una realtà spaziale. Vivo alla giornata, sto tornando a divertirmi che era il mio obiettivo e spero di poter aiutare questi ragazzi a salvarci. Magari, aggiungo, lottare anche per i play-off che sarebbe un traguardo storico per questa società che fino a cinque anni fa era in promozione. Sarebbe un risultato storico per questa piccola realtà. Chioccia per i giovani? Sì, in tanti lo han fatto per me ed io ora lo sto facendo per loro. Sto ritornando bambini (ride ndr). C'è la voglia e tanta passione, andiamo avanti a prescindere dalla categoria".

Da ex Sampdoria, come vedi la sfida di questo pomeriggio?

"E' molto difficile per qualsiasi squadra affrontare la Juve quest'oggi, anche il Barcellona non è escluso da questo discorso. Ha una rosa talmente ampia e una forza mentale che in questo momento è difficile da arginare".

Doriani che vengono da un bellissimo momento e che oggi potrebbero sfruttare il fattore Marassi. Può esser l'arma in più per battere la Juve?

"Sicuramente Marassi sarà una bolgia, la Samp viene dal successo nel derby e sta certificando il suo momento positivo. Farà la stessa partita che solitamente affronta con mister Giampaolo, cercherà di avere la stessa intensità e vorrà bloccare la Juve attraverso i propri meccanismi che funzionano bene. Non ha nulla da perdere, anche se è difficile non parte di certo battuta".

Juve che vorrà premere sull'acceleratore, magari volendo archiviare la pratica campionato per cercare di preparare al meglio il doppio match con il Barcellona...

"E' vero che rivincere è sempre difficile ma per la mentalità della Juve, non ho mai creduto che potesse mollare. E' una loro grande dote, dopo aver vinto cinque scudetti sono ancora sul pezzo e non è scontato questo. I bianconeri sono maestri in questo".

Beppe Marotta e Fabio Paratici sono tra i responsabili della rinascita bianconera, due persone che conosci molto bene. Cosa ci puoi raccontare di loro?

"Ho avuto il piacere di conoscerli, tra l'altro Marotta è colui che mi ha portato alla Sampdoria. Fu grazie a loro che arrivai qui. Si vedeva già che avevano il pedigree per la grandissima squadra, hanno dato continuità al lavoro fatto a Genova e, nell'ambiente, si sapeva che avrebbero mantenuto i risultati alla Juventus. Sono molto bravi nella gestione dei giocatori, soprattutto Paratici che lavora sempre molto sotto traccia. Non è riduttivo definirlo il miglior direttore sportivo italiano".

Hai dei ricordi agrodolci contro i bianconeri, come in quella occasione che siglasti due gol nel match di Torino del 2010...

"Era una Juve che stava ripartendo, aveva difficoltà ed era lontana dalle prime posizioni in classifica. Non aveva la forza di ora sotto tutti i punti di vista, per loro fu un anno di transizione. Ricordo una partita spettacolare dove li avevamo impensieriti, fu un ottimo punto ottenuto all'Olimpico. Cassano? Era abbastanza ispirato".

A proposito dell'ormai ex giocatore della Sampdoria, un vero peccato che non lo sia più...

"Da esterno non so come siano andate le cose, per cui preferisco non esprimermi".

La Juve è prima con un cospicuo vantaggio ma ha perso quattro partite fin qui. Secondo la critica, questo è uno dei motivi per definire il campionato non allenante anche perchè Roma e Napoli non sembrano rendere competitiva la competizione così come facevano Inter e Milan in passato. Tu cosa pensi a riguardo?

"La differenza, forse, sta nel fatto che la Juve possiede diciotto titolari a dispetto delle altre contendenti. Avendo una panchina lunga, questo permette di avere un vantaggio sugli avversari e questo è merito di Marotta e Paratici che hanno allestito una squadra competitiva in ogni reparto. Roma e Napoli, pur essendo due ottime squadre, pagano un po' quell'handicap. Vedo un campionato poco competitivo in fondo alla classifica, le ultime tre hanno fatto davvero pochi punti. La lotta per non retrocedere, fin qui, non è stata molto allenante. Ma voglio spezzare una lancia in favore del campionato italiano".

Prego.

"La nostra tattica devono ancora apprenderla all'estero, così come noi dobbiamo ancora imparare qualcosa. I nostri tecnici, che ora sono anche fuori dai nostri confini, rimangono i migliori".

Si ringraziano Nicola Pozzi e l'addetto stampa della società Pro Piacenza, Donata Zaghis, per la disponibilità e il permesso accordatoci in occasione di questa intervista.


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