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ESCLUSIVA TJ - Felipe Melo: "La Juve una scuola, i tifosi mi hanno sempre rispettato. Sarri mi piace, con CR7 sì alla Champions. Sul match con la Fiorentina..."

di Mirko Di Natale
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L'ultima volta che la Juventus ebbe in rosa tre brasiliani, oltre a quest'anno, fu nel 2009. In quell'estate, infatti, il club bianconero decise di puntare con decisione allo scudetto e per farlo investì pesantemente - per i termini economici di allora - acquistando Diego Ribas da Cunha dal Werder Brema e Felipe Melo dalla Fiorentina. I due giocatori non riuscirono ad incidere, specialmente l'attuale centrocampista del Palmeiras che collezionò comunque 78 presenze condite da 4 gol. La nostra redazione lo ha contattato telefonicamente, in esclusiva, per parlare di Juventus e non solo:

Alla fine tra Fiorentina e la Juve ha vinto il pareggio. Come hai giudicato il match?

"E' stata una buona partita, lo stadio era caldo e la Fiorentina ha mostrato un buon calcio. Ieri, in particolare, ha giocato meglio della Juventus che mi è piaciuta meno. Ma il campionato è ancora molto lungo e tutto può ancora accadere".

Tu, poi, avevi giocato in entrambe le squadre e quindi sei sempre stato legato a questa sfida.

"La Fiorentina mi ha aperto le porte dell'Italia e del mio cuore, i tifosi viola sono sempre stati molto carini con me. Ho vissuto un anno a Firenze e mi ero trovato bene, mister Prandelli per me è stato più di un allenatore. Poi è arrivata la Juventus, aveva pagato tantissimo per il mio cartellino. Io ho dato tutto per entrambe queste squadre. Era iniziata positivamente l'avventura a Torino, ma purtroppo non è andata bene anche perché la rosa non era profonda come quella di ora. Anche se sono interista non potrò mai parlare male della Juve che mi ha sempre dimostrato fiducia".

Quindi, alla fine, sei rimasto comunque orgoglioso del periodo che hai trascorso alla Juventus?

"Aver giocato con le maglie di Fiorentina, Inter e Juventus non è da tutti, è un motivo d'orgoglio e ne andrò sempre fiero. Farà parte del mio museo personale. Anche quando ero al Galatasaray e ho incontrato la Juventus in Champions, i tifosi bianconeri mi hanno sempre rispettato e questo è stato molto importante per me. In quegli anni vissuti tra viola e bianconeri, conserverò per sempre dei bellissimi ricordi".

Dicevi che alla Juve non è andata bene e ne hai spiegato il motivo. Ma nella tua Juve che puntava al titolo e quella di Gigi Delneri dell'anno successivo, che cosa andò male? Perché non siete riusciti a vincere?

"Sì, posso rispondere a questa domanda. Tra l'altro, specifico, mister Delneri era un amico, così come gli altri allenatori ho avuto in bianconero. Quando c'erano degli infortuni, mancavano dei ricambi e questo non può succedere se ti chiami Juventus. Il primo anno, ad esempio, ad un certo punto mancavano gli attaccanti. Poi ho letto la fake news che mi riguarda, quella in cui si dice che Felipe Melo ha attaccato il club e i tifosi. Come ho già specificato, non ho mai pronunciato queste parole. In Europa faccio il tifo sempre per le italiane".

Hai rimpianti per il tuo passato alla Juventus? Pensi mai che avresti potuto fare meglio, magari in una squadra come questa Juve che è vincente? Sbaglio o prima di arrivare in bianconero, avevi altre offerte importanti?

"No, nessun rimpianto. Prima di andare alla Juve avevo offerte per andare all'Arsenal, al Manchester United, mi voleva il Real Madrid e anche l'Inter aveva chiesto informazioni per me. Quello che deve succedere, succede. E' questo che Dio ha voluto per me. Quando la Juve mi ha poi ceduto in prestito sarei potuto andare al PSG, avevo già parlato con Leonardo ed era tutto fatto ma poi è arrivato il Galatasaray. Quella è stata la decisione più difficile presa, perché in Turchia ho vissuto una esperienza totalmente diversa da quella che avrei potuto vivere altrove. E a mio figlio parlerò sempre della Juve, è stata una scuola che mi ha fornito degli insegnamenti molto utili".

Ritornando alla sfida, rispetto al match con il Napoli, si è visto un passo indietro a livello di gioco. Però potrebbe essere anche normale visto che in estate è cambiata la guida tecnica e soprattutto il modo di interpretare gli incontri.

"Sì, ho conosciuto Maurizio quando era allenatore al Napoli ed io giocavo nell'Inter. A me, personalmente, piacciono moltissimo i tecnici come lui che ti fanno giocare bene al calcio, ti fanno avere tanto possesso palla e soprattutto permettono ai giocatori di avere dei buoni movimenti. La Juve è già forte a livello tecnico, quest'anno farà molto bene. E sono convinto che potrà puntare nuovamente alla Champions, in rosa c'è sempre uno che si chiama Cristiano Ronaldo. E' di un altro pianeta come Messi, questo lo posso testimoniare perché l'ho affrontato tante volte".

Come sta andando in Brasile? Quale è l'obiettivo stagionale personale e di squadra?

"Il Palmeiras è una grande squadra e noi puntiamo sempre a vincere tutto. In Serie A siamo a pochi punti dalla vetta della classifica, c'è tanta competizione ed è molto difficile vincere dei trofei. Siamo i campioni in carica e tutti ci vogliono battere, possiamo sempre fare meglio".

Si ringrazia Felipe Melo per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.


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