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ESCLUSIVA TJ - Evelina Christillin: "Non è solo colpa di Sarri, farebbe bene vicinanza della proprietà. Juve passiva? Se non sanno loro il perché. E sulla sfida all'Inter..."

di Mirko Di Natale
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La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, la manager torinese membro aggiuntivo Uefa del consiglio Fifa - nonché tifosissima doc bianconera -, Evelina Christillin, per parlare della sua Juventus e non solo: 

Che cosa possiamo trovare di positivo della serata di ieri?

"Gli ultimi venti minuti sono stati l'unica nota positiva, si è vista in campo una squadra che ha lottato e ha provato a tirare in porta. Tutto ciò che invece si era visto prima è stato un qualcosa di preoccupante".

Si è fatta una idea del perché, per oltre un'ora di gioco, la squadra era passiva e non reagiva?

"L'allenatore e il capitano hanno parlato di una squadra lenta e non reattiva, se non capiscono loro che cosa succede è un po' difficile rispondere a questa domanda. Sto notando da inizio campionato una stanchezza sistematica in alcuni calciatori, ad esempio solo ora Ramsey ha iniziato a giocare un buon calcio. Rabiot non si è visto, Pjanic è in pessima forma e ieri ha giocato proprio male. Il centrocampo non svolge bene il suo lavoro, l'unico a provarci è stato Ronaldo che ieri era anche un po' arrabbiato. Non avessimo avuto lui, non saremo dove siamo ora".

Una statistica parlava, appunto, che il 60% dei gol realizzati dalla Juve è arrivata proprio dal portoghese.

"Sì, tra l'altro gli manca un pezzo: il calcio piazzato. Non è in forma, anche ieri ha preso la barriera. Per fortuna è stato impeccabile sui calci di rigore".

Sarri, in conferenza, ha parlato di "difficoltà a far passare il concetto del muovere la palla veloce a questa squadra". Come giudica questa frase?

"E' compito dell'allenatore quello di applicare questi concetti, altrimenti chi ci deve pensare? Lo spirito santo? Non è giusto dare tutte le colpe a Sarri, le responsabilità devono essere condivise, nel bene e nel male, anche dalla società. E' strano che tecnico di quell'esperienza, di quell'età, trovi difficoltà con una squadra composta non da ragazzini e che vince ininterrottamente da anni. Dovrebbe essere, perciò, in grado di spiegare il suo calcio e il suo modello di gioco. E' questo il mio pensiero".

Questa è la parte sul campo, ma a livello comunicativo è da Juventus?

"E' da inizio stagione che fa questo tipo di affermazioni, ricordo quella in cui invocava l'aiuto dei leader. Di sicuro non doveva far passare questo messaggio pubblicamente, perché così lascia intravedere delle crepe. Le sue parole lasciano parecchi dubbi e quesiti, ma non mi accodo al coro di chi non lo vorrebbe più alla guida della Juve. La sconfitta di Lione può esser recuperata tranquillamente, ieri è stata una partita infelice ma siamo in corsa ancora per tutti gli obiettivi. E i bianconeri hanno già mostrato di saper recuperare, la partita dell'anno scorso con l'Atletico insegna".

Un anno fa, proprio citando la partita con l'Atletico, si criticava Allegri per la mancanza del gioco. E un anno dopo, ribaltando la situazione, non sembra esser cambiato nulla.

"Esatto, con la differenza che ieri ci sono stati molti più passaggi rispetto all'epoca Allegri ma con una difficoltà maggiore di centrare la porta. Viene in mente il discorso del risultato o del bel gioco, è chiaro che conti più il primo del secondo in questo momento".

C'è bisogno, a suo parere, della presenza del presidente Agnelli, del vice Nedved e del direttore Paratici visto il momento un po' delicato?

"Sì, penso che la presenza da parte della proprietà potrebbe far bene a livello di fiducia e coraggio. In questo momento non c'è bisogno di mettere in discussione nessuno e nemmeno di puntare il dito alla ricerca di un presunto colpevole. In questo momento, l'ultima cosa da fare è mettersi in mezzo alle polemiche. Tutti devono restare uniti per centrare gli obiettivi che la squadra si è prefissata. E se questa fosse la mia squadra, farei così".

Porte aperte o porte chiuse, quale è la sua idea riguardo a Juventus-Inter?

"Può non piacere come soluzione, visto il calendario davvero fitto di impegni che non consente di recuperare partite sospese, ma credo che la partita di domenica verrà giocata a porte chiuse. A meno di clamorosi sconvolgimenti totali dell'ultima ora. E non si può giocare nemmeno il lunedì, perché abbiamo la Coppa Italia contro il Milan un paio di giorni più tardi".

E che cosa pensa dell'idea lanciata dal direttore di Sportitalia, Michele Criscitiello, di giocare al Sud?

"Non è possibile a livello organizzativo, non si può fare da un giorno all'altro. Sarebbe un problema ulteriore invece che un'opportunità".

Si ringrazia Evelina Christillin per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.

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