DYBALA a Style: "Un giorno sei il migliore, quello dopo sei inutile. La 10 è un onore e una responsabilità. I cambiamenti mi piacciono. Cristiano ragazzo semplice"

di Redazione TuttoJuve
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Paulo Dybala ha rilasciato un'intervista a Style, mensile del Corriere della Sera: Ecco le sue considerazioni: "Mi capita spesso di sentire frasi tipo 'è giovane, ha 22 anni'. Ma nel calcio, a quell’età non sei più tanto giovane. Nell'ultimo periodo sono cresciuto molto, non mi considero più un ragazzo perché ho fatto esperienze che mi permettono di vedere le cose in un altro modo, sia dentro che fuori dal campo. Saltare l'uomo è la cosa più bella dopo il gol per un calciatore e in Sudamerica si tende a dribblare di più visto che ci si abitua a giocare per strada. "In Italia le cose sono diverse e a parte Zaniolo e Chiesa non ci sono giocatori con queste caratteristiche. Arrivare qui non è stato semplice, sono passato dall'Argentina a uno dei campionati più difficili al mondo. La numero 10? Quando i dirigenti me l'hanno proposta ci ho pensato un po' ma un'offerta del genere è impossibile da rifiutare. Per me è un onore e una responsabilità: devo dimostrare di meritarla tutti i giorni. Nel calcio ci sono i momenti difficili e capitano a tutti, devi essere preparato. Ho un mental coach ma non è uno psicologo. I cambiamenti? Mi piacciono, serve il coraggio di buttarsi e di superare i propri limiti".

"La vita dei giocatori è come un ottovolante: un giorno sei il migliore, quello dopo inutile. Trovare un equilibrio non è sempre semplice. Succede a tutti, anche a campioni come Leo Messi e Cristiano Ronaldo: dopo quello che hanno fatto nella loro carriera vengono ancora criticati certe volte. I momenti difficili in cui ti senti solo capitano, c’è chi li soffre di più e chi di meno, ma se giochi ad alto livello devi essere preparato. Ogni volta bisogna scendere in campo come se nella partita precedente non fosse successo niente".

Sull'arrivo di Ronaldo in bianconero: "Nessuno se lo sarebbe immaginato, nemmeno noi: pensavamo che fosse una sparata dei giornali, come succede spesso durante il calciomercato. Visto da vicino, Cristiano è un ragazzo semplice. Ha la sua immagine, il suo personaggio, il suo modo di stare in campo. Ma dentro lo spogliatoio è come gli altri e gli piace scherzare con tutti».

 


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