QUI SASSUOLO - Boateng: "Per me il calcio era un hobby per non pensare al frigo vuoto. Il razzismo? Lo subisco fin da giovane"

di Giuseppe Giannone
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Kevin Prince Boateng, centrocampista del Sassuolo, prossimo avversario della Juventus in campionato, parla, intervistato da "Liberi Tutti", settimanale del "Corriere della Sera", di diversi aspetti della sua vita, anche extra calcio: "Ho conquistato il mio regno da poco. Oggi che ho la serenità, e mi sono buttato alle spalle le difficoltà del passato, mi sento potente come un re. Io calciatore? Prima era solo un hobby che mi distraeva dal fatto che il frigo era vuoto. Poi a 15 anni, quando ho firmato il primo contratto da professionista, ho capito che la faccenda era seria. Mi sento più ghanese o tedesco? Me lo chiedo spesso: quando sei un mix il tuo cuore non appartiene al 100 per 100 né all'una né all'altra parte. Superato i cori razzisti? Ho cominciato a subirli da giovane, nei campi di Berlino. All'epoca mi tenevo tutto dentro. Poi quando sono arrivato al Milan ed è successo ancora ho capito che non avevo più spazio nel cuore. E ho reagito, duramente. Il tabù dell'omosessualità nel calcio sopravvive? Credo che neppure i miei amici più stretti me lo confesserebbero. C'è ancora timore ma io dico che ci vuole coraggio. Le notizie durano una settimana".


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