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L’IMBOSCATA –  Mutazione Juve ha due spiegazioni. Il silenzio e la classe di Agnelli &C.. Designato “Capitan futuro”. Caressa, Bergomi e polemiche. Allegri resta o parte? Il punto. La strategia di Paratici per Mbappè. Ottimismo per de Ligt

di Andrea Bosco
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Notte pazzesca. Adrenalina alle stelle. Puoi non essere tifoso della Juventus ed esserti egualmente emozionato. Un collega spagnolo, alla fine da Madrid, mi ha mandato un messaggio simile a quello inviatomi anni fa, per la Juve di Conte: “I lupi sono tornati“ .

 Sono rimasto incollato davanti alla tv per 94 minuti a tratti in apnea, prima del consueto collegamento con Rmcsport. Ho visto la Juventus (in un Allianz che anche dal teleschermo si avvertiva infernale) correre e pressare con una ferocia, giocare attaccando: costretta dal risultato dell'andata.

Ho visto, senza arrivare alla Cintura di Orione, “cose che noi umani non possiamo immaginare“ . L'extraterrestre era lì: disumano.  Le partite di Cristiano Ronaldo non prevedono “prigionieri“.  Lo sa bene l'Atletico di Madrid che dall'Ufo portoghese, in carriera, ne ha beccati 22.

L'ho vissuta con le voci di Fabio Caressa e Beppe Bergomi. Per il calore, la cifra dei decibel e gli aggettivi, Caressa è stato, il giorno dopo, infastidito sul web. Era capitato anche a Trevisani in trance da telecronaca dopo uno spettacolare gol di Icardi al Meazza. 

Ci sono momenti nei quali lo stadio con il suo “furore“ ti mette a cavalo di un razzo. E' quello che è successo a Trevisani e a Caressa. Non è “tifo“: è il professionista che attraverso il racconto  (il racconto in diretta esclude riflessioni, sovente è la consultazione del Var ad imporle) cerca di trasmettere l'emozione di momenti non replicabili. Caressa ha fatto un ottimo lavoro, la sua telecronaca su Sky ha avuto altissimi picchi di audience. Caressa e Trevisani, per fortuna, non risultano mai soporiferi .

La telecronaca non è solo una questione di competenza. E' anche una questione ormonica : devi cercare di portare gli umori dell'evento a chi sta a casa sul divano. 

Poi esiste la “civiltà“ del tifo. Da apprezzare i complimenti del Napoli alla Juventus. De Laurentiis è sovente indigeribile, ma in questa occasione ha dimostrato classe.  A proposito di classe: non una  parola da Agnelli, Nedved e Paratici. Hanno lasciato la passerella ad Allegri e ai giocatori, come era giusto.

E' stata la notte delle rivincite. Della Juventus, sul campo. Di Max Allegri sulla critica, sempre con lui (qualche foglia di cenere volteggia anche sul mio capo) ipercritica. Mister “halma“ ha realizzato un capolavoro tattico: la posizione di Emre Can, l'azzardo (vincente) Spinazzola, i due pretoriani “professori“ in cattedra in difesa, i minuti finali al bambino predestinato che quasi fa il gol che avrebbe fatto tremare le fondamenta dell'Allianz, la gara del Berna. Già: Federico Bernardeschi. Sono di parte: adoro questo giocatore che ha la “tenuta“ di un mezzofondista, l'accelerazione di un duecentista, un sinistro che  “canta“. E che sa correre con la palla come pochi al mondo. La Juventus, la mezz'ala dal gioco universale che le mancava, se l'è costruita in casa. A Madrid, dopo la sconfitta, Federico aveva parlato con la personalità di un “capitan futuro“.

La fascia, prima o dopo sarà lui ad indossarla.

Cosa ha determinato la mutazione? La Juve veniva da prove, magari vincenti ma atleticamente e tecnicamente discutibili. Massimiliano Nerozzi si è chiesto: perché? Anzi alla Mourinho: “Porquè?“. Perché la Juve deve trovarsi sul ciglio del baratro per offrire il meglio di sé?

Per, nella fattispecie, due motivi reputo.

Il primo: la trasferta di Gedda (dal gelo, al caldo torrido) e la successiva sosta, inusuale per tempistica (avendo il calcio nostrano officiato per la prima volta anche durante le festività natalizie), hanno “imbastito“ la ripresa atletica. Solitamente le squadre di Allegri sfrecciano a fine febbraio. La Juve lo ha fatto con 12 giorni di ritardo.

Il secondo: tutti noi che osserviamo e commentiamo , dal campo o dalla televisione, vediamo un'altra partita.

 Quella “vera“ la vivono e la “vedono“ i giocatori. Chi ha calcato un campo di gioco, lo sa: puoi perdere una gara, uscendo con la consapevolezza che, comunque, sei più forte del tuo avversario. Credo che questo sia accaduto a Madrid. La rimonta di Torino è probabilmente maturata nello spogliatoio del Wanda.

Vincere a quel modo ha fatto schizzare il titolo in Borsa del 17,4 %. Le televisioni non ne hanno parlato, perché le televisioni, puntuali nel registrare il crollo del titolo dopo la sconfitta di Madrid, da giorni sono impegnate a districarsi nei rivoli della Brexit e in quelli del Memorandum Italia – Cina (A proposito: da veneziano, spero che il terminale europeo della “Via della Seta“ sia a Venezia, all'Arsenale. Cina e Italia lo devono alla mia città: è quella di Marco Polo).

Ma il rialzo del titolo ha molti significati. Per esempio che gli investitori credono al progetto di crescita della Juventus. Vincere in Champions fa scalare posizioni nella top ten del fatturato. Vincere assicura gli introiti della Coppa e quelli che, a latere, gonfiano l'interesse mediatico. Tradotto:  marketing . Vincere ti fa programmare alla grande la prossima stagione. Vincere ti consente di andare a prendere con un assegno da compilare i De Ligt, forse i Mbappè.

 

Vincere (magari la Coppa) rimette in discussione il destino di Allegri? A dire il vero a metterlo in discussione siamo stati noi giornalisti, dopo le rivelazioni di Galeone: uno che tifa affinché Allegri lasci la Juventus.

 

Il conte Max ha ancora un anno di contratto. Si è preso (ancora una volta) la rivalsa sui detrattori. Ha dimostrato di essere tra i migliori, benché nessuno lo chiami “maestro“. Zidane, candidato numero uno a prenderne il posto si è accasato nuovamente al Real fino al 2022.  Resterà Allegri? La mia sensazione è (benché abbia ancora un anno di contratto)  che non resterà. Anzi: dovesse vincere campionato e Coppa, sarebbe probabilmente lui a chiedere di essere sollevato dall'impegno. Cinque anni nel calcio sono tanti, specie nel calcio odierno. Tuttavia: come le statistiche su Juve ed Atletico sono state cancellate dal ciclone Ronaldo, allo stesso modo Allegri potrebbe farle aggiornare: rimanendo e prolungando. Meglio di lui, del resto, chi?

 

Non credo a suggestioni straniere. E la  “sirena“ Conte, per ora, è solo una donna-pesce.

Oggi Max Allegri direbbe (giustamente) che i suoi giocatori sono i migliori del mondo. Ma a giugno qualche cosa la Juventus farà. Ha già messo, come noto, sotto contratto Ramsey. Per il centrocampo farà un  tentativo per Zaniolo. Per l'attacco gira la suggestione Icardi in rotta con l'Inter. Non credo sia una cosa fattibile: proprio a causa della situazione che si è  creata in casa neroazzurra.

Reputo faranno un tentativo (ripeto: tentativo) per Mbappè: magari mettendo sul piatto Costa e forse Dybala. Che personalmente non cederei. Ma la crescita di Bernardeschi, impone alla Juventus altri obiettivi. Tipo Chiesa, un esterno d'attacco.  Non dovesse arrivare un crack, io immagino che la Juventus insisterà su Kean che ha dimostrato di essere pronto. Un motore fresco, in alternativa a quello chilometrato di Mandzukic. In ogni caso: sarà Kean il futuro centravanti della Juventus. E della Nazionale .

 Con il Brescia avviato alla serie A, immagino che Tonali resterà almeno per una stagione alle dipendenze di Corini. Forse in uscita ci sarà Khedira, vittima di troppi infortuni. Non credo Cuadrado, avendo passato metà stagione a curarsi:  il suo valore di mercato è, oggi, diventato esiguo. Paratici interverrà in difesa:  De Ligt è la priorità. La concorrenza è folta, ma mi arrivano segnali confortanti sull'arrivo a Torino dell'olandese.

Ci sarà una grande festa per l'addio (previsto) di Barzagli al calcio. Sugli esterni bassi una riflessione verrà fatta su Alex Sandro: la solidità di Spinazzola forse imporrà strategie diverse da quelle immaginate finora. Insomma non un Marcelo, ma un giovane se il brasiliano lascerà la Continassa. La Juve a giugno farà cassa con i Rogerio, gli Orsolini, i Mandragora. Si siederà con il Chelsea a definire il futuro di Higuain. E forse terrà in rosa lo sfortunatissimo Pjaca, aspettandone la completa guarigione. Pogba? Temo resterà un sogno. Se la Juventus dovesse mai togliersi uno sfizio investendo su un “futuro“ di qualità, lo farà con la stellina portoghese Felix.

In ogni caso sarà gente brava : le società come la Juventus sono condannate a vincere. E per farlo devono anticiparlo, il futuro. Perché “aspettandolo“ si corre il rischio di fare la fine dell'Inter post Triplete o del Real dopo tre Champions di fila. Ma la Juve che sta volando verso l'ottavo scudetto consecutivo, ha dimostrato di saperlo “maneggiare“ il futuro : con maestria. Oggi ci sarà il sorteggio: dire che  prima o dopo devi incontrare i più forti è una banalità. Meglio incontrarli “dopo“: dalle semifinali. Quindi la Dea sia benigna con Madama. E le offra nell'urna, il Porto.


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