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IL SANTO DELLA DOMENICA - La brutta prova di Crotone e gli equivoci visti in campo. La Juve è un cantiere aperto e Pirlo ha bisogno di tempo, ma servono delle certezze. E sulla direzione arbitrale...

di Alessandro Santarelli
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Non ci possiamo appellare agli alibi. Le assenze, i ritorni dalle nazionali, un cantiere ancora aperto e un arbitraggio quantomeno discutibile. No, non possiamo. A Crotone se ti chiami Juventus devi andare e vincere, o quantomeno se proprio non ci riesci, devi mettere insieme una prestazione decente. Ecco, la Juve vista allo Scida non ha fatto nessuna delle due cose. Lenta, prevedibile, in affanno in difesa, a tratti spaesata con un vestito tattico che al momento non sembra particolarmente adatto.

Lo abbiamo detto dall’inizio. Quest’anno serve un patto tra tutti noi, perché con la scelta che è stata fatta non saranno tutte  rose e fiori e la squadra ha bisogno di supporto,  ma per vincere a Crotone sarebbe bastato poco, e sinceramente dalla Juventus qualcosa in più rispetto a quanto visto in Calabria ci si attende, anzi lo si pretende. La squadra è in costruzione, su questo ha ragione Pirlo, è giovane e ha bisogno di tempo, la domanda però è semplice: la Juventus ha il tempo? Forse in campionato si, certamente non in Champions dove già martedì gli uomini di Pirlo saranno attesi da una prova importante. Certo, fare peggio di Crotone pare difficile, ma è anche vero che il livello dell’avversario, per quanto sempre medio basso, si alzerà rispetto a Ieri sera.

Ci sono poi alcuni equivoci da chiarire: la posizione di Kulusevsky che sulla destra rischia di pestarsi i piedi con Chiesa, la difesa, dove Danilo continua a non convincere e Bonucci appare indietro, la fascia sinistra che non può essere lasciata a due giovanissimi come Frabotta e Portanova. Sarà poi determinate chiedere un passo in avanti agli uomini di centrocampo soprattutto ad Arthur e Bentancur che dovranno prendere in mano il cuore della squadra.

Chiaro, siamo solo all’inizio di una stagione anomala, vissuta senza un precampionato, con un allenatore alla sua primissima esperienza e con tanti imprevisti già da affrontare . Siamo sicuri che questa squadra abbia davanti a sé importanti margini di miglioramento ma ognuno, a partire dall’allenatore deve metterci del suo. Cosa ci attendiamo  a Pirlo? Che riesca a trovare un’identità tattica precisa e andare avanti su una base certa. Ovviamente i tanti impegni ravvicinati chiederanno diversi aggiustamenti, ma il tempo degli esperimenti, anche se pare brutto da dire visto che oggettivamente siamo appena all’inizio, è già finito.

Tra le poche cose buone viste a Crotone , da segnale l’azione che ha portato al pareggio, frutto del talento dei giocatori che la Juve ha in rosa. Si potrebbe dire ripartiamo da li, ma serve maggiore determinazione e soprattutto maggiore idea di verticalizzare. A larghi tratti è sembrato di vedere la Juve snervante della gestione Sarri fatta di tanti passaggi in orizzontale se non indietro.

Questo sarà un campionato giocato sul filo dell’equilibrio e dispiace davvero tanto lasciare due punti a Crotone, contro una squadra che fino a questo momento non aveva raccolto nulla nelle precedenti giornate collezionando tra l’altro ben 8 reti al passivo.

Lasciamo per ultime le considerazioni sulla direzione arbitrale. Quantomeno discutibile il rigore fischiato a Bonucci ( perché il sig Forneau non è andato al Var? ) cosi come affrettata l’espulsione di Chiesa. Annullare poi un gol per mezzo scarpino in fuorigioco lo ritengo contrario alla bellezza del calcio. Nessun alibi per carità ma i numeri dicono che in tre giornate di campionato la Juve ha già avuto due rigori contro e due espulsioni….

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Giovedì 29 ottobre 2020
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