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Gli eroi in bianconero: Vittorio SENTIMENTI

di Stefano Bedeschi
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Nato a Bomporto (Modena) il 18 agosto 1918, è il terzo della dinastia di cinque fratelli, tutti dedicatisi al calcio (ben quattro dei quali arrivati al palcoscenico maggiore: Arnaldo II, Lucidio IV e Primo V); cresce nelle file del Modena che, negli anni precedenti la seconda Guerra Mondiale, militava in Serie A e, per tradizione, era solito schierare giocatori di notevole grinta e di eccellenti qualità atletiche.

I fratelli Sentimenti si misero subito in evidenza, essendo giocatori di indubbio talento, specialmente il terzo e il quarto della stirpe, atleti che recitarono poi la parte più importante della loro carriera indossando la maglia della Juventus.

Vittorio Sentimenti III, detto Ciccio, si fece notare da alcuni osservatori bianconeri, nel corso del campionato 1938-39; dopo aver pareggiato (1-1) sul proprio campo nel girone di andata, la Juventus venne nettamente sconfitta a Modena nell’incontro di ritorno (2-0 con reti di Bazan e Zironi) e Ciccio fu un autentico protagonista di quell’impresa. Nella stagione 1941-42, a guerra iniziata, Vittorio arrivò alla Juventus e si giovò moltissimo della presenza, al suo fianco, di un fuoriclasse come Felice Borel, che lo maturò completamente dal punto di vista calcistico.

Ciccio aveva un gioco semplice, lineare e preciso; in possesso di una notevole tecnica che gli permetteva qualsiasi prodezza con il pallone, sapeva seminare gli avversari con dribbling secchi e improvvisi, che iniziava sempre con un’abilissima finta di reni. Essendo ambidestro, poi, poteva applicare con la massima versatilità alla palla il colpo più opportuno, che aveva sempre la caratteristica della massima imprevedibilità. Aveva la grande capacità di capire immediatamente la via più corta per arrivare al goal: in poche parole, è stato una delle figure più interessanti del calcio italiano degli anni Quaranta.

Militò nella Juventus degli anni bui a cavallo del secondo conflitto mondiale e nel suo palmarès, compare solamente un Coppa Italia, vinta nel 1942. In totale ha collezionato 218 presenze (210 in campionato e otto in Coppa Italia) confortate da un bottino di settanta goal (sessantatré e sette rispettivamente).

Nell’estate del 1949 lascia la maglia bianconera per accasarsi alla Lazio e, dalla capitale, rientra a Torino un triennio più tardi per approdare alla maglia granata dalla quale, quasi quarantenne, si separa al termine della stagione 1955-56 per ritornare a vestire la maglia del Modena.

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