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Gli eroi in bianconero: Leonardo COLELLA

di Stefano Bedeschi
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Per risolvere il problema del centravanti apertosi con l’involuzione tattica di Boniperti, che andava trasformandosi da centrattacco in mezzala di regia, la Juventus optò per il mercato sudamericano, puntando su Gino Orlando, punta del São Paulo ed in odore di Nazionale brasiliana. Per alcune settimane i dirigenti juventini tentarono in tutte le maniere di portare a Torino il baffuto sfondatore paulista, ma questi tentennò parecchio prima di dire un no definitivo, spaventato dai gravami fiscali che gli venivano prospettati in caso di un suo soggiorno italiano.

Gli emissari della Juventus, i signori Conti e Peccei della filiale Fiat di São Paulo, si misero allora in moto per catturare un altro giovane discendente di italiani che potesse vestire la maglia numero nove. La scelta cadde su Nardo, al secolo Leonardo Colella, un ragazzo cui veniva assegnato un sicuro avvenire.

Nato il 13 settembre 1930 da genitori italiani, provenienti da Polignano a Mare in provincia di Bari, entrò a far parte della famiglia del Corinthians già a otto anni di età. Prestato al Commercial, che disputava la massima divisione paulista, si fece le ossa e nel 1952 tornò al Corinthians nel ruolo di mezzo sinistro, alternandosi con il famoso Baltazar, al comando della linea d’attacco. Una tournée disputata con i bianconeri brasiliani nello stesso anno, in Danimarca e Svezia, lo vide protagonista di formidabili prestazioni: tiro a rete in velocità, incursioni irruente di enorme efficacia, furono le sue armi migliori per mettersi in mostra.

Vinse il titolo regionale nel 1953 e si affermò l’anno seguente nel torneo Rio-São Paulo: suoi i due goal della vittoria corinthiana sul Vasco da Gama nell’epilogo del campionato nazionale. Verso la fine del 1954 si infortunò ad una caviglia e dovette assentarsi per lungo tempo dai campi di gioco; il suo posto venne preso da Rafael, che si guadagnò rapidamente i galloni da titolare.

Posto in lista di trasferimento, chiese alla società di affrettare i tempi della sua cessione, con la Juventus in concorrenza a Santos e Botafogo. La spuntarono i bianconeri italiani, anche grazie al fatto che Nardo provava un forte desiderio di far rientro nella terra dei suoi avi; in Italia giunse subito dopo il matrimonio e con una bambina di due mesi.

Costò circa 22 milioni di lire dell’epoca ed, alle sue prime apparizioni tricolori, si alzò immediatamente grande entusiasmo per il giovane oriundo. Purtroppo il suo rendimento ebbe una veloce caduta verticale: il gioco troppo atletico non gli si confaceva e, per non perdere il posto da titolare, si riciclò come ala destra. La sue stella non brillò particolarmente, anche se con la casacca bianconera riuscì ad andare a segno sette volte in ventuno incontri.

Il suo periodo migliore si rivelò quello invernale: un fatto molto strano per un giocatore abituato a terreni asciutti ed all’erba molto alta come quelli sudamericani. Per la stagione successiva, la Juventus preferì acquistare degli attaccanti nuovi, non volendo rischiare una seconda annata deludente per il suo attacco. Leonardo Colella riprese l’aereo per il Brasile, lasciando la sensazione di una potenzialità non completamente espressa.

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