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ESCLUSIVA TJ - Nicola Legrottaglie: "Più chance in Europa, difficile la rimonta in campionato. Cuadrado fondamentale. Bologna? Juve farà molti gol, Ronaldo mattatore"

di Mirko Di Natale
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© foto di Filippo Gabutti

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex centrale difensivo bianconero e doppio ex della sfida col Bologna, Nicola Legrottaglie, per parlare approfonditamente del momento Juve e non solo:

A due giorni dal match col Napoli, quali sono state le sensazioni ricavate dalla Juventus?

"Ho visto entrambe le squadre che hanno cercato di annullarsi, specialmente il Napoli che nel primo tempo ha giocato per non prenderle. La squadra di Gattuso è stata molto attendista, non mi aspettavo giocasse solo sull'episodio. La Juve ha proposto qualcosa in più, ho notato più dinamicità, linee di gioco e movimento rispetto all'Inter. Ho percepito un po' di lentezza nella scelta della migliore giocata da parte di qualche giocatore, c'era difficoltà nel capire quale fosse il compagno giusto da servire. Nella ripresa la Juventus ha avuto più spinta con l'ingresso di Bernardeschi, che sull'esterno ha messo più in difficoltà gli avversari e ha indirizzato il match. C'è stata qualche occasione per gli azzurri, ma è stata una partita combattuta".

Rispetto al match con l'Inter che accennavi, che cosa ha dato di più Pirlo ai suoi per questa sfida?

"Sicuramente c'erano più motivazioni, perché la Juventus giocava per vincere il primo trofeo stagionale. In genere non sbaglia mai questo genere di sfida, in gara secca a mio avviso può battere chiunque. Cuadrado ha fatto la differenza, si è infatti notato il ritorno in campo di un top player del suo calibro. Pirlo ha interpretato la partita più o meno nello stesso modo rispetto allo scorso match, ha variato qualche giocatore ed è rimasto con lo stesso schema. Abbiamo visto una dinamicità diversa, il colombiano ha saltato più volte l'uomo e creato pericolosità. E' un uomo fondamentale di questa squadra".

La partita di Supercoppa può rappresentare l'ennesima svolta di una stagione fin qui molto discontinua per i colori bianconeri?

"L'aver conquistato la Supercoppa non significa che poi riesci a vincere automaticamente lo scudetto, anche perché la Juventus ha potenzialmente un distacco di sette punti nel caso in cui dovesse vincere il recupero col Napoli. E non sono pochi, specialmente vedendo il ritmo che stanno dando al campionato le due milanesi lì davanti. Sarà davvero difficile recuperare, ecco perché quest'anno bisognerà concentrarsi di più sulla Champions League. Potrebbe togliersi grandi soddisfazioni, è strutturata per questa competizione e a Barcellona mi ha fatto una grandissima impressione".

Quindi è più europea quest'anno?

"Sì, soprattutto per come vuole interpretare il calcio Andrea. In Europa farà meno fatica ad esprimersi per un tipo di calcio molto più aperto, al contrario dell'Italia dove c'è più tattica e gli allenatori ti affrontano per non farti giocare. A mio parere, al di fuori dei confini nazionali ci saranno molte più chance".

Come lo hai visto Chiellini contro il Napoli?

"Non è ancora il Chiellini che conosciamo, sicuramente deve acquisire un po' più di brillantezza nei movimenti. Quando è in campo si sente sempre la sua presenza e fa la differenza. La Juve ha bisogno che ritorni sui suoi livelli in modo da registrare la difesa, in modo da essere un'alternativa valida a de Ligt e Bonucci. Credo che Giorgio sia il più indispensabile, la sua assenza è più pesante di quella degli altri. Con lui la vedo più equilibrata".

Dunque non credi che Pirlo non giocherà mai con una difesa a tre con de Ligt, Bonucci e Chiellini?

"Ma la Juve già gioca con una difesa a tre quando deve costruire, poi si difende con quattro uomini perché così occupa meglio le ampiezze. Nel caso in cui dovessero essere schierati tutti insieme, Chiellini slitterebbe a sinistra e non ho presente se possiede la condizione giusta per potercela fare. La scelta di Andrea dipenderà moltissimo da questo".

Domenica a pranzo arriverà il Bologna, un avversario sempre molto ostico quando affronta i bianconeri. Che partita ti aspetti?

"Il Bologna ha dimostrato di essere una squadra che gioca, aperta, può prendere il gol in qualsiasi momento ma lo può anche fare. Perché possiede dei giocatori molto bravi e di qualità. A mio parere Mihajlovic ha una mentalità da top club per come interpreta il calcio, questo però lo porta spesso a non avere dei risultati costanti in quanto nella rosa non sono presenti grandi giocatori. E per acquisire quella dottrina ci vuole tempo, ecco la spiegazione della discontinuità avuta fin qui. La Juve dovrà stare molto attenta, ci vorrà equilibrio nella fase di transizione negativa e non dovrà alimentare il gioco sugli esterni degli avversari. Sarà una partita che si giocherà a campo aperto, per me i bianconeri faranno molti gol".

Anche se ci sarà la possibilità di fare molti gol, non sarà quindi una partita dall'esito scontato?

"Di scontato c'è poco, in base a come sarà la partita i giocatori dovranno adattarsi in modo da portare a casa il risultato. Questo è il segreto: prima lo fai, meglio è. Protagonisti del match? Questa è la classica partita di Ronaldo, col Bologna potrà fare diversi gol. Arthur sta dimostrando di essere importante sotto l'aspetto della pulizia di gioco, forse non verticalizza molto ma è in grado di far star bene i propri compagni. Mi riferisco al fatto che spesso si prende delle responsabilità che altri non hanno nelle proprie caratteristiche, per cui il brasiliano può ancora crescere e migliorare".

Come è stato il trasferimento dalla Juve al Bologna nel 2005?

"Non sono stati sei mesi semplici, ero andato lì per giocare in modo da non perdere il treno della nazionale. Visto che stavo giocando poco nella Juve, scelsi il Bologna proprio per avere quella continuità che mi mancava. Poco dopo il mio arrivo, purtroppo, mi sono strappato e ho così saltato parte della stagione, sono rientrato a due mesi dal termine e la squadra non stava attraversando un bel periodo. Con 42 punti ci fu il play-out, ricordo di esser sceso in campo in quelle sfide e la partita di ritorno venne decisa in negativo da un mio errore. Nel calcio può capitare ahimé, l'esperienza non è stata positiva a livello sportivo ma dal punto di vista umano mi sono trovato bene con la città, l'ambiente e la società".

Capitolo mercato: la Juve ha bisogno di un quarto attaccante?

"No, non credo ci sia bisogno di qualche innesto. Ha una rosa molto forte, il ritorno degli infortunati la renderanno completa. Dipendesse da me non interverrei sul mercato, forse solo con qualche scambio in modo da acquisire un esterno in grado da dare un ricambio a Cuadrado ed Alex Sandro. Perché Danilo non lo vedo così importante in fase offensiva".

Si ringrazia Nicola Legrottaglie per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.

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