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ESCLUSIVA TJ - Morgia su Paratici: "In pochi con i suoi numeri, scorrette le critiche ricevute. Futuro? La Juve se lo tenga ben stretto. Ma se dovesse andar via..."

di Mirko Di Natale
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Nel mondo sportivo, ci sono davvero pochi addetti ai lavori che possono dire di conoscere davvero bene Fabio Paratici. Il tecnico Massimo Morgia è sicuramente uno di questi, perché lo ha cresciuto e voluto nelle esperienze di Pavia, Marsala, Palermo e Savoia in un viaggio importante tra il nord e il sud del paese. La nostra redazione lo ha contattato telefonicamente, in esclusiva, per parlare approfonditamente dell'attuale Chief Football Official e non solo:

Dal 2010 al 2021, in questi tanti anni Paratici è stata una delle colonne della Juventus vincente in Italia. Quanto è cresciuto l'attuale Managing Director della Football Area bianconera?

"Sicuramente non è la stessa persona a livello lavorativo, il Fabio di oggi è un dirigente esperto, estremamente bravo nel trattare con i giocatori ed è ancora molto giovane. La sua avventura a Torino non era iniziata bene con quel settimo posto, ma poi arrivò Conte e furono tre anni stupendi per la Juventus. Il suo addio non ha interrotto il dominio, perché prima Allegri e poi Sarri hanno continuato a vincere. Ha vinto 9 scudetti in 11 stagioni, vorrei vedere quale altro suo collega possiede gli stessi numeri alle spalle. Il merito non è solo suo, condivide con lo staff e i giocatori tutti questi successi".

Ti aspettavi che abdicasse proprio quest'anno in favore dell'Inter?

"E' stato un anno abbastanza particolare, che è stato in buona parte riscritto dalla pandemia. L'Inter è stata la squadra più continua di tutte, ma la Juve non è riuscita a ripetersi anche per l'assenza di pubblico negli stadi. L'Allianz è sempre stato un punto di forza, questo a mio parere ha inciso davvero tanto su questo campionato. Però ho molto apprezzato l'idea avuta di affidare la panchina ad un giovane come Pirlo. Lui è stato uno dei punti di riferimento dei primi anni vincenti di questa squadra, in più da calciatore era stato una bandiera e aveva vinto la Coppa del Mondo nel 2006".

Ci sono state colpe, a tuo parere, di Paratici per le ultime campagne acquisti ritenute non all'altezza della società?

"A me dispiace legger di tutto e di più sul suo operato, è scorretto definirlo uno dei responsabili di questa catastrofe. La Juve, poi, è in finale di Coppa Italia e ha già vinto un trofeo in questa stagione. Fabio non era il protagonista negli anni vincenti e non lo è di certo adesso, non ci dimentichiamo la grande bontà del suo lavoro che ha contribuito a far vincere alla squadra un mucchio di trofei. E' stato tra gli artefici dei grandi acquisti di questi anni: Ronaldo, Tevez, Vidal, Pogba, lo stesso Pirlo, Dybala, de Ligt, Chiesa e ancora tanti altri".

Ti sorprende vederlo un po' nervoso nell'ultimo periodo? Anche ad Udine è stato protagonista di quella discussione con l'arbitro al termine del primo tempo.

"Credo che queste cose siano dovute al fatto di vincer sempre, forse non si è più abituati a perdere. E la Juve si stava giocando la Champions ad Udine. Penso sia inoltre impossibile mantenere sempre lo stesso aplomb, questo poi è un periodo molto difficile per via della pandemia che ci ha reso tutti più nervosi. Aggiungiamo a tutto questo le critiche ricevute per l'annata e per il caso Suarez, è impossibile non scoppiare. E' un essere umano".

C'è ancora mistero sul suo rinnovo del contratto, a tuo parere quale sarà il futuro di Paratici?

"Non so quale sarà il suo futuro, ma la Juve farebbe bene a tenerselo molto stretto. Penso che non sono molti i dirigenti a poter vantare una bacheca piena zeppa di trofei come quella di Fabio, di certo se dovesse andar via dalla Juve i club a cui ambirebbe sono i migliori d'Europa. Quelli che, per intenderci, avrebbero giocato la Superlega".

Nel caso in cui dovesse andar via Paratici, potrebbe arrivare Giuntoli? 

"Non lo conosco bene come Fabio, ma indubbiamente è un altro tra i giovani emergenti del panorama italiano. La Juventus però possiede già in casa i dirigenti, ammiro molto sia Cherubini e sia Braghin. E' un bello staff, importante e i vari sostituti li potresti avere già in casa".

Si ringrazia Massimo Morgia per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.

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