ESCLUSIVA TJ - Andrea Dossena: "La Juve uscirà coi tre punti dal Friuli, è alla pari delle big in Europa. Vi racconto di Dybala ed Higuain. E sul trasferimento in bianconero..."

di Mirko Di Natale
articolo letto 16181 volte
Foto

E' stato vicino alla Juventus - lo racconterà a fine intervista -, ora dopo aver giocato anche in Inghilterra e in Svizzera, ha accettato la corte del Piacenza che gli ha offerto di ritornare a giocare in Lega Pro. La Redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex terzino di Udinese e Napoli, Andrea Dossena, per parlare del match di domenica pomeriggio e non solo: 

Buongiorno Andrea, che partita ti aspetti tra le due squadre bianconere?

"Sarà una sfida da 'Davide contro Golia'; l'Udinese non sta attraversando un buon momento ed ora si sta sentendo la mancanza di Di Natale, forse prima non se ne erano pienamente resi conto. Per rimpiazzare un fenomeno che faceva trenta gol al campionato devi spendere, ora, almeno quaranta milioni di euro e pagargli un bel po' di soldi di ingaggio. Avevi la fortuna di averlo in rosa, non è stato invece sostituito. Non sono nella zona calda della classifica perchè il campionato dietro è già segnato, ma bisogna un po' mettere a posto questa situazione. Dovrà cercare le giuste motivazioni per affrontare questa squadra, il Friuli è sempre stato un campo difficile per tutti anche se la Juventus riuscirà tranquillamente a portare a casa i tre punti".

Hai fatto parte di una favola che raggiunse i preliminari di Champions. E' finita, dunque, questa favola?

"La famiglia Pozzo rappresenta l'eccellenza in Italia, per anni sono stati al vertice. Era tutto perfetto: si vedeva bel calcio, si ottenevano risultati e i tifosi si divertivano, la piazza non era molto esigente. Si sapeva che a fine anno i migliori sarebbero andati via, i giovani potevano usufruire di una tecnologia all'avanguardia, ti invogliava a dare il massimo. Non è più il gioiellino che si poteva ammirare, perchè il giovane, quando devi lottare per le zone calde, non ha più quella spensieratezza che poteva avere prima e il tifoso che è stato in silenzio per anni inizia a contestare. Di Natale rappresentava la tranquillità per loro, anche perchè con lui in campo si partiva sempre dal vantaggio di 1-0".

Di Natale che fu un protagonista, grazie anche ad un tuo assist, nella vittoria friulana della stagione 2006-2007...

"Ricordo bene quella partita, perchè venivamo da una brutta sconfitta al Friuli con il Napoli e con quella vittoria iniziò il percorso che ci portò a fare una bella annata. Nella Juve c'era Ranieri in panchina, al ritorno finì 2-1 con Camoranesi e Iaquinta che rimontarono proprio un mio gol".

Come giudichi la Juventus?

"E' sempre molto chiacchierata, è facile parlare dal di fuori ma si vede una società fortissima e con dei calciatori fortissimi. La società è in sintonia con l'allenatore, è un gioco perfetto. Giusto che sia così. Lo ha dimostrato sia con quello accaduto a Bonucci e sia quando l'anno scorso partì male in campionato. Ormai se la può giocare alla pari contro tutte le big europee, due anni fa nella finale di Berlino contro il Barcellona ci fu forse troppo timore. Lo stesso timore che subiscono le altre squadre, ovvero Roma e Napoli, quando è il momento di esser la davanti e la troppa pressione le fa sbagliare in favore della Juve. Il modo di lavorare e lo 'Stadium' che garantisce consistenti ricavi consentirà alla Juventus di rimanere nel calcio che conta ancora per molti anni. Al contrario delle altre italiane, che dovranno guadagnarsi questo prestigio".

E i calciatori hanno dimostrato di vivere bene le ultime polemiche (vedi Inter e Napoli)...

"I calciatori si fanno scivolare tutto addosso, quello che conta è il risultato. Ci furono grandi polemiche quando con il Napoli affrontammo la Juve a Pechino, disertammo la premiazione. E alla fine, quando vai a tracciare un bilancio noti che Mazzarri cosa ha vinto con il Napoli? Una Coppa Italia, ma non la Supercoppa. Perchè nessuno menzionerà più il caos successo in quell'incontro. E' la forza del gruppo, sanno come si vince e vanno avanti per la propria strada. La squadra che vince è sempre antipatica, prima della Juve ricordo anche il trattamento ricevuto dall'Inter prima di Mancini e poi di Mourinho. Non ho visto la partita (con il Napoli ndr), ma a fine anno speri sempre che tutto si compensi".

Hai giocato con qualche calciatore della Juve, ad esempio con Higuain al Napoli. Quali sensazioni a riguardo mi puoi raccontare?

"Ho giocato anche nel biennio della Nazionale con Buffon, Barzagli e Chiellini. Higuain? Mi sono allenato con lui due mesi prima di trasferirmi al Sunderland. Noi venivamo dal ricordo di Cavani, un grandissimo calciatore dal punto di vista fisico perchè correva per tutti. L'argentino, invece, era diverso perchè faceva meno lavoro sporco con la squadra ma portava più qualità. Faceva più parte della manovra, a me piaceva tanto perchè in un paio di allenamenti gli ho servito qualche cross non perfetto e lui lo raccoglieva alla perfezione. Poi me ne sono andato, quindi non so bene come sia andata. Dall'esterno ho visto che si era integrato bene con la città e con i compagni. Ognuno fa le proprie scelte, non mi permetto come altri ex compagni di giudicarlo".

Sei stato compagno anche di Dybala al Palermo...

"Il ragazzo faceva fatica in una pentola a pressione che stava per esplodere, c'era poco calcio e tanta confusione attorno. Mi sono subito accorto del suo dribbling in un metro quadrato e della sua bravura sotto porta, qualitativamente è fortissimo e le sue potenzialità importanti. E io mi dicevo 'cavolo già a vent'anni è forte così". In quell'anno ci furono delle situazioni che non gli permisero di esprimersi al meglio, ma avevamo capito che doveva essere il calciatore a cui aggrapparci insieme ad Ilicic che poi è finito alla Fiorentina".

Curiosità: sei mai stato vicino alla Juve?

"Sì, fui vicino ai bianconeri prima di andare a Liverpool. A febbraio di quell'anno (2008 ndr) nacque una trattativa, la Juve era fortemente interessata e fui molto felice di questo, ma col passare del tempo saltò tutto per via del cambio degli osservatori che ci fu in società. Alla fine non si fece più niente, alla fine mi trasferii in Inghilterra".

Si ringraziano Andrea Dossena per la disponibilità e l'addetto stampa del Piacenza Calcio, Roberto Castelli, per il permesso accordatoci in occasione di questa intervista.


Altre notizie
Utilizzo dei Cookie
Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

CHIUDI