ESCLUSIVA TJ - Aldo Serena: "Anche io esterno alla Mandzukic. La Juve può vincere tutto ma Allegri partirà. Milan? Occhio a Deulofeu"

di Marco Spadavecchia
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Aldo Serena come Mario Mandukic: giganti dalle gambe leggere e dalla testa dura. Bravi a fare gol e a sportellate. Ma anche ad adattarsi, all'occorrenza, a moduli e compagni 'ingombranti'. Per Serena come per il croato tante maglie e tante battaglie (anche con Milan e Juventus), prima passare in cabina di commento dall'altra parte della barricata. "A larghi tratti mi rivedo Mandzukic. Per la spigolosità del gioco, per la statura, per la generosità e per la voglia di lottare su ogni pallone. Non ho avuto una trasformazione tattica così evidente come quella che sta vivendo il croato quest'anno. Anche io però, come lui con Higuain, su intuizione di Trapattoni all'Inter andai a fare l'esterno di sinistra con l'arrivo di Klinsmann" confessa l'attuale commentatore di Mediaset, presentando Juve-Milan in esclusiva a Tuttojuve.

Venerdì allo Stadium la Juventus inconterà per la quarta volta in stagione il Milan. Rispetto a San Siro e a Doha cosa è cambiato? "Sono cambiate molte di cose. La Juve ha fatto il vuoto dietro di sé e ha confermato, con vittorie e ottime prestazioni, un modulo ambizioso che contempla tutti i suoi migliori d'attacco, il 4-2-3-1. Il Milan ha rallentato ma ha sempre un ottimo allenatore bravo a sentire il polso dei suoi. Ha perso Bonaventura, il migliore tra i rossoneri in questa stagione alla pari di Suso e Donnarumma. I bianconeri hanno lo scudetto in mano e si apprestano a vivere un turno di Champions agevole, forti del 2-0 in trasferta a Porto. Vengono dal pareggio di Udine: dopo un tour de force di due mesi una partita sottotono ci può anche stare".

Alla Dacia Arena quanto ha pesato la sconfitta della Roma contro il Napoli? "Aver visto i giallorossi perdere certamente avrà dato buonumore allo spogliatoio. Non penso che i bianconeri, però, siano scesi in campo demotivati, anzi. Credo invece che ci siano arrivati tirati e dopo due mesi al massimo". 

Tornando a Juve-Milan, da chi si aspetta qualcosa in più in mezzo al campo? "Higuain avrà voglia di fare bene dopo Udine, e come spesso accade nelle partite che contano vorrà mettere il suo timbro. Bacca è temibile, attenzione anche Deulofeu, sta facendo cose strepitose".

Nei panni del Marotta di turno, con il tesoretto derivante dalle probabili cessioni di Zaza e Coman, investirebbe su un centrocampista alla Verratti o su un attaccante alla Sanchez? "Mi sembra che in avanti la Juventus sia messa più che bene. Dovessi scegliere andrei certamente su uno alla Verratti".

Ultimamente i suoi attaccanti Allegri li butta dentro tutti, o quasi. Quanto è sostenibile nel lungo periodo un modulo come il 4-2-3-1? "Mandzukic è relegato a un ruolo di grande fatica, massacrante. In partite di Champions contro squadre in forma e di alto livello credo si possano giocare anche frazioni di gara con il 4-3-3. Nel lungo periodo Allegri dovrà essere in grado di motivare e convincere i suoi che quella del sacrificio e della dedizione sia la strada giusta. La Juventus quest'anno ha le carte in regola per arrivare in fondo e vincere tutte le competizioni".

A suo parere Allegri rimarrà a Torino la prossima stagione? "Ho la sensazione di no, per vari motivi: è al terzo anno e ha buone possibilità di vincere il terzo scudetto. Forse anche per qualche screzio e tante incomprensioni nello spogliatoio, potrebbe decidere di fare come Conte. Se dovesse vincere la Champions, poi... farebbe qualcosa di clamoroso. Europa a parte, lasciare vincendo è sempre la cosa migliore".


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