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Adrian Mutu: "La Juve non può sbagliare, Morata potrebbe dir la sua. Grato a Capello, vi spiego il mio addio nel 2006. Dragusin? Diventerà un top player"

16.01.2021 11:30 di  Mirko Di Natale  Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Adrian Mutu: "La Juve non può sbagliare, Morata potrebbe dir la sua. Grato a Capello, vi spiego il mio addio nel 2006. Dragusin? Diventerà un top player"
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© foto di Federico De Luca

Forse non è il primo nome che può venire in mente come doppio ex di Juventus ed Inter, ma c'è stato un giocatore che è sceso in campo per 45 volte con la maglia dei bianconeri e per 10 con quella dei nerazzurri. Segno distintivo? E' stato uno dei calciatori romeni più forti della storia, un attaccante in grado col suo genio di creare sempre grande scompiglio e apprensione per la sua rapidità e la sua tecnica. Adrian Mutu era tutto questo, il suo grande acume è ora al servizio della nazionale Under 21 della Romania che affronterà quest'anno l'Europeo di categoria di Ungheria e Slovenia. La nostra redazione lo ha contattato, in esclusiva, per parlare di lui e non solo:

La qualificazione con la Romania U21 è ancora sotto gli occhi di tutti, ma come è nata l'idea di fare l'allenatore?

"Ho scelto questo percorso perché sentivo che era quello che mi si addicesse di più. Dopo aver smesso di giocare a calcio, ho svolto un breve lavoro d'ufficio come presidente della Dinamo e il direttore sportivo della nazionale rumena. Ma il mio posto è vicino al campo. E' lì che ho sentito il calcio ed è lì che voglio ancora sentirlo. Ora sono l'allenatore della Romania U21 e sono davvero orgoglioso di rappresentare ancora una volta la mia nazione".

Hai trascorso molti anni in Italia dove hai avuto, innegabilmente, tanti allenatori. Alla Juventus ricordiamo molto bene Fabio Capello. C'è qualcuno in particolare a cui ti ispiri?

"Ho lavorato con molti coach di alto valore dai quali ho avuto l'opportunità di imparare moltissimo. Fabio Capello è uno di loro, ma ce ne sono anche altri come Claudio Ranieri, Marcelo Lippi e Cesare Prandelli. Ho imparato da tutti, ma oggi mi sento più vicino a Prandelli che è un vero signore".

Secondo te, quanto è lontana la Serie A di oggi da quella delle "sette sorelle" che hai conosciuto da calciatore?

"Il calcio italiano è in crescita oggi, dopo un periodo meno glorioso. La Juventus punta alla Champions League e l'Inter credo abbia avuto sfortuna in questa stagione europea. È chiaro che la Juve sia la favorita per la Serie A e credo che la lotta sarà con l'Inter, tra l'altro le due squadre si affronteranno proprio domani nel derby d'Italia. Il Milan, però, sta disputando una stagione positiva, sono curioso di vedere per quanto tempo riuscirà a rimanere così in alto. Sarebbe una cosa straordinaria per i bianconeri vincere il decimo titolo consecutivo, ma dovrà lavorare duro per questo obiettivo".

Ecco, non si poteva non citare uno dei due big match di giornata. Che partita sarà?

"Penso che l'Inter potrebbe uscire vincitore da questa sfida, ma sarà molto difficile. La Juventus è in piena corsa per il titolo e in questo momento non può permettersi una sconfitta. Tuttavia, per quanto ne so, hanno alcuni giocatori importanti che potrebbero non giocare. Ovviamente tutti guarderanno Lukaku e Ronaldo. Il loro stile di gioco è diverso. Non posso dire quale brillerà, non importa nemmeno perché i loro risultati sono lo sforzo dell'intera squadra. Comunque non pensiamo solo a loro, ci sono anche Lautaro e Morata che mi piacciono molto e potrebbero anche dire la loro".

La tua opinione su Andrea Pirlo, com'è vederlo in panchina e non più in campo?

È un po' strano, è vero. Ma è sempre lo stesso. Ci siamo abituati in campo con Andrea Pirlo. Era un grande giocatore di calcio e sono sicuro che avrà successo anche come allenatore".

Parlando di Juve, quali sono i tuoi ricordi? Che cosa puoi raccontare di quei due anni passati a Torino?

"Era davvero una squadra molto forte e non è ancora chiaro come abbia fallito a vincere la Champions League. Ho passato un anno e mezzo alla Juventus, stavo arrivando dopo un periodo difficile ma la squadra mi ha aiutato a rimettermi in forma. Ho vinto due titoli a Torino, anche se successivamente sono stati ritirati. Capello mi ha accolto e mi ha aiutato molto. Ero ancora squalificato quando ho firmato e lui ha organizzato delle amichevoli, con i cancelli chiusi e senza arbitri, solo per me. Gli sono molto grato. A Torino ho giocato con Ibrahimovic, Del Piero, Buffon, Nedved e Trezeguet, eravamo una grande squadra. Anzi. In Champions League, nel 2006, abbiamo perso nei quarti contro l'Arsenal, la squadra che ha giocato la finale con il Barcellona". 

Perché hai deciso di partire nell'estate del 2006? Ci sono stati rimpianti per aver lasciato la Juventus?

"Penso che la scelta della Fiorentina sia stata la migliore della carriera. A Firenze mi sentivo benissimo, mi piaceva tutto, la città, le persone, i tifosi. Non mi sono pentito di aver lasciato la Juventus perché sentivo che era ora di fare un nuovo passo nella mia carriera".

Conosci molto bene Buffon e Chiellini, ti sarebbe piaciuto giocare oggi nella Juventus con loro e Cristiano Ronaldo, Paulo Dybala e Alvaro Morata?

"Oggi vorrei giocare di nuovo ovunque (sorride ndr). Sì, conosco bene Buffon e Chiellini, due dei calciatori più professionisti con cui ho giocato. Mi sarebbe piaciuto giocare con loro e Cristiano Ronaldo, Dybala e Morata".

Infine, una curiosità su Radu Dragusin: riuscirà ad affermarsi alla Juventus?

"Sarà molto difficile per lui giocare nella Juventus. È un grande club, dove la pressione è alta e ci si aspetta la massima prestazione ogni anno. Conosco molto bene Radu Dragusin, l'ho chiamato quest'autunno in U21 poco prima del suo debutto con la Juve e sono sicuro che diventerà un top player. È serio, si allena bene, è molto motivato per avere successo".

Si ringrazia Adrian Mutu per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.