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Torricelli a RBN: “L’unità del gruppo della Juve mi fa ben sperare per la Champions. I recuperi aiuteranno Spalletti. Vialli unico leader con cui ho giocato”

di Camillo Demichelis

Moreno Torricelli, a margine del podcast realizzato da Tuttosport per ricordare la Champions League vinta dalla Juventus nel 96, ha parlato ai microfoni di Radio Bianconera soffermandosi sul finale di stagione della Vecchia Signora: 

La Juventus riuscirà a qualificarsi per la Champions League? 
"Spero di sì. Ha tutte le carte in regola per puntare all'obiettivo minimo di stagione. Siamo in una situazione che sicuramente fino all'ultima giornata ci sarà da sudare. Però credo che per qualità possiamo fare bene. Bisogna qualificarci in Champions". 


È una partita fondamentale, quella contro l'Udinese, dove ti giochi tutto, perché ci sarà anche Como-Roma.Hai giocato tante sfide importanti. Come si vive una settimana quando sai di non poter sbagliare?
“La preparazione è fondamentale. Quando arrivi a giocarti la partita, la differenza la farà come l'hai preparata. Adesso abbiamo avuto un po' di giornate per preparare questa partita, per cui questo è molto positivo. C'è qualche rientro. Sembra sulla carta che qualche giocatore possa essere a disposizione. Questo sicuramente aiuterà il mister a fare delle scelte oculate per vincere questa partita. Ormai mancano dieci partite alla fine della stagione se vuoi arrivare in Champions non devi lasciare neanche un punto alle altre squadre". 


Nell'ultima partita contro il Pisa si è visto un bellissimo abbraccio della squadra a Spalletti, anche il suo sorriso era felice. Tu hai fatto parte di un'altra Juve molto unita, compatta e con un immenso affetto per mister Lippi. Trovi delle analogie tra Spalletti e Lippi anche nella gestione del gruppo? 
"Quell'abbraccio che c'è stato dopo il gol di Thuram è significativo. Vuol dire che il gruppo è molto unito, stanno lavorando bene. Infatti, da quando è arrivato mister Spalletti la Juve ha cambiato marcia, ha sbagliato magari solo un paio di partite. Ma è ritornata a far sognare i tifosi, che è la cosa più importante. L'unicità e il gruppo unito è quello che ti fa la differenza, quando c'è da darsi una mano, lì salta fuori il gruppo. Questo mi fa ben sperare per la Champions". 


Tu fai parte di un gruppo di giocatori che sarà sempre nella storia della Juventus. Perché ha vinto la Champions League, una cosa che è capitata a pochissimi nella Juve. Questa cosa ti dà ancora enorme orgoglio, la condividi ancora con i tuoi compagni?
"Sì, aver avuto la fortuna di far parte di un gruppo, di una squadra dove abbiamo vinto tutto, sicuramente nell'immaginario dei tifosi comuni sei un'icona. Ci riempie di orgoglio, non solo a me, ma a tutti i compagni. Noi abbiamo una chat, Champions 96, dove si ride, si scherza, ci si saluta. E' bello quando riesci ad entrare nella storia di una società come la Juventus. È tanta roba, tantissima roba". 


 Ti chiedo, io amo gli aneddoti: in quella notte, una cosa che non dimenticherai mai? 
"Dici dopo la partita o la serata? Tutto non mi dimentico. Non dimentico soprattutto la stanchezza del dopo partita. Siamo tornati a Torino che erano le 5 del mattino, eravamo veramente cotti, ma gonfi di orgoglio".

Io da bambino sono cresciuto con un mito: Gianluca Vialli. Ti chiedo un ricordo e un pensiero per Gianluca...
“Gianluca, come sempre ho detto, è stato uno dei grandissimi artefici di quella Juve. Era il nostro capitano e con Lippi sono riusciti a trovare, insieme a tutti noi, a creare quell'unità di intenti tra spogliatoio, società e allenatore. Veramente l'unico grande leader che ho avuto sotto tutti i punti di vista è stato Gianluca. È stato veramente un maestro per me e credo per tanti altri miei compagni".


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