Tappetino zebrato
Non è chiaro se e quando la Juventus riuscirà davvero a cambiare paradigma. Perché nel calcio, soprattutto ad alti livelli, il rispetto non si chiede: si impone. Eppure, ogni settimana, ogni partita, ogni domenica, ogni maledetta domenica — per citare una frase diventata simbolica — emergono situazioni difficili da accettare per chi conosce e ha vissuto la storia del mondo juventino, quello delle vecchie dirigenze e di una società che sapeva farsi valere.
Non si tratta di spaccare tavoli o battere i pugni. Si tratta di dire le cose come stanno. Di evidenziare come, in modo sistematico, si ripetano episodi che non favoriscono la Juventus: penalizzazioni nel calendario, gestione discutibile delle ammonizioni, decisioni arbitrali incoerenti e spesso incomprensibili.
Settimana dopo settimana vediamo arbitri prendere decisioni opposte su situazioni simili, con un filo conduttore che sembra sempre lo stesso: la Juventus finisce per pagarne le conseguenze. Una percezione che, col tempo, diventa difficile da ignorare.
La sconfitta contro l’Atalanta, per quanto dolorosa, può essere letta come un passaggio utile, forse addirittura necessario. Serve a chiarire che questa squadra non è ancora pronta a superare determinati ostacoli, non solo tecnici ma anche strutturali e mentali. Non è ancora pronta a reagire con forza a certe dinamiche di sistema.
Durante la gara, la Juventus aveva mostrato buone cose. Poi arriva un rigore apparso senza senso, un episodio che non cambia immediatamente l’inerzia del match, perché i bianconeri continuano a giocare, ma che spezza l’equilibrio e impedisce di tenere la partita aperta fino alla fine. Nella ripresa la squadra si sbilancia, perde lucidità e crolla.
Gli ultimi due gol sono il risultato di uno sbilanciamento collettivo che non dovrebbe verificarsi, nemmeno quando si è sotto nel punteggio. Ed è proprio su questo che l’allenatore — Spalletti — dovrà lavorare: mantenere equilibrio mentale e tattico anche nelle difficoltà, senza perdere compattezza.
Detto questo, è impossibile ignorare il contesto. Le decisioni arbitrali continuano ad apparire avverse e inaccettabili, e il problema non può più essere liquidato come semplice alibi. La Juventus deve trovare il modo di farsi sentire e farsi rispettare, perché ormai è chiaro: se non alzi la voce, vieni schiacciato, guardate Conte che ieri si è preso un rigore doppi pianti delle settimane passate, non ha fatto il tappetino, non ci sta.
E oggi, troppo spesso, la Juventus viene trattata come un tappetino.
Un tappetino zebrato, sul quale tutti sembrano potersi pulire i piedi.
@pavanmassimo CANALE YOUTUBE TASTIERA VELENOSA