Tanti punti di domanda! Juventus, la sconfitta di Istanbul apre una crisi: errori arbitrali o limiti strutturali?
Juventus, la sconfitta di Istanbul apre una crisi: errori arbitrali o limiti strutturali?
La pesante sconfitta di Istanbul lascia strascichi profondi in casa Juventus e apre interrogativi che vanno ben oltre il singolo risultato. È un momento negativo, inutile negarlo. E sì, nelle ultime settimane gli episodi arbitrali contro Atalanta, Lazio e Inter hanno pesato sull’economia delle partite. Tre gare condizionate da decisioni discutibili possono rappresentare un alibi.
Ma fermarsi agli arbitri sarebbe un errore.
Errori difensivi e costruzione dal basso: i veri problemi
Dentro quelle partite, la Juventus ha mostrato limiti evidenti: disattenzioni difensive, errori individuali, difficoltà nella costruzione dal basso. In almeno due delle tre sfide citate sarebbe bastata maggiore solidità per portare a casa il risultato.
Contro la Lazio, ad esempio, è stato concesso troppo. Troppa libertà agli avversari, troppe occasioni nate da errori propri. A questi livelli, basta poco per compromettere una gara: un intervento fuori tempo, un’uscita imprecisa, una palla persa in impostazione.
E la Juventus, nei momenti chiave, quel poco lo concede sempre.
Una squadra discontinua: rendimento altalenante dei singoli
Il vero nodo è la discontinuità. La squadra non riesce a mantenere lucidità e intensità per tutti i 90 minuti, né tantomeno per più partite consecutive.
I singoli alternano prestazioni di alto livello a prove opache: Teun Koopmeiners passa da migliore in campo a protagonista di una gara sottotono, Manuel Locatelli, tra i migliori quasi sempre offre solidità in una partita e appare in difficoltà in quella successiva, Michele Di Gregorio alterna grandi parate a errori pesanti.
Non è un rendimento da squadra che vuole competere per traguardi importanti. Alla Juventus non bastano due buone partite: servono 10-15 prestazioni consecutive di alto livello. Poi puoi sbagliarne una. Ma non puoi vivere di alti e bassi continui.
Obiettivo minimo e paura di un’altra stagione in salita
Il timore è lo stesso dell’anno scorso: centrare soltanto l’obiettivo minimo, magari con grande fatica e all’ultima giornata. Una prospettiva che preoccupa ambiente e tifosi.
Cambiano allenatori, cambiano dirigenti, ma il problema sembra rimanere identico: nei momenti decisivi della stagione, nelle partite che contano davvero, manca sempre qualcosa. Quel dettaglio che permette di fare il salto di qualità.
Mercato deludente: scelte estive che non hanno inciso
Un altro tema centrale riguarda il mercato. Le scelte estive, finora, non hanno alzato il livello della rosa. Nessun nuovo acquisto è riuscito a incidere in modo determinante o a portare quella leadership tecnica e mentale necessaria per fare la differenza nei momenti chiave.
E questo pesa.
La vera domanda sulla Juventus
La sconfitta di Istanbul non è solo una battuta d’arresto. È lo specchio di una squadra fragile mentalmente, discontinua tecnicamente e ancora lontana dalla mentalità vincente che ha caratterizzato il passato bianconero.
Le responsabilità sono condivise: fattori esterni, certo, ma anche limiti interni evidenti.
I motivi profondi forse non li conosciamo. Ma una cosa è chiara: se la Juventus vuole tornare a competere per obiettivi importanti, deve ritrovare continuità, solidità e soprattutto identità.
@pavanmassimo TASTIERA VELENOSA