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Spalletti: “Rinnovo Yildiz fa capire quali sono le intenzioni della Juventus. Kenan è a disposizione. Domani valuteremo Kelly e Conceicao”

di Camillo Demichelis
Fonte: Dall’inviato all’Allianz Stadium

Luciano Spalletti sta parlando in conferenza stampa alla vigilia della gara contro la Lazio gara valida per la 24ª giornata di Serie A. TuttoJuve.com sta riportando le sue parole in diretta: 

Un commento sul rinnovo di Yildiz?
"Ci siamo vestiti tutti così perchè un giorno importante per la Juventus ed è significativo per le ambizioni di questo club. È bellissimo pensare di avere Kenan per più anni possibili".

Come stanno Yildiz e Conceicao?
"Yildiz è a disposizione, mentre Kelly e Conceicao hanno lavorato a parte dobbiamo valutarli domani mattina".

Sul suo rinnovo?
"Secondo me è giusto non mettere pressione alla cosa, la società deve avere tempo di fare valutazioni. Per quanto mi riguarda, se mi riuscirà di dimostrare il mio valore come Kenan allora sarà una cosa possibile. Siamo concentrati sulla nostra priorità, la mia deve essere quella di preparare bene le partite. La Juventus ha da sistemare qualcosa come oggi, che diventa fondamentale per il futuro, ha da parlare di contratti in scadenza... c'è anche il mio ma io sono venuto con quell'intenzione di lasciare a loro disposizione la scelta. Ci sono delle partite da giocare che possono far cambiare opinione, si fanno le cose con calma. Io ho parlato spesso con Elkann per telefono e lo sento molto vicino, partecipe a quelle che sono le nostre dimostrazioni di forza, le nostre voglie di diventare sempre più forti. Con lui vicino ci sentiamo ancora più forti".

Come si spiega la differenza di rendimento delle seconde linee?
"Siamo costretti a fare delle scelte, siccome siamo una squadra con un comportamento ben preciso in campo, questa capacità di relazionarsi tra loro e riuscire a influenzarsi dentro alla partita diventa fondamentale. Probabilmente io facendo giocare quelli lì sono riuscito a condizionare di più in positivo quelli che hanno giocato di più, ma io non vedo questa differenza, o perlomeno viene fuori dalla prestazione, ma non che si riesca a individuare che è stata colpa di questo o di quell'altro che ha giocato meno. In una partita come quella col Monaco non è che io possa indicare i subentrati dalla partita precedente come colpevoli del mancato risultato. Ho visto tutta la squadra un pochettino al di sotto. Scagionerei direttamente solo quelli che sono subentrati"

La prestazione di Bergamo è confortante?
Tra giochisti e risultatisti ci sono di mezzo gli equilibristi. Per me è facile perché avendo più palla possiamo decidere le nostre sorti. Da un punto di vista nostro ci sono delle partite che ti fanno rimanere un po' in sospeso, che ti fanno sentire un po' incompleto, però questo è ciò che vogliamo andare a fare e cercare di sviluppare nelle nostre partite. Siamo una squadra che per fare queste trasformazioni, questo adattarsi al comportamento degli avversari, io penso sia una soluzione importante: si va a tentare di avere più palla noi. Cosa farne e dove andare a portarla più o meno veloce è un altro discorso. Io posso decidere anche di non attaccare e fare un possesso sterile che non porta a niente se non a statistiche, oppure posso verticalizzare e finire l'azione il prima possibile. Noi siamo un sistema un po' liquido e andiamo a valutare le cose un po' alla volta, non c'è solo questo o quel comportamento".

Cosa significa avere un leader giovane come Yildiz?
"Significa che prima di tutto ti dà forza a tutta la squadra. Le valutazioni di questi campioni sono in funzione di quanto riescono a collegarsi alla squadra e la influenzano a essere un collettivo. In questo modo si diventa tutti più forti. Lui ha quell'uno contro uno fulminante, ti mette nelle condizioni di grande vantaggio. Quelli che hanno questa qualità ti danno la sintesi per creare subito qualcosa di importante, ti trovi in superiorità perché quasi sempre salta il suo avversario. Per noi è una forza che ha nell'esclusività il suo comportamento e la sua finalizzazione, il suo estro... È veramente tanta roba Yildiz. Il fatto che sia molto giovane è un qualcosa che fa parte della cultura e della famiglia che lui ha: è un merito e si vede anche così che è un ragazzo che ha avuto un insegnamento per bene, è sempre molto sorridente, scherza con tutti... saper stare con le persone e saperle capire è una qualità importantissima, con i confini molto sottili come ci sono adesso. È quella la vera cultura, saper stare nei contesti e con persone che la pensano in modo differente, e lui in questo adattarsi e sapersi far apprezzare ha una qualità assoluta".

Come stanno Boga e Holm?
"Sono due giocatori forti che ci possono dare una mano.Dicevamo che un calciatore che avesse quelle caratteristiche lì e sapesse partire da quella posizione lì. Boga sa stare anche da altre parti e sa comportarsi in altri ruoli, anche lui ha questa rapidità e questa sensibilità palla al piede e sa saltare il suo avversario, sono tutte cose importanti che messe in un contesto che funziona diventa più facile adattarle in altri ruoli, quando il contesto funziona ti aiuta a essere ancora più campione di quello che sei. E poi ci ha fatto vedere da subito che ha personalità, ha creato qualche spiraglio in più per avere possibilità di finalizzare l'azione. Holm lo conosco da più tempo perchè ha giocato allo Spezia e sono andato spesso a veder giocare lo Spezia e mi aveva già colpito. Poi è cresciuto perchè ha avuto un allenatore bravo come Italiano e ha giocato in una squadra forte come il Bologna. Loro ci daranno una mano".

Si aspetta altri colpi alla Yildiz?
"Penso che una delle migliori qualità di un allenatore sia quella di farsi comprare i calciatori. La sintesi è questa: ci vogliono calciatori forti che abbiano personalità, il livello. Che siano in grado di far giocare la squadra, e visto che si tratta di Juventus per degli obiettivi importanti. Perché poi sì, l'allenatore può essere bravo o meno bravo, ma sono sempre i calciatori che determinano molto dentro i risultati di un club. Se dovessi essere io l'allenatore è chiaro che si va poi a cercare con la società di inserire quei calciatori che realmente migliorano la squadra evitando investimenti inutili, vanno fatte cose importanti e utili, perché quelle altre vengono di contorno".

Che squadra è la Lazio?
"Una squadra in continuo movimento, sa giocare a calcio. Sapersi adattare a scenari che cambiano di continuo diventa una qualità importante. Saper leggere cosa sta accadendo di volta in volta intorno a te è una chiave per prendere in mano il pallino del gioco. Distanze e ritmo devono essere allineate in tutta la squadra, l'avete visto lavorare Sarri, sapete la sua qualità: ce l'hai sempre addosso come squadra, difficilmente come singolo giocatore, sono sempre compatti. Bisognerà essere altrettanto bravi, una squadra collegata che deve saper leggere i vari momenti della partita, secondo me giocano meglio di quella che è la loro classifica".

Quanto sono importanti gli inserimenti di McKennie?
"Il centravanti era il punto di arrivo e il finalizzatore ora spesso è il punto di partenza, perchè la finalizzazione viene distribuita con tutta la squadra. Noi utilizziamo la punta anche per aprire gli spazi. La punta che viene incontro a giocare con la squadra fa superiorità dove viene a giocare e allo stesso tempo libera uno spazio, uno dei centrali lo viene sempre a bacchettare, a prevenire una marcatura, e di conseguenza rimangono questi spazi. Noi vogliamo essere quella squadra lì, che si influenza con il gioco e il movimento, a percepire cosa è vantaggioso e svantaggioso, quando la partita è statistica e quando entra nelle condizioni di far cambiare il risultato. Il centravanti dà apertura a questi spazi, ma devi anche saper finalizzare, è un po' tutto e lascia la possibilità di inserimento. A volte secondo le caratteristiche che ha aiuta a uscire dalle pressioni, McKennie a volte lo usiamo in costruzione e a volte lo mandiamo a prendere la palla addosso perché c'è bisogno di uscire dalle pressioni, lui sa fare anche questo. Perciò lo usiamo in più reparti".

È sorpreso dal rendimento di Kelly?
"È un calciatore fortissimo che usa una percentuale bassa delle potenzialità che ha. È un calciatore che ha qualità nelle scelte di passaggio, ha una castagna di sinistro che può battere le punizioni di potenza, vorremmo fargliene battere qualcuna. È un giocatore completo".

Domanda TJ - Lei dice sempre che la partita è una scatola e bisogna inserire tante cose, ecco Conceicao fa tanto però cosa gli manca soprattutto in zona goal?

"Deve crescere, quello che dicevo prima che nel calcio moderno bisogna riuscire a saper valutare quello che è il pallone che ci può cambiare la storia della partita. Quelle cose lì durano pochi secondi bisogna sapersi adattare velocemente. Il pallone obbedisce prima all'idea che al piede. Per cui bisogna avere un'idea ben precisa quando ricevi il pallone, così il piede poi esegue quella che è l'idea, se no a volte diventa una componente che se non la si rischia di sbagliare perché sempre l'istinto è difficile che ti dia la conclusione giusta. Se invece ci vai dentro, avendo una certa lucidità nelle cose che ti capitano a volte ne esci più pulito per riuscire ad andare dove vuoi andare". 

Quanto peserà questo mese di febbraio?
"Noi vogliamo avere una visione più completa. Noi giochiamo contro il campionato, contro il nostro futuro tutte le volte. Ogni partita è nostra perché è sempre la nostra squadra che gioca e dobbiamo fare la nostra partita. Noi dobbiamo avere una forza mentale per andare a giocare le nostre partite e non deve influenzarci quello che abbiamo davanti. Noi dobbiamo avere una mentalità forte e questo ci dirà chi siamo. La mentalità è una voce che parla di te ogni partita. Noi dobbiamo avere la forza di giocare la partita che vogliamo in ogni situazione".

Termina la conferenza di Spalletti 


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