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Spalletti ironico?

di Massimo Pavan

Atalanta-Juventus 3-0, crollo in Coppa: cosa non ha funzionato per i bianconeri, Spalletti ironico?

Una sconfitta pesante, che fa rumore e lascia più di una riflessione aperta. L’Atalanta non travolge la Juventus anche se vince 3-0 in Coppa Italia con una prova di forza, intensità e concretezza, mentre i bianconeri pagano errori sotto porta, e la mancanza di lucidità nei momenti chiave della partita.

La Juventus esce dalla Coppa con una lezione dura, mentre l’Atalanta dimostra di essere una realtà solida, matura e pronta a colpire quando conta davvero.
Al termine del match, il tecnico della Juve ha analizzato il ko senza cercare alibi: elogi agli avversari, autocritica e la consapevolezza che, a questi livelli, ogni dettaglio può diventare decisivo. Ma come si spiega davvero questa sconfitta così netta?

“Atalanta più brava nelle scelte decisive”: l’analisi della sconfitta

«C’è la partita delle statistiche e poi c’è la partita vera». È da qui che parte la lettura del match. La Juventus non è riuscita a fare scelte pulite e corrette nei momenti determinanti, anche per merito di un’Atalanta preparata alla perfezione.
Gli avversari hanno interpretato meglio i momenti chiave e, quando accade, l’unica cosa da fare è riconoscerlo: o si vince, o si impara.

L’assenza di una punta ha pesato?

Sul mercato e sulla mancanza di un centravanti, la risposta è netta: fiducia totale nella rosa a disposizione.
«Sono contento dei giocatori che ho. La squadra ci darà un grande contributo». Nessun alibi, dunque, ma la convinzione che i limiti vadano superati attraverso il lavoro quotidiano.

Dove è mancata davvero la Juventus

Il punto centrale è l’equilibrio.
La Juve ha perso ordine, si è allungata, si è fatta trascinare in “scorribonde” individuali che hanno rotto la struttura di squadra. L’Atalanta, al contrario, è rimasta compatta, organizzata, sempre dentro la partita.

Quando manca l’ordine, il prezzo da pagare è altissimo.

Nuovi acquisti sotto esame?

Il tecnico sa bene cosa possono dare i suoi giocatori. Gli errori non sono legati ai singoli, ma alla gestione dei dettagli:
nei duelli, nelle seconde palle, nelle occasioni decisive non sfruttate. È lì che si vede la differenza tra una buona prestazione e una squadra di livello top.

“Personalità e carattere fanno la differenza”

Dopo il 3-0 il messaggio alla squadra è chiaro:
servono precisione, personalità e carattere, soprattutto in competizioni dove ogni errore viene punito. La Juve ha avuto momenti buoni, ma nelle partite che contano non basta: bisogna essere lucidi quando la gara diventa “vera”.

Concretezza Atalanta, imprecisione Juve

La differenza l’ha fatta la capacità di colpire nei momenti giusti.
Quando il risultato diventa così largo, inseguire le singole situazioni non serve: l’Atalanta è stata più efficace, più cinica e più lucida. Per questo i complimenti vanno estesi a tutta la squadra e allo staff.

Decisioni sbagliate nei momenti chiave

Il vero problema non è stato creare, ma scegliere.
In alcune situazioni la Juve ha sbagliato l’ultimo passaggio, l’uomo giusto, la giocata semplice. Quando c’era spazio per verticalizzare, si è finiti verso la bandierina. Quando serviva freddezza, è arrivata la confusione.

Rigore e polemiche: “È rigore, punto”

Sul penalty non ci sono dubbi: il tocco di mano c’è.
Il problema, però, è più ampio: oggi difendere in area comporta rischi enormi e spesso episodi del genere possono cambiare completamente una partita già delicata. Sarà stato ironico? A vedere la reazione di Spalletti in campo nel momento dell'assegnazione sembra di sì.

La sfida più difficile ora

Il lavoro più complesso non sarà tattico, ma mentale:
far capire alla squadra cosa è davvero successo, distinguere la prestazione dal risultato, isolare i comportamenti corretti da quelli sbagliati. Perché il 3-0 pesa, ma non racconta tutto.

@pavanmassimo CANALE YOUTUBE TASTIERA VELENOSA 


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