Serve di più: Juve, Gatti promosso ma i cambi non incidono
Serve di più: Juve, Gatti promosso ma i cambi non incidono
Luciano Spalletti ha scelto di non alternare troppo gli uomini, limitando il turnover e puntando quasi esclusivamente su un cambio dall’inizio: l’inserimento di Federico Gatti nella formazione bianconera.
Una scelta che, numeri e campo alla mano, ha pagato solo per qualcuno. Gatti ha risposto presente, disputando una partita solida e convincente contro l’Atalanta. Finché è rimasto in campo, la squadra di Palladino non è praticamente mai riuscita a tirare in porta. Prestazione attenta, concentrata, senza sbavature: esame ampiamente superato per il difensore.
I veri problemi arrivano dalla panchina
Le note dolenti, purtroppo, arrivano da chi è subentrato.
Ancora una volta, i cambi non hanno dato il contributo sperato, e questo è un limite enorme per una squadra che vuole competere ad alti livelli.
Ci si aspettava molto di più, soprattutto da Loïs Openda.
Openda delude ancora: zero cattiveria sotto porta
L’attaccante belga ha mostrato qualche spunto interessante, due o tre accelerazioni che avevano fatto intravedere qualcosa. Ma, ancora una volta, si è confermato incapace di incidere sotto porta.
Manca il senso del gol, manca il cinismo, manca la capacità di orientare il pallone verso la porta nei momenti decisivi. E allora la domanda sorge spontanea: cosa ha visto la dirigenza bianconera quando ha deciso di investire 40 milioni senza diritto di riscatto?
Chi analizza solo highlights può sbagliare, ma chi prende decisioni di mercato dovrebbe basarsi su dati, statistiche e rendimento reale. Questo aspetto, oggi, resta inspiegabile.
Koopmeiners irriconoscibile: timido e intimorito
Ancora più preoccupante il rendimento di Teun Koopmeiners. Il centrocampista olandese, una volta entrato, è apparso intimorito dai fischi, insicuro, evanescente. Un ingresso in campo molle, senza personalità, senza determinazione.
Eppure stiamo parlando di un giocatore che proprio a Bergamo ha scritto pagine importanti. Vederlo così fragile, spaventato e poco incisivo è quasi un insulto al suo passato e al gioco del calcio.
Zhegrova: tanto fumo, niente arrosto
Deludente anche la prova di Zhegrova. Il kosovaro continua a sembrare sul punto di fare qualcosa di importante, ma poi si perde. Dribbling sterili, poca concretezza e, soprattutto, palloni persi in zone sanguinose del campo.
Non solo contro l’Atalanta: errori simili si erano già visti contro la Roma. Uno di questi palloni persi ha portato direttamente al terzo gol subito, un dettaglio che pesa come un macigno.
Le uniche note positive
Tra i subentrati, l’unico a lasciare sensazioni positive è stato Boga, che ha almeno mostrato vivacità e personalità. Holm, invece, è apparso troppo legnoso e poco utile alla manovra.
Il messaggio è chiaro: serve di più, da tutti.
La Juventus non può permettersi cambi che non spostano nulla e giocatori che entrano senza fame e senza carattere.
Senza un netto miglioramento collettivo, il rischio è che la stagione diventi molto più dura del previsto.
@pavanmassimo CANALE YOUTUBE TASTIERA VELENOSA