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Malfatti, da Torino agli Emirati con Montero: "Balotelli ci darà una mano. Yildiz? Può diventare uno dei migliori al mondo"

di Marco Spadavecchia
Malfatti nelle giovanili Juve

Dall'altra parte del mondo, alla guida dell'Al Ittifaq di Mario Balotelli e compagni, mister Attila Malfatti racconta l'esperienza in corso d'opera negli Emirati Arabi come vice al fianco di Paolo Montero. Il tutto commentando l'attualità bianconera, nel giorno del suo compleanno.

Auguri, mister. Cosa ci può dire, oggi, del calcio arabo?
"È un calcio in crescita che deve migliorare sotto l'aspetto del ritmo e dell'intensità. Noi siamo nella Uae First Division, la serie B degli Emirati Arabi Uniti. Ci sono buoni giocatori per questo livello e i club stanno investendo su stranieri di discreto valore. Da qui al 2030, questo movimento crescerà ancora molto. Il nostro obiettivo è organizzare la squadra in modo che i giocatori possano esprimere le proprie qualità in un contesto strutturato. Per farlo bisogna programmare bene gli allenamenti e preparare un gruppo pronto sia fisicamente sia tatticamente. Siamo arrivati da due gare con la squadra in fondo alla classifica, e da qui a fine stagione daremo il massimo per fare più punti possibile nelle ultime dieci gare, lavorando sotto l'aspetto mentale, tecnico e fisico per avere una squadra pronta a competere in questo finale di stagione" le parole a TuttoJuve dell'ex allenatore nelle giovanili della Juventus dal 2003 al 2017, prima delle esperienze come vice, tra le altre, allo Spartak Mosca, all'Hajduk Spalato e al Vicenza.

Balotelli è arrivato da voi a gennaio: come si sta esprimendo?
"Ha segnato tre gol in sei partite, poi ha avuto un piccolo problema fisico. Mario ha dimostrato grande disponibilità e si è messo a disposizione della squadra. Ci aspettiamo che ci dia una mano importante per raggiungere la salvezza".

Com'è lavorare negli Emirati, anche a livello pratico?
"Un esempio è il Ramadan: fino a oggi ci siamo allenati la sera per rispettare le regole dei giocatori locali e abbiamo giocato due partite alle 22".

La porto sulla Juventus: cosa pensa di questo momento, in vista della fase decisiva per la qualificazione in Champions?
"Il pareggio con la Roma ha ridato vigore morale alla squadra. C'è stata una ripresa soprattutto sotto l'aspetto mentale e caratteriale, che si è vista nelle partite successive".

La Juventus il prossimo anno dovrà ripartire da Spalletti?
"In questo momento Spalletti ha dimostrato di saper gestire il gruppo ed è venuto fuori da una situazione difficile. Per dare continuità, la società deve pensare al rinnovo. Si vede chiaramente la mano del tecnico sulla squadra".

Con Spalletti è una Juventus più coraggiosa, ma che prende tanti gol. Si può parlare di coperta corta?
"Direi sì e no. La proposta di gioco è ottima. La squadra sa stare in campo, capire i momenti della partita e impostarla per vincere. Gioca con coraggio, con una fase di possesso fatta di movimenti e smarcamenti ben eseguiti. È normale concedere qualcosa, soprattutto perché deve vincere le gare per arrivare alla Champions. Non parlerei proprio di coperta corta, ma di un'impostazione necessaria. La differenza la fanno le vittorie. E per vincere servono i gol".

I gol passano anche da Yildiz. Il paragone con Del Piero è azzardato? Che cos'è oggi il ragazzo?
"Yildiz è un giocatore che sta dimostrando qualità da campione e, continuando così, può diventare uno dei più forti nel panorama europeo e mondiale. Per accostarlo a Del Piero aspetterei ancora".

Ha avuto modo di parlarne con Montero di Yildiz? Fu proprio il tecnico a valorizzarlo nella Primavera Juve.
"Sì, me ne ha parlato spesso, soprattutto per l'atteggiamento. È un ragazzo serio, determinato, un professionista che ha ben chiaro dove vuole arrivare. Nonostante la giovane età ha grandi colpi, ma soprattutto si prende responsabilità che normalmente si prendono solo i grandi giocatori. È uno che rischia la giocata, non ha paura, ed è consapevole delle sue qualità. La sua grande dote è l'efficacia in partita: quando un giocatore dimostra questo, significa che ha qualcosa di diverso".

La Juventus deve ripartire dal turco, ma anche da Vlahovic?
"Non conosco nei dettagli la situazione attuale. So che Vlahovic è in scadenza ed è un giocatore forte, un centravanti di qualità. Molto dipenderà dall'accordo con la società. Se dovesse restare, Spalletti sarebbe l'allenatore giusto per farlo migliorare e valorizzarlo".


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