Maifredi su Spalletti: "Non un esempio di grandi vittorie, ma il rinnovo ci può stare. A centrocampo servirebbe uno come Rabiot, Di Gregorio ucciso dalla Juve"
"La Juventus non è messa male, è partita con l'obiettivo di arrivare nei primi quattro posti ed è in lotta per riuscirci. Per me ce la può fare a centrare la Champions". Pensieri e parole di Gigi Maifredi, ex tecnico bianconero nella stagione 1990/91, che in esclusiva ai microfoni di TuttoJuve.com ha analizzato gli ultimi avvicendamenti in casa Juve e non solo:
Se fosse rimasto Igor Tudor in panchina, oggi commenteremo gli stessi risultati?
"Non lo so, non ho mai avuto la sfera di cristallo e non ho mai vinto al Totocalcio. Non sono mai stato un fan di Spalletti, ma sta riuscendo a far lottare la squadra per l'obiettivo che era stato prefissato a inizio anno".
Al di là dei risultati, in cosa si è visto davvero il lavoro di Spalletti alla Juve?
"Una macchina la devi guidare per giudicarla, se la vedi solo sfrecciare è molto difficile. Non essendo alla guida di questa squadra, io penso che abbia lavorato molto in base alla sua esperienza. In effetti Tudor è un allenatore che deve ancora dimostrare, al contrario il tecnico di Certaldo è arrivato a Torino con una notorietà e una credibilità acquisita per lo più negli ultimi anni. Il buon Spalletti non è un esempio di grandi vittorie, ma l'aver vinto lo scudetto giocando molto bene a Napoli lo ha fatto rivalutare. E anche la sua Juve si esprime alla grande in campo, questo gli va riconosciuto".
E adesso lotterà fino alla fine con Como e Roma per il piazzamento in Champions.
"Per me ci sono ancora tre posti aperti per la Champions. Eccezion fatta dell'Inter che ormai sarà la vincitrice del titolo, anche Milan e Napoli sono ancora in lotta. Quindi la Juve potrebbe arrivare anche più in alto del quarto posto".
Si parla molto del suo rinnovo, è meritato a tuo parere?
"Non mi strapperei i capelli se non rinnovasse, ma è un prolungamento che ci può stare. Spalletti è stato bravo a far rendere tutti i giocatori già presenti in rosa, perché Bremer o Yildiz c'erano già prima che arrivasse lui. Credo che la guida (Tudor ndr) non fosse quella giusta, con lui in panchina in effetti la musica è cambiata sotto questo aspetto".
Si vocifera ci sia il suo zampino sui rinnovi di Yildiz e soprattutto quello di McKennie, aspettando quello di Vlahovic che per lui sarà il titolare fisso da qui a fine stagione.
"Non so se sia stato davvero lui a far confermare i giocatori appena citati, secondo me è stata una questione naturale. I contatti per i rinnovi c'erano già prima del suo arrivo, mi sembra".
Il rinnovo di Vlahovic è un si o un no?
"E' un grosso sì, è uno dei pochi terminali alti che esistono nel calcio. Con lui si semplifica di molto la manovra. David, ad esempio, è un magnifico giocatore di calcio, ma non è un ariete. Alla Juve serve lo stoccatore in grado di concludere le azioni sulle fasce di Conceicao e Yildiz. Però anche lui va responsabilizzato, non deve essere più quello che sbaglia lo stop. Se vuole essere pagato come una punta top, deve riuscire a correggere i difetti in suo possesso".
Oltre Vlahovic andresti a investire su un'altra punta, oppure opteresti per rinforzare la Juve in un'altra zona del campo?
"Se dovesse restare Vlahovic, io giocherei a tre con Conceicao e Yildiz. Per me il centrocampo è una sicurezza con Locatelli, McKennie e Thuram. Poi, in maniera provocatoria, potrei dire alla Juve di prendere un centrocampista alla Rabiot. Dietro c'è Bremer che è molto forte, c'è un esterno che va completato come Cambiaso, Kalulu e Kelly che è un po' ballerino (anche se non è male). Purtroppo il portiere è stato ucciso dalla Juventus".
Penso che il tuo riferimento sia a Di Gregorio.
"Ma sì, certo. Di Gregorio è stato massacrato solo in virtù del fatto che qualche anno prima c'era Buffon, che nasce una volta ogni cent'anni. Andrebbe supportato e non messo alla gogna per ogni minimo errore, è chiaro che anche a lui saranno girate le scatole. Non è tra i primi sette o otto estremi difensori al mondo, ma è un buon portiere e credo in lui. Leggo i nomi di Vicario come eventuali sostituto, non mi sembra però così superiore".
Prima mi dicevi che ci vorrebbe un centrocampista alla Rabiot, ma chi?
"Valverde del Real Madrid, che però è impossibile. Ci vorrebbe un centrocampista con quelle caratteristiche, magari riuscissero a portare a Torino un giocatore come Sandro Tonali. Sarebbe il top. Però in casa c'è un giocatore come McKennie, che gli allenatori hanno fatto giocare ovunque negli anni. Se avessi avuto tre centrocampisti così (Locatelli, Thuram, McKennie ndr), avrei giocato di prepotenza".
Avresti vinto il campionato con un centrocampo del genere?
"Se solo non si fosse fatto male Casiraghi... Purtroppo avevo quattordici giocatori di movimento, non c'era la stessa quantità di oggi. Casiraghi era l'equivalente di Vlahovic, un terminale alto che finalizzava l'azione. Schillaci era un giocatore diverso: più bravo negli spazi, gli dovevi dar palla e aspettare che si girasse per concludere. Un po' come il David di oggi",
Si ringrazia Gigi Maifredi per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.