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Locatelli: “Rinnovo emozione indescrivibile. Domani dovremo pensare solo a noi e vincere. Un anno qui equivale a 7 da un’altra parte”

di Camillo Demichelis
Fonte: Dall’inviato all’Allianz Stadium

Manuel Locatelli sta parlando in conferenza stampa alla vigilia della gara contro il Bologna che sarà valida per la trentatreesima giornata di Serie A. TuttoJuve.com sta riportando le sue parole in diretta: "Buongiorno a tutti, ci tenevo a ricordare Alex Manninger che purtroppo è successa questa tragedia. Per me che da bambino guardavo la Juve ho un ricordo di lui, mi hanno parlato benissimo di lui come persona. Era una gran persona, quindi lo ricorderemo sempre mando un abbraccio da parte mia e da parte di tutti noi alla famiglia, lo ricorderemo sempre con affetto e verrà ricordato domani. Sarà per sempre nei nostri cuori e in quelli dei tifosi della Juve". 

Ci racconti le tue emozioni per il rinnovo?

"Quando oggi sapevo di dover fare la conferenza, mi son chiesto come posso dire cosa provo, di aver rinnovato con la Juve, di essere capitano, è difficile da descrivere. La risposta è da fare domani a un bambino qualsiasi che viene a vedere la Juve domani. ‘Tu tifi Juve fin da piccolo? Ti piacerebbe diventare capitano un giorno e sposare un progetto del genere?’. La mia risposta è questa. A volte è difficile trovare le emozioni perché noi viviamo di emozioni e a volte dobbiamo essere dei robot ma sono momenti felicissimi, è l’ennesimo sogno che realizzo, è una responsabilità grandissima. Noto fiducia nei tifosi, nella società, che mi guarda in campo. Per me questo è un sogno enorme e sono felicissimo di aver rinnovato con la Juve".

Il futuro della Juventus sta prendendo forma...
"Quest’anno purtroppo non siamo riusciti a vincere, abbiamo questo obiettivo di qualificarci in Champions League. Vogliamo tornare a vincere, c’è un progetto solido, la scelta di rinnovare il mister è stata un bel segnale. Yildiz è un giocatore importante per il futuro, McKennie. È importante avere un progetto solido e dovremo tornare a vincere il prima possibile. È quello che si aspettano i tifosi e anche la società".

Domani è la partita più importante della stagione?
"La partita più importante della stagione è sempre quella dopo, anche prima dell’Atalanta. Tutte le partite diventano fondamentali, ma noi dobbiamo pensare solo a noi e a vincere la partita".

A questa Juve serviranno due acquisti per vincere?
"Uno dei miei sogni è alzare un trofeo con la maglia che amo. In questi anni abbiamo cambiato tanti giocatori probabilmente una mano potrà darcela il mercato ma ci deve pensare la società. Sono passati giocatori fortissimi qui e ci sono anche adesso. In questi anni abbiamo pagato inesperienze ma la cosa importante è il progetto solido che sto vedendo, questa è la base solida per tornare a vincere".

Ti stai rendendo conto di poter vivere 9 stagioni alla Juve?
"Scherzando con i compagni diciamo sempre che un anno alla Juve equivale a 7anni da un’altra parte, per la gestione delle pressioni. Sarebbe bellissimo fare 9 anni qui ma non ha senso pensare al futuro. L’importante è cosa uno fa adesso e in campo, la cosa che conta è cosa uno fa in campo. La cosa bella è che abbiamo creato un bel gruppo e sono felice di condividerlo con loro".

Come hai fatto a trasformare i fischi in applausi? Ci racconti il tuo rapporto con Spalletti?
"La cosa più importante che ho imparato alla Juventus è reagire. Tutti sanno che ho vissuto momenti difficili qui, la gente mi fischiava e criticava. Io ero sempre là, sempre disponibile, ho sempre cercato di mettermi in discussione. Quando uno reagisce e dà tutto è la cosa più importante. La reazione è alla base per giocare a questi livelli. Con Spalletti quando eravamo in Nazionale non ci conoscevamo tanto bene anche personalmente. Da quando è arrivato mi sono messo a sua disposizione, era l’unica cosa che potessi fare. Quando è entrato nel mondo Juve mi ha subito parlato, ed è stato bello quello che mi ha detto e sapeva quanto fossi diventato importante per questa squadra. Io mi metto a disposizione in quello che mi chiede ma la cosa bella è che quando è arrivato mi ha dato fiducia".

Quando è stato fondamentale Spalletti dopo il fallimento con la Nazionale?
"Ci sono state settimane migliori dopo il rigore sbagliato e il Mondiale mancato. Quando siamo tornati il mister ha parlato a noi italiani, era dispiaciuto. Sapeva cosa stavamo provando, anche lui è stato in Nazionale e sapeva cosa stessimo provando. Ha detto che c’era l’obiettivo Champions League da conquistare, nel calcio devi pensare alla partita dopo. Ora siamo focalizzati sulla Juventus perchè vogliamo arrivare in Champions".

Hai ricevuto qualche messaggio che ti ha particolarmente toccato?
"Ho ricevuto tanto affetto, è stato molto bello. A me piace condividere questa gioia sempre con la mia famiglia. Mi ha scritto un bel messaggio Gianluca Pessotto, che per me è una leggenda di questo club. È una persona squisita, mi ha detto che i momenti che ho passato mi hanno fatto diventare la persona e il giocatore che sono adesso. Porterò nel mio cuore questo messaggio?

Cosa manca a questa Juve per vincere?
"Noi dobbiamo tornare ad essere nei primi posti. A noi manca vincere alcune partite sporche. Nell’arco di una stagione ci sono momenti decisivi, partite decisive. Ci è mancato il vincere partite sporche, i dettagli. Alcune devi vincerle sì o sì, quella cattiveria ti porta a vincere e arrivare nelle prime posizioni".

Perchè vi è mancata questa cattiveria nel vincere le partite?
"È difficile perchè In campo siamo andati noi, in questi anni sono cambiate tante cose, allenatori. È importante avere un progetto solido per capire quali son state le difficoltà, non so dirti perché non abbiamo avuto questa cattiveria, ma sappiamo di aver pagato queste cose in alcuni momenti della stagione".

Ti sei mai visto lontano dalla Juve?
"Non mi sono mai visto lontano dalla Juve, perché nella mia testa dovevo dimostrare il giocatore che ero e che dovevo essere. Leggo questa fiducia della società in me, la sento, ed è una bella responsabilità. Abbiamo parlato tanto ma tutte le scelte le fa la società. Però a me chiedono di dare il cuore e di dare l'esempio per i mie compagni".

A Bergamo avete vinto una partita "sporca"...
A Bergamo è stata una vittoria importante. Non abbiamo avuto il pallino del gioco come in altre occasioni ma questa è una cosa che vogliamo avere. Vincere queste partite però diventa fondamentale, l’obiettivo Champions è fondamentale e dobbiamo mantenere questo atteggiamento".

Termina la conferenza stampa di Manuel Locatelli


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