La Juventus si aspetta un altro negativo in bilancio. Ma ha patrimonio
Il primo semestre 2025/2026 della Juventus si è chiuso con una perdita contenuta: 2,5 milioni di euro, in netto peggioramento rispetto all’utile di 16,9 milioni registrato nello stesso periodo della scorsa stagione. A pesare sui conti sono soprattutto i ricavi in flessione, scesi a 260,6 milioni (-11%), principalmente a causa del calo delle plusvalenze da cessione calciatori (-25,3 milioni) e ai minori introiti da diritti televisivi e gare, anche a causa del minor numero di partite casalinghe disputate in Serie A. In controtendenza, invece, le sponsorizzazioni e la pubblicità, cresciute di oltre 15 milioni grazie all’entrata a regime di nuovi accordi commerciali.
Sul fronte dei costi prosegue la razionalizzazione avviata negli ultimi anni: i costi operativi diminuiscono di 18,3 milioni (-9%), trainati dalla riduzione del costo del personale tesserato e da minori oneri legati alla gestione dei diritti dei calciatori. Però aumentano ammortamenti e accantonamenti (+7,6 milioni), anche per effetto degli oneri connessi al cambio di guida tecnica in panchina.
Il risultato operativo si attesta a 11,1 milioni (era 31,4 milioni un anno fa), mentre il risultato prima delle imposte scende a 1,3 milioni. Sul piano patrimoniale, la notizia più rilevante è che il patrimonio netto è salito a 77,9 milioni dai 13,2 milioni di giugno 2025. Determinante l’aumento di capitale da circa 98 milioni completato a novembre e riservato a investitori istituzionali, operazione che ha dato ossigeno alla struttura finanziaria del club.
Resta elevato l’indebitamento finanziario netto, pari a 298,8 milioni (post IFRS 16), in crescita di 18,6 milioni rispetto a fine giugno. A settembre la società ha collocato un bond da 150 milioni a tasso fisso (4,15%) con durata dodicennale, mossa che ha consentito di riequilibrare la composizione del debito tra tasso fisso e variabile e di allungarne la scadenza media. Per l’intero esercizio, la società prevede ancora un risultato operativo e un cash-flow negativi, salvo performance sportive superiori alle attese.