L'opinione di Moggi: "Ieri una scintilla, ma c'è un altro problema. Meno male che la Juve non avrebbe più rubato col Var. Chiellini e Comolli? Bisogna arrabbiarsi nelle sedi opportune"
"Lo strumento che doveva evitare tutto questo è da abolire. La gente diceva che la Juve non avrebbe più rubato col Var, invece oggi ci sono quelli che lo maledicono. Meno male (sorride ndr). Tutto questo è anche piuttosto ironico". Pensieri e parole di Luciano Moggi, ex dirigente bianconero dal 1994 al 2006, che in esclusiva ai microfoni di TuttoJuve.com ha espresso la sua opinione riguardo l'assurdo cartellino rosso a Pierre Kalulu e non solo:
Qual è il tuo commento sul secondo giallo a Kalulu che ha falsato la partita?
"Ma non mi viene neanche più voglia di commentare tutto questo".
Però, guardando la partita, avrai pensato a qualcosa. O no?
"Ho pensato che bisognerebbe cambiare il protocollo, ma dopo ci sarebbe sempre quello che si farebbe la domanda sul perché sia intervenuto. L'arbitro in campo può sbagliare, ma il calcio ricordiamoci che resta un intrattenimento e va accettato per quello che è. Altrimenti qui ci scappa il morto".
Quale potrebbe essere una soluzione per evitare tutto ciò?
"Quanto successo ieri è solo una scintilla, ma ribadisco che il problema di fondo è un altro. C'è chi ha interesse ad alimentare tutti questi teatrini, a parlare di queste polemiche per settimane intere e a creare i focolai. Ma attenzione: se questi ultimi esplodono, fanno vittime. E qui siamo vicini a farle. Parliamo di cose più serie, ad esempio delle persone che faticano ad arrivare a fine mese".
Vero, però sai meglio di me che Churcill aveva ragione su noi italiani.
"Ma infatti, aggiungo, che in Italia non ci vuole più venire nessuno. I soldi possono essere un motivo, ma un altro è relativo a tutte queste polemiche che non fanno altro che rovinarci. Per settimane si parlerà di questo, non di calcio. Permettimi di aggiungere una cosa".
Prego, Luciano.
"Quando mi hanno iniziato a dare del numero 1, era il momento in cui iniziarono a tramare per farmi fuori. Adesso nella stessa situazione c'è Beppe Marotta, che è attualmente il più bravo di tutti. Dicono sia l'artefice di tutto questo, ma non è vero. Va rispettato per quanto sta facendo all'Inter e per quello che ha fatto alla Juve. Se fosse rimasto a Torino, a quest'ora i debiti non c'erano e Ronaldo se ne sarebbe stato a casa sua. Ma qui il migliore non è tollerato, la cultura che vige in Italia è quella di distruggerti e di ucciderti se hai troppo successo".
Da dirigente avresti fatto come Giorgio Chiellini e Damien Comolli, ovvero saresti andato a parlare ai media a fine partita per evidenziare quanto successo?
"Avevano ragione a reclamare, ma io lo avrei fatto nelle sedi opportune. Bisogna essere arrabbiati lì. Anche perché la Juve ieri ha giocato benissimo in inferiorità numerica, Lautaro non ha toccato un pallone".
Si ringrazia Luciano Moggi per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.