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L'incitamento di Giannichedda: "Giudizio positivo, Juve di marzo da filotto. Locatelli incarna stile del club. Vlahovic? Spalletti può ripetere quanto fatto con Osimhen"

di Mirko Di Natale

"Credo ci sia stata troppa negatività nell'ultimo periodo. L'unica partita sbagliata è stata quella di Istanbul, perché non puoi sgretolarti e prendere quattro gol nella ripresa, poi la Juventus per il resto c'è sempre stata. Ha dimostrato carattere nelle rimonte, un gioco fluido e in alcuni casi è stata un po' sfortunata. E' un po' mancata nei ruoli chiave, questo è da dire. Però il mio giudizio è positivo". Pensieri e parole di Giuliano Giannichedda, ex calciatore bianconero dal 2005 al 2007, che in esclusiva ai microfoni di TuttoJuve.com ha analizzato gli ultimi avvicendamenti in casa Juve e non solo:

Riprendo un paio di concetti detti poc'anzi. Il primo è inerente al carattere, in effetti una squadra sprovvista di questo non rimonta con la Roma.

"Esatto, seppur sotto di due gol non è uscita dalla partita. Il pareggio, anche se con un po' di fortuna, è arrivato con merito. La Juventus del primo tempo mi era piaciuta per atteggiamento e coesione, era proprio una squadra vera. Qualcuno può storcere il naso per via degli ultimi risultati, ma ho rivisto la vera Juve e tutto ciò deve essere sottolineato".

Col Galatasaray, solo pochi giorni prima, in effetti era arrivata un'altra prestazione da Juve, anche se il risultato non ha poi sorriso.

"Sinceramente mi ero sorpreso nei confronti di chi parlava di quella prestazione come un'eccezione. Ma quanto fatto vedere è nel DNA della Juventus, qui in ogni partita bisogna dimostrare di essere da Juve. Sempre. E non solo in occasioni particolari. Deve essere il punto di partenza in questo rush finale, giocando così il quarto posto difficilmente può sfuggire. La Roma sta facendo un grandissimo campionato, ma bisognerà approfittare dei problemini che la stanno affliggendo soprattutto a livello fisico".

Il calendario a marzo sembra sulla carta agevole. La Juve, a tuo parere, può vincerle tutte?

"La Juve deve fare il filotto, perché è dietro e non può permettersi altri passi falsi. Queste tre partite sono abbastanza abbordabili, per questo esiste la grande possibilità di fare 9 punti. Se poi i risultati non dovessero arrivare, è chiaro che in Champions ci andrà la Roma e anche con pieno merito". 

Un altro concetto espresso prima riguardava i ruoli chiave in cui è mancata la Juve, sottintendendo probabilmente l'attacco che non esplode a livello realizzativo. Quanto potrà essere importante il ritorno di Vlahovic da qui a fine stagione?

"Non voglio puntare il dito contro gli attaccanti della Juventus, ma non puoi sempre aspettare che la risolva McKennie. E non ti puoi aggrappare a ogni partita alle giocate di Yildiz. Così diventa tutto difficile, una squadra del blasone della Juve deve avere un terminale offensivo di grande livello. Quest'anno purtroppo non c'è, Vlahovic può dare una mano ma bisogna vedere come sta. Se è in condizione è sicuramente un valore aggiunto per il gioco del mister che ti consente di entrare così tante volte nell'area avversaria".

Su Vlahovic, nelle scorse ore, si è riacceso il discorso relativamente al suo rinnovo. Questo matrimonio si farà, alla fine?

"Secondo me Vlahovic, che è molto forte, ha capito che non ci sono squadre come la Juventus. Quante ce ne sono in Europa con questo blasone? Per me starà pensando questa cosa. Lui è un giocatore con un grande killer instinct vicino alla porta, ma può diventare letale anche fuori dall'area. Spalletti può ripetere lo stesso lavoro fatto con Osimhen e ottenere gli stessi risultati. Se gli è stato detto che la Juve tornerà sui livelli che tutti conosciamo, allora potrebbe aver ammorbidito la sua posizione".

Ti correggo per un attimo: prima dovrà rinnovare Spalletti, altrimenti tutto questo non ci sarà.

"E' la prima cosa, bisogna che Spalletti sia un punto fermo per questa Juve. Allenatori così non è che ce ne siano molti in giro. Lui è un insegnante di calcio, io l'ho avuto a Udine e ricordo ancora come riuscisse a sapere e a prevedere sempre tutto. Ti da tanto".

A proposito di rinnovi, c'è in discussione anche quello di Locatelli fino al 2030. Può essere il passo giusto per entrambi?

"Sì, anche perché incarna perfettamente lo stile Juve. Poi ha davvero avuto una crescita esponenziale con Spalletti. Lo vedo come un giocatore più completo, che detta i ritmi di gioco e il suo dinamismo è diventato importante per gli equilibri di squadra. Quando manca, come a Roma, si sente".

Thuram, invece, lo vedi un po' sottotono nelle ultime partite?

"Thuram stava giocando benissimo, poi ha avuto un piccolo problema e non è ancora tornato al 100% della sua condizione. E' chiaro che non torni subito in forma anche se scendi in campo, però se sta bene è un giocatore determinante per questa Juve".

Ti aspetti qualche altra "Spallettata" dopo McKennie attaccante?

"L'ho vista più come una intuizione, Spalletti d'altronde è un maestro in questo. E' sempre stato bravo a dare un'identità alla squadra e a far rendere al meglio i giocatori a sua disposizione. La sua invenzione geniale, per quanto è bravo, c'è sempre. Indipendentemente dal già citato McKennie".

Parlando invece della Juve del futuro, in quale posizioni servirà intervenire per migliorare questa rosa?

"La Juve ha bisogno dell'attaccante da 20 gol, un giocatore come Kolo Muani o Sorloth che a me piace tantissimo. Certo il norvegese ti porterebbe a giocare in un modo diverso, ma lì potrebbe esser bravo Spalletti a favorire ancora più gli inserimenti di McKennie e Thuram. Parlando del portiere, Di Gregorio è un buon portiere ma è incappato in un periodo negativo. Il livello qui deve essere altissimo, appena cali un attimo subentrano le critiche che sono normali. Se poi dovessero capitare delle occasioni in questo reparto, sono convinto che la Juve sia sempre vigile a riguardo".

Riassumendo, dunque, con uno tra Kolo Muani/Sorloth e un innesto magari in porta, la Juve a marzo prossimo può tornare ad essere in corsa per lo scudetto?

"Secondo me sì, aggiungiamo anche un centrocampista come Tonali che farebbe fare il salto di qualità al reparto. Con tre o quattro acquisti, si può tornare a competere per lo scudetto. La Juve deve avere un livello alto per tutti i componenti della sua rosa, non esiste più il titolare e il panchinaro".

Il tuo ex compagno di squadra Valeri Bojinov, qualche settimana fa, diceva che la vostra Juventus della Serie B era superiore a questa. E' un pensiero che condividi anche te?

"Secondo me questi paragoni non possono essere fatti, il calcio è cambiato negli ultimi vent'anni e dunque non si potrà mai sapere. Posso soltanto aggiungere che sarebbero bastati soltanto Del Piero, Trezeguet e Buffon per fare bella figura in A".

Si ringrazia Giuliano Giannichedda per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.


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