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L'Eco del giorno prima - Alla caccia del Record

di Andrea Buzzao

 

 

 

Dopo una marcia trionfale durata più di un anno, dopo aver imposto il proprio gioco in Italia e averlo presentato all’estero, riconquistandosi l’appellativo di Grande Squadra che le mancava da fin troppo tempo, dopo aver vinto un campionato da imbattuta; ma anche dopo due settimi posti, anni di record negativi e figuracce rimediate in Europa League, la Juventus è Campione d’Italia. Il 5 maggio, giornata memorabile, undici anni dopo quello scudetto conquistato all’ultima giornata, è la domenica della gloria per quasi tutte le grandi squadre, l’unica che non riesce a sorridere, ancora una volta, è sempre la stessa, oramai bersagliata dalla sfortuna continua a riempire di punti solamente le suture della miriade di giocatori depositati in infermeria. La festa bianconera non dura però più di una sera, per quanto la quantità di champagne sia stata direttamente proporzionale al numero di punti raccolti fino ad oggi, l’obiettivo finale non è ancora stato raggiunto. Si sa oramai che giocando nella Juventus l’unica parola che risuona nelle menti degli atleti è sempre la stessa, “vittoria”; c’è un altro record da infrangere, quello della “Super-Juve” di Capello, Del Piero, Trezeguet e Ibrahimovic, sei punti da conquistare in due giornate, la cifra 92 non sembra tanto lontana.

L’ultimo turno infrasettimanale di campionato inizia con Roma – Chievo, ed è il caso di dirlo, ciò che si vede in campo sembra la replica al contrario dell’ultima partita giocata dai giallorossi. Gli uomini di Andreazzoli, la settimana precedente, sono riusciti a strappare tre punti alla Fiorentina nel finale di gara, dopo aver sofferto la pressione viola per novanta minuti, contro il Chievo dominano senza riuscire a concretizzare e prendendo il goal del KO da Thereau allo scadere. S’infrange definitivamente il sogno Champions League e si affievoliscono le possibilità di giungere in Europa League tramite la posizione in classifica, perché l’occasione ghiotta di scavalcarli non viene fallita dall’Udinese il giorno successivo.
Dopo la Roma tocca al Milan, per il quale però è tutto più facile contro il Pescara già retrocesso. La partita si sblocca dopo dieci minuti con Balotelli su rigore, poi Muntari, Flamini e ancora Balotelli.
Il giorno dopo il Napoli conquista matematicamente l’accesso diretto ai gironi di Champions League con una secca vittoria sul Bologna per 3 a 0. Sono 9 i goal subiti dai felsinei nelle ultime due partite, i quali, anche se già salvi, si trovano in una forma disastrosa.
Cagliari – Parma termina con un 1 a 0 per gli ospiti, e il Catania a Genova contro la Sampdoria si ferma sull’1 a 1.
La Fiorentina si aggiudica il derby toscano con il sesto goal in campionato del difensore Gonzalo Rodriguez, mentre tra Genoa e Torino finisce con un pronosticabile 0 a 0, una tra le partite più noiose di questo campionato, ma il pareggio è ovviamente indirizzato a non fare del male a nessuna delle due.
Per quanto riguarda la lotta salvezza, il pareggio di Torino fa molto male al Palermo, uscito sconfitto, anche se con cuore, dalla partita che era stata definita “ultima spiaggia” per la salvezza, la matematica non li condanna ancora, ma la logica non lascia ben sperare per la permanenza nella massima categoria.
L’Inter, in casa contro la Lazio, giunge alla quinta sconfitta nelle ultime sei partite, mentre Jonathan si aggiunge alla lunga lista di infortunati, la Lazio fa a pezzetti i nerazzurri, che erano riusciti a raggiungere il pareggio con una rete di Alvarez, poi autore di uno scivolone sul calcio di rigore. Il goal del definitivo KO e dell’1 a 3 viene firmato da Onazi, già autore di uno splendido goal in Europa League, che conferma la sua giovane vena artistica infilando un missile alle spalle di Handanovic. Adesso la Lazio è a pari punti con la Roma, per l’ultimo posto disponibile in Europa League è ancora tutto da vedere.
Più tranquilla, per modo di dire, è la partita a Bergamo della Juventus già campione d’Italia contro l’Atalanta già salva. Fuori dallo stadio succede di tutto, scontri inspiegabili tra tifoserie che si protendono anche per tutto il primo tempo, fino a quando l’arbitro non è costretto ad interrompere la partita per cercare di calmare gli animi. Dice bene Chiellini alla fine del primo tempo, ripreso dopo 8 minuti di stop: “Stasera si dovrebbe parlare di calcio, del gol di Matri, del buon primo tempo e invece siamo qui a parlare di altro e non va bene".
Infine la partita si conclude senza ulteriori scontri, fortunatamente, e con la vittoria della Juventus, schieratasi in campo con un massiccio turnover.
Per questa settimana è tutto, arrivederci alla prossima!


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