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L'anno uno prende forma con chi sembrava dovesse andarsene

di Andrea Losapio

Luciano Spalletti sempre più verso il sì, poi toccherà a Dusan Vlahovic. È l'anno uno della Juventus che non si fa prendere dai risultati, dai nove punti in sette partite, dalle eliminazioni di Champions contro il Galatasaray e In Coppa Italia con l'Atalanta. Formazioni che sarebbero alla portata ma che hanno frustrato la possibilità di alzare un trofeo. Se la Champions sarebbe stata forse troppo difficile, dall'altra parte salutare anticipatamente la Coppa Italia rappresenta un peccato capitale.

Non fa niente. Le scelte sono state quelle di mantenere Weston McKennie con il rinnovo, così come mettere al centro Kenan Yildiz. Aumentargli lo stipendio fino ai 7 milioni annui più un bonus alla firma da 6, giusto per non lasciare intentato nulla. Certo, sarà più difficile cederlo, ma se l'intenzione è quella di rilanciare con o senza Champions - come pare nelle idee di Elkann - allora può avere senso. Chiaro che serviranno delle plusvalenze e non è dato sapere chi può essere ceduto. Da Cambiaso a Kelly, passando per Koopmeiners, Douglas Luiz, poi Openda e Jonathan David.

La Juventus finora è riuscita nei rinnovi, dopo non essere stata in grado di acquistare in maniera soddisfacente. Ripartire dalle certezze è qualcosa di differente rispetto alle scorse stagioni, quando il repulisti è stato costante, non solo una speranza. Molto dipenderà da Darko Ristic, agente di Vlahovic: un osso duro e che solitamente si impunta per avere il meglio per il suo assistito. 


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