KALULU ai Junior Reporter: "Esultanze con gli altri nate come uno scherzo, al Milan ho passato un momento difficile. Qui alla Juve ho trovato una famiglia super professionale"
Pierre Kalulu ha risposto ad alcune domande dei Junior Reporter:
Che ruolo ti fa sentire più a tuo agio e perché? C’è un difensore da cui ruberesti volentieri qualche segreto?
Mi sento più a mio agio in difesa, ovviamente. Quando sono in campo sto bene. Certo, quando attacchi ti diverti un po’ di più perché puoi fare gol o assist, ma per me la cosa più importante è essere sul terreno di gioco: restare fuori fa sempre più male.
Un difensore da cui prendere qualcosa? Direi un po’ da tutti. Non ho una risposta precisa, è difficile sceglierne solo uno.
Hai dei figli? Se sì, in quale squadra giocano?
Non ho ancora figli. Chissà, magari un giorno. Spero che giochino a calcio, ma se faranno qualcos’altro andrà benissimo lo stesso.
Come hai festeggiato il tuo compleanno più divertente?
Il compleanno più divertente è stato il mio diciottesimo. Sono andato per la prima volta in vacanza da solo, senza la mia famiglia, con il mio migliore amico e un altro amico. Siamo andati a Salou, in Spagna: c’erano il parco divertimenti, la spiaggia, il sole… Avevo appena iniziato ad avere un po’ di soldi miei ed è stato davvero molto divertente. Un bellissimo ricordo.
Sui social sembra che ci sia una bellissima amicizia tra te, McKennie e Thuram. È davvero così o è solo intesa in campo? Vi vedete anche fuori?
È solo un’intesa in campo! No, a parte gli scherzi, siamo davvero molto legati. Ci vediamo anche fuori dal campo, anche se passiamo già insieme tutta la giornata tra allenamenti e partite, quindi a volte staccare un po’ fa bene.
Da cosa nascono le vostre esultanze collettive? E cosa fai per caricarti prima dei match?
Le esultanze sono nate come uno scherzo prima di una partita, durante la merenda con alcuni compagni. Ci siamo detti: “Se succede, facciamolo”, e poi in campo è venuto naturale. Per caricarmi ascolto musica. Dipende dal mio umore: se mi sento troppo tranquillo scelgo musica più aggressiva, se invece sono troppo carico metto qualcosa di più rilassante.
Che consiglio daresti a una bambina che vuole giocare a calcio?
Di ricordare sempre perché ha iniziato, soprattutto nei momenti difficili. Non è sempre facile, ma bisogna mantenere il piacere di giocare e la passione. È quello che ti spinge avanti quando le cose si complicano. E poi deve credere nel suo talento.
Perché hai scelto il numero 15?
Il 10 era già occupato! (ride) In realtà il 15 era libero e anche mio fratello maggiore, che gioca a calcio, aveva quel numero. Così scambiarci le maglie è più facile.
Che emozioni provi quando entri in campo?
È una delle emozioni più belle. Quando esci per il riscaldamento o per la partita provi orgoglio, sembra quasi un sogno. Vedere tutta quella gente ti fa rendere conto di dove sei. Poi, quando la partita inizia, la concentrazione prende il sopravvento, ma il momento dell’ingresso in campo è speciale.
Sono un difensore come te. Che tecniche mi consigli?
La cosa più importante è comunicare con i compagni, il prima possibile e in ogni situazione. Parlare ti aiuta a capire i momenti della partita, le linee di passaggio e quando intervenire. E poi imparare ad anticipare: più inizi presto, più ti verrà naturale crescendo.
Cosa pensi quando vedi tutti noi tifosi pazzi di te? Avresti immaginato tutto questo?
È una bellissima sensazione sentirsi amati. Ti dà ancora più voglia di rendere orgogliose le persone. All’inizio è strano vedere gente che non conosci così felice di vederti, ma è sempre un piacere. Non ci si abitua mai davvero.
Come posso gestire l’emozione e la paura di sbagliare durante una partita?
Devi ricordarti che se sei in campo è perché hai le qualità per stare lì. Sbagliare capita a tutti, anche a me in allenamento. L’importante è reagire subito, senza restare bloccato sull’errore. Durante una partita nessuno ricorda tutti gli sbagli, ma ricorda quello che fai di buono dopo. Abbi fiducia in te stesso.
Quando hai capito che potevi arrivare in Serie A? E cosa pensi dopo un intervento decisivo?
Ho sempre avuto fiducia in me stesso. Intorno ai 15-16 anni ho iniziato a crederci davvero. In Serie A ho capito di poter restare verso i 19 anni.
Dopo un intervento decisivo provi una scarica di adrenalina incredibile, quasi ti senti un supereroe. Ma devi restare concentrato, perché l’azione successiva può arrivare subito.
Com’è l’ambiente Juventus? È davvero una famiglia?
È un ambiente molto professionale, ma ti fanno sentire subito a tuo agio. Passiamo più tempo insieme che con le nostre famiglie, quindi sì, alla fine diventa una famiglia. Si lavora seriamente, ma si scherza anche tanto.
Hai un rito scaramantico prima di entrare in campo?
Ascolto musica e mia madre mi manda sempre un messaggio a cui devo rispondere. Poi faccio una preghiera. Niente di più.
Com’è stato il passaggio da Milano a Torino?
All’inizio trovare casa è stato complicato. Però sono arrivato a fine mercato e c’erano subito le partite, quindi non ho avuto molto tempo per pensare. L’ambiente è stato accogliente, anche grazie a chi parlava francese. Ero felice di indossare una nuova maglia.
Quando eri in panchina, cosa facevi per farti notare?
Anche se fa male, devi essere un compagno esemplare e sostenere la squadra. In allenamento devi dare ancora di più di chi gioca, perché quella è la tua partita. Così puoi guardarti allo specchio e sapere di aver fatto tutto il possibile.
Quando corri così veloce, i tuoi compagni vedono una scia bianconera? Come si mette il turbo?
Dovresti chiederlo a loro! Io dormo tantissimo. E quando vedo che l’avversario è stanco, provo ad accelerare ancora di più.
Hai vissuto un periodo difficile nel calcio o nella vita?
Sì, diversi momenti. Quando ho firmato a Milano non giocavo e ho passato mesi solo ad allenarmi: è stato duro. Poi l’infortunio e l’operazione mi hanno messo alla prova. In quei momenti è importante parlare con qualcuno e avere sempre un obiettivo, anche piccolo, ogni giorno. Perché tutto passa, sia le cose belle sia quelle brutte.
(© Tuttojuve.com - Trascrizione a cura della nostra redazione. Riproduzione del virgolettato consentita solo previa citazione della fonte Tuttojuve.com) (Redazione TuttoJuve)