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Juventus, non bastano i giocatori: per tornare grande serve uno step decisivo della dirigenza

di Massimo Pavan

Juventus, non bastano i giocatori: per tornare grande serve uno step decisivo della dirigenza

Non basta che i calciatori diano il massimo. Non basta il lavoro dello staff tecnico o dell’allenatore. Se la Juventus vuole davvero tornare ad essere la Juventus dominante di qualche anno fa, deve fare uno step importante anche – e soprattutto – a livello dirigenziale.

Juventus, il problema non è solo tecnico

È troppo semplice puntare il dito contro i giocatori quando i risultati non arrivano. È altrettanto riduttivo mettere tutto sulle spalle dell’allenatore. Il vero salto di qualità deve partire dalla società.

La dirigenza bianconera deve tornare a pesare, a contare davvero: Sul mercato, Nei rapporti istituzionali, Nelle dinamiche del “palazzo”, nella tutela del club su calendario e farsi rispettare sulle decisioni arbitrali

Una grande squadra si costruisce anche fuori dal campo.

Mercato Juventus: gli acquisti hanno inciso davvero?

Basta fare un confronto per capire la situazione. Guardiamo quanto hanno inciso gli acquisti estivi di: Inter, Milan, Napoli

E poi confrontiamoli con quelli della Juventus.

Il dato è evidente: i nuovi innesti bianconeri non hanno avuto l’impatto che ci si aspettava. Altrove gli acquisti hanno spostato equilibri, cambiato partite, dato identità. A Torino questo salto non si è visto con la stessa forza.

E allora la domanda è inevitabile: la qualità degli investimenti è stata all’altezza delle ambizioni?

Una società deve farsi rispettare

Una grande dirigenza si riconosce anche dalla capacità di: Difendere il club nei momenti difficili. Farsi rispettare nelle decisioni arbitrali controverse. Gestire il calendario e i rapporti istituzionali. Imporsi sul mercato con colpi di alto livello

Se la società si fosse fatta rispettare fin dall’inizio della stagione, probabilmente oggi il dibattito sarebbe diverso.

Non si può puntare il dito solo sui giocatori

Quando sbagliano i calciatori è giusto criticarli. Quando sbaglia l’allenatore è giusto analizzare.

Ma se anche la società commette errori strutturali, allora diventa difficile trovare un unico responsabile.

Il salto in avanti deve essere collettivo.

L’esempio Inter e il modello Marotta

Guardando in casa Inter, emerge un modello chiaro. Beppe Marotta rappresenta una figura dirigenziale capace di incidere: Sul mercato, Nelle scelte strategiche, Nei rapporti istituzionali. Nella tutela del club

È un dirigente che riesce a farsi rispettare sempre e comunque, diventando un punto di riferimento dell’intero sistema, vi ricordate le sue parole dopo Napoli-Inter, da allora solo favori.

Ed è proprio da lì che la Juventus dovrebbe ripartire: da una dirigenza forte, autorevole, capace di incidere dentro e fuori dal campo.

@pavanmassimo CANALE YOUTUBE TASTIERA VELENOSA 


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