Juventus Next Gen, stagione positiva ma zero promozioni: cosa sta succedendo davvero
Juventus Next Gen, stagione positiva ma zero promozioni: cosa sta succedendo davvero
C’è una domanda che in casa Juventus nasce spontanea: che fine ha fatto il collegamento tra la Next Gen e la prima squadra? La stagione della Juventus Next Gen, guidata da Massimo Brambilla, è stata fin qui positiva. I bianconeri hanno ottenuto risultati importanti, centrando la salvezza con anticipo e restando in corsa per un posto nei playoff. Se si guarda al confronto con le altre seconde squadre, come quelle di Inter e Atalanta, la Juventus è quella che ha raccolto più punti, nonostante fosse inserita in un girone complicato come il Girone B, storicamente più competitivo rispetto ad altri, soprattutto all'A in cui è stata inserita l'Inter, facilitata da questa scelta.
Next Gen Juventus: risultati ok, ma manca il salto in prima squadra
Nonostante il buon rendimento collettivo, emerge però un dato che fa riflettere: in questa stagione non si sono praticamente visti giocatori fare il salto dalla Next Gen alla prima squadra. Un aspetto in controtendenza rispetto agli anni precedenti, quando diversi giovani venivano gradualmente inseriti nel gruppo dei “grandi”. Eppure, i talenti non mancano. Profili come Faticanti, stabilmente nel giro dell’Under 21, o Pucka, tra i più prolifici della squadra grazie a rigori, punizioni e inserimenti, avrebbero potuto trovare almeno spazio graduale.
Scelte tecniche o mancanza di necessità?
Le motivazioni possono essere diverse. Da un lato, la prima squadra ha avuto una rosa abbastanza ampia per gestire gli infortuni, senza dover ricorrere con continuità ai giovani. Dall’altro, si può ipotizzare una scelta tecnica legata alla volontà di non accelerare troppo i percorsi. Resta però il dubbio: possibile che nessuno meritasse almeno una chance, magari in Coppa Italia o in spezzoni di partita? Il rischio è che si perda uno degli obiettivi principali del progetto Next Gen: creare un ponte concreto tra settore giovanile e prima squadra. In passato, questo percorso ha funzionato, lanciando giocatori che poi hanno costruito carriere importanti. Il valore della “seconda squadra” non è solo nei risultati, ma soprattutto nella capacità di produrre risorse per il presente e per il futuro.
Proprio per questo, la mancata valorizzazione dei giovani in questa stagione rappresenta un piccolo campanello d’allarme. La Juventus dovrà riflettere: perché la Next Gen non è solo un progetto di sviluppo, ma una vera e propria risorsa strategica per tornare competitivi ai massimi livelli.
@pavanmassimo TASTIERA VELENOSA