Juventus, crollo totale con il Como: stagione a rischio e quarto posto solo un’illusione?
Juventus, crollo totale con il Como: stagione a rischio e quarto posto solo un’illusione?
Come un anno fa, forse peggio. Se la Juventus dovesse arrivare quarta, oggi l’impressione è che servirebbe un’altra combinazione favorevole più che una reale crescita. La sconfitta contro il Como ha cancellato tutto quanto di buono si era intravisto nelle ultime settimane.
Non resta nulla da salvare: la prestazione contro i lariani ha evidenziato, ancora una volta, limiti strutturali, mentali e tecnici.
Como padrone del gioco, Juve in balia degli errori
Il Como ha dominato in lungo e in largo. Senza il suo talento più rappresentativo, ha comunque imposto ritmo, qualità e personalità. Una squadra con identità chiara: possesso palla, costruzione ragionata, capacità di irritare l’avversario e colpirlo nei momenti di fragilità.
La Juventus, invece, ha mostrato tutti i suoi difetti: costruzione dal basso imprecisa e prevedibile, errori tecnici che lanciano le ripartenze avversarie, scarsa produzione offensiva, difficoltà nel gestire la pressione.
Il risultato è una squadra che si fa male da sola, che sbaglia in uscita e concede campo e fiducia agli avversari.
Squadra scarica: testa, cuore e anima
La Juve vista contro il Como è apparsa stanca mentalmente prima ancora che fisicamente. Senza idee, senza energia, senza reazione. Una squadra fragile, incapace di cambiare ritmo o di alzare l’intensità nei momenti chiave.
Anche l’arbitraggio ha fatto discutere, con una gestione permissiva dei contatti e un’ammonizione pesante ai danni di Manuel Locatelli. Ma sarebbe un alibi riduttivo: la direzione di gara non ha determinato la sconfitta. La Juventus ha perso per demeriti propri.
Classifica e futuro: cosa resta da salvare?
Ora resta una sola priorità: salvare il salvabile. Ma cosa è davvero salvabile? Il rischio concreto è di assistere a un finale di stagione simile a quelli già visti negli ultimi anni: promesse, illusioni e poi crolli improvvisi.
La stagione attuale sembra figlia di una programmazione confusa. Al netto della presenza di Giorgio Chiellini nell’area dirigenziale, emergono dubbi sulla solidità e sull’adeguatezza complessiva del progetto.
Juventus, serve una rifondazione?
Il problema non è solo tecnico o tattico. È strutturale. Identità, leadership, visione: elementi che oggi sembrano mancanti.
Il quarto posto, se arriverà, rischia di mascherare criticità profonde. Senza una riflessione seria a fine stagione, la Juventus potrebbe ritrovarsi ancora una volta a inseguire, invece di costruire.
La sensazione, oggi, è che questa sconfitta non sia un semplice passo falso. È un campanello d’allarme forte. E ignorarlo sarebbe l’errore più grande.
@pavanmassimo TASTIERA VELENOSA