Giovinco a Hurrà Juventus: "Juve, ora sono pronto. Farò tanti gol"
Il figliol prodigo ormai è tornato e, dopo tanta attesa, può dimostrare di meritare un posto in famiglia. Sebastian Giovinco, in un’intervista rilasciata a Hurrà Juventus, parla delle sensazioni provate dal ritorno in bianconero, della sua trasformazione come giocatore e come uomo e dell’aspettativa che lo accomuna a tutto il mondo Juve, quella di vincere. Eppure la strada che aveva intrapreso l’attaccante ex Parma sembrava lontana da Torino. Poi, la sua volontà e quella di Conte, Marotta e Paratici hanno aggiustato le cose: "Non ero sicuro di tornare, avevo soltanto una speranza. Sono di Torino, la Juve è la squadra in cui ho cominciato a giocare. Indossare di nuovo questa maglia era un obiettivo. Ora ci sono". La prima esperienza della Formica Atomica in prima squadra con i colori bianconeri non era stata esaltante. Forse il ragazzo era stato caricato di troppe responsabilità, ma ora si sente pronto: "Tre anni fa ero poco più che ventenne, normale che volessi dimostrare di essere un giocatore vero. Ci sono riuscito in due stagioni: lo dicono le prestazioni, i gol segnati, l’attenzione che la Juve ha avuto nei miei confronti. Sono cambiato in meglio e la mia crescita calcistica non è ancora completata". Una maturazione calcistica che parte da ciò che rappresenta il pane per un attaccante: il goal. Quelle reti che la dirigenza bianconera sta cercando da mesi sul mercato potrebbe averle già in casa: "Chi mi conosceva già vedrà un altro giocatore. Più consapevole delle proprie qualità, soprattutto rispetto al passato troverà un Giovinco goleador. Adesso mi piace segnare, meglio un gol di un assist. Non metto limiti, ne voglio fare tanti per la Juve". Di certo non sarà facile migliorare un gruppo campione d’Italia e imbattuto. Ma la voglia di imporsi è tanta: "Difficile fare meglio di chi ha vinto lo scudetto in maniera tanto spettacolare. Lotterò per una maglia. Vedremo a fine mercato chi ci sarà in attacco, io sarò a disposizione di Conte come tutti". Così come lo sarà Claudio Marchisio, che ha condiviso con Giovinco le giovanili bianconere e che ora è diventato una pietra miliare di questa squadra: "Fra di noi c’è un’intesa particolare. Anche lui è maturato molto, ha seguito un percorso di crescita continuo, è diventato uno dei migliori centrocampisti europei. Merito anche della scuola Juve". Da un campione del presente e del futuro al campione per eccellenza del recente passato, Alex Del Piero. La sua mancanza si farà sentire: "Sarà strano non percepire la sua presenza così importante. Alex è stato e resterà un mito. Diciannove anni nella stessa squadra sono un traguardo per pochissimi eletti". Infine una battuta sul suo fisico. Giovinco, aiutato dai fatti, non pensa affatto che la sua statura possa essere un limite, tutt’altro: "Il fisico non è tutto. La Spagna e il Barcellona dimostrano che i centimetri di altezza non sono fondamentali. L’importante è saper trattare il pallone, sapere come farlo girare. Rende di più che correre dietro alla palla inutilmente". I difensori della seria A sono avvertiti.