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Conferenza integrale - AGNELLI: "Gigi con noi fino al 2015. Auspico che riporti il Pallone d'Oro in Italia. Rinforzi? Ragionamenti sempre aperti". BUFFON: "Non mi pongo limiti. Non ho ricevuto altre offerte. La Juve per me è uno stile di vita

di Redazione TuttoJuve

In un'attesissima conferenza stampa iniziata alle 15:00 al Media Center di Vinovo, Gigi Buffon e Andrea Agnelli hanno annunciato il rinnovo di contratto del portierone bianconero, che si è unito a vità alla Vecchia Signora. Ecco la trascrizione integrale, a cura della redazione di Tuttojuve.com:

ANDREA AGNELLI: "Buongiorno a tutti. E' un piacere per Gigi e per me essere qui con voi oggi, visto che poi i più preoccupati di questa giornata ci siete sembrati voi negli ultimi mesi. Ci sono alcune considerazioni che a me piace fare in questa circostanza parlando di Gigi Buffon, che è il nostro Capitano, il Capitano della Juventus, è il Capitano della Nazionale, e oggi si è legato a noi per altri due anni, quindi il suo contratto scadrà nel giugno del 2015 e lo porterà alla sua 14esima stagione in bianconero. Credo non abbia bisogno di aggiungere storia alla storia che ha già scritto per la Juventus, in quanto fa già parte di quello che potrei definire il gotha dei grandissimi che hanno indossato la maglia della Juventus. Ma ha dimostrato la volontà, la ferma volontà, di voler proseguire in questo percorso. E siamo perfettamente consapevoli, perchè con me è stato sufficiente uno sguardo qualche mese fa per prolungare questo contratto. Lui sa già che starà a lui, in base a quelle che sono le sue motivazioni, come ha sempre onestamente e intellettualmente detto... sono le motivazioni che fanno la differenza. Lui oggi di motivazioni ne ha ed è per quello che ci sono ancora due anni. Se in futuro ci riserverà un'altra pagina, sono le motivazioni di Gigi.... perchè sa che la Juventus è casa sua e fino a quando avrà le motivazioni, fino a quando si dimostrerà il campione che è oggi, sia in campo che fuori dal campo, lui sa che troverà le porte della Juventus sempre aperte. Potrei scorrere in rassegna alcuni dei numeri che hanno fatto di Gigi Buffon secondo l'Istituto di Ricerca e Statistica il miglior portiere degli ultimi 25 anni, ma nell'incominciare terminerei tra molto tempo. Quindi mi piace ricordare i cinque Scudetti che ha vinto sul campo, la Coppa del Mondo, che forse è il sogno di tutti i bambini quando si immaginano a calcare grandi palcoscenici; alzare quella Coppa deve essere qualcosa di estremamente unica come emozione. Ma ciò che contraddistingue Gigi non sono tanto i suoi numeri che parlano per sè, ma la sua personalità, la sua onestà e la sua capacità di essere leader, sia in campo che fuori dal campo, la sua lealtà e la sua trasparenza. Quando ha un'opinione non esita a dirla, non esita a dirla al chiuso di quattro mura, non esita a dirla con voi. E questo fa sì che quando c'è un confronto con Gigi, il confronto è sempre costruttivo e questo non può che far aumentare la stima che abbiamo o che io ho maturato in lui ed è cresciuta in questi tempi. Come vi dicevo, ci siamo guardati negli occhi ormai qualche mese fa, continuavamo a rispondere una volta io e una volta lui, c'era solo una questione di giorni. Abbiamo tutti quanti un calendario molto impegnato, ma quando c'è la lealtà non c'è bisogno di andare oltre. Dopodichè le diplomazie come spesso avviene hanno fatto il loro corso e oggi è il giorno in cui il nostro Capitano annuncia di rimanere con noi altri due anni. Prima di lasciare spazio alle vostre domande, c'è una  riflessione che ci tenevo a fare con voi in questi giorni, pensando a questo appuntamento, pensando di essere qui seduto accanto a Buffon: ho cercato di scorrere... ma qual è il riconoscimento individuale che Gigi non ha ancora ricevuto? E mi è passato per le mani il Pallone d'Oro. Quindi abbiamo guardato un po' cos'è la storia del Pallone dOro e ci sono dei  dati statistici che fanno abbastanza riflettere: se noi guardiamo dal 1978 al 2007, quindi nell'arco di 30 anni, 17 volte il riconoscimento di miglior giocatore europeo è finito in Italia. Mai, come negli ultimi cinque anni, è stato così distante dall'Italia, per cinque anni consecutivi. Quando guardo la storia di questo straordinario premio, che è un premio individuale un solo portiere ha avuto l'onore di sollevarlo, che è Yashin e credo che a me e a Gigi ricordi qualche mito d'infazia. Non l'abbiamo mai visto ma Yashin rappresenta un muro davanti a una porta. Il mio auspicio è che in questi due anni, dove sappiamo che la nostra natura, la nostra volontà, è quella di competere per vincere, il mio auspicio è che Gigi possa interrompere questa statistica negativa che non vede il Pallone d'Oro venire in Italia, ma possa interromperne anche un'altra, quella di riportare un numero uno, il numero uno.... possa riportare il Pallone d'Oro qui in Italia, perchè quello sì sarebbe veramente il giusto riconoscimento a quello che Gigi rappresenta per il mondo del calcio tutto, per il mondo del calcio italiano, di cui è capitano, e per la Juventus che è la principale società in Italia, di cui è anche - di anch'essa - il capitano. Grazie e lasciamo spazio alle vostre domande". 

A Gigi volevo chiedere due cose: un ricordo di quel primo giorno alla Juventus. E poi se qualcuno nell'ultimo periodo ha provato a prenderti, visto che stiamo parlando di un grande campione in scadenza di contratto. Invece al presidente volevo chiedere poi se ha mai temuto di perdere un campione come Buffon nel periodo di sua presidenza...
BUFFON:
"Del primo giorno alla Juve ho ancora un ricordo molto nitido, però alla fine la cosa che mi turbò principalmente fu il fatto che catapultato da una realtà provinciale alla quale ancora oggi devo riconoscenza che è Parma, arrivai alla Juventus e la mia prima domanda, il mio primo timore era quello di vedere se fossi inadeguato a questo tipo di calcio, a questo tipo di società. Questa è stata la mia prima domanda, il mio primo punto interrogativo che mi sono fatto e che un pochino mi incuteva timore. per quel che riguarda delle offerte non ce ne sono state, anche perchè non ce n'era bisogno, non c'era spazio per poter far sì che ci fossero".
AGNELLI: "Ripeto, il tormentone, come ho detto prima, credo sia stato più vostro che nostro. Due mesi fa gli ho detto: 'Gigi, guarda che mi hanno chiesto questo ed io gli ho risposto così, sì sì va bene'. Erano settimane, mesi, non importa. Ripeto, quello che lo contraddistingue è la realtà, la correttezza e la trasparenza. Quando Gigi deve dire qualcosa lo dice, lo dice e lo dice perchè ci crede veramente, quindi è stato sufficiente quel primo scambio che abbiamo avuto decisamente qualche mese fa. Quindi la risposta è no, non ho mai avuto timore".

Presidente, ha detto che le porte della Juventus saranno sempre aperte per Buffon. Volevo sapere se quando vi siete guardati negli occhi avete anche ipotizzato uno scenario post 2015 o destinato al momento in cui Buffon deciderà di non giocare più. Se le porte della Juventus saranno aperte anche per un futuro dopo calcistisco...
AGNELLI:
"Potrei farvi una risposta seria: oggi Gigi è un giocatore, non solo è un giocatore, è capitano, quindi è perfettamente consapevole che all'interno di una società ognuno ha i suoi ruoli e ognuno ha i suoi compiti. In questa fase lui è un giocatore ed è concetrato a vincere sul campo. Potrei darvi una risposta scherzosa: sì abbiamo ipotizzato un futuro, è soddisfatto della società Juventus e stiamo dialogando  chi e in che modo portare alla Carrarese".
BUFFON: "(ride, ndr)"

Gigi, è vero che ad un certo punto hai riflettuto se rinnovare solo per un anno. E se così qual è il motivo. Volevi misurare di volta in volta i tuoi stimoli? Il rendimento? Al presidente chiedo qual è il suo primo ricordo di Gigi Buffon e com'è cambiato in questi anni...
BUFFON:
"No, il discorso di un anno è stato fatto da parte mia, è stata una proposta, nel senso che poi le proposte vanno condivise e valutate, perchè alla fine volevo in tutto e per tutto rendere la Juve libera da quello che posso essere io, possa rappresentare, nel senso che io credo che un giocatore, soprattutto con la carriera che ho io alle spalle, presente e mi auguro anche futura, giochi fino a quando è in condizione di poter esprimere il proprio valore e i propri livelli. Quindi mi sembrava un discorso coerente nei confronti della società. Chiaro che abbiamo valutato questo tipo di soluzione, però è anche vero che una società come la Juve non è che improvvisa, programma, per cui penso che fosse giusto da parte loro una controproposta di almeno due anni per avere la certezza che almeno nei prossimi due anni non dovranno valutare l'idea di prendere un altro portiere se le mie prestazioni saranno all'altezza della situazione. per cui abbiamo ritenuto giusto trovare questa soluzione biennale".
AGNELLI: "Un ricordo spontaneo, torniamo indietro al 2004-2005, quando la squadra si allenava alla Sisport. Io andavo, venivo, guardavo gli allenamenti, seguivo la squadra e ad un certo punto.... ci sono due spogliatoi alla Sisport, uno a sinistra e uno alla destra, se ricordo bene, uno dei senatori e uno delle reclute...esce Gigi dal mezzo, io stavo passando nel corridoio e dice: 'Oh Andri, mi fa piacere che vieni qua perchè vuol dire che ci tieni veramente a noi'. Questo una decina d'anni fa, non pensavo un giorno di diventare suo presidente, ma è stato un segnale di stima che mi arrivò e che mi ha fatto molto piacere. Questo lascia intendere quanto sia importante - magari sono riflessioni che ho fatto dopo - che comunque la presenza, la vicinanza, l'avere sempre il polso della situazione di ciò che accade,  perchè una squadra vince quando c'è una certa alchimia, nessuno credo abbia la pozione magica, se la avessimo saremmo vincenti tutti gli anni, in tutti gli ambiti. Quel commento lì, è stato un commento che mi è servito dopo per sapermi porre forse in maniera più corretta, assumendo la carica di presidente".

Che effetto ti ha fatto il discorso di introduzione del presidente Gigi? Sono state parole forti, importanti, magari non dedicate ad altri giocatori altrettanto sentiti e forti della Juve (ovvio il riferimento a Del Piero, ndr).
BUFFON:
"Sai, io posso parlare per la mia esperienza e per le emozioni che ho provato in questo momento. L'introduzione che ha fatto il mio presidente parlando del sottoscritto è un qualcosa che terò sicuramente nel mio cuore per tutta la vita e che probabilmente rivedrò e riascolterò volentieri, perchè alla fine nel calcio, un po' come in tutti i settori c'è poco spazio per parole diciamo al miele o realmente sentite. Anche il tono di voce col quale Andrea ha enunciato questo discorso, fosse molto eloquente. Al di là dei concetti, che sono importanti anche quelli, la mia gratificazione sia stata, sia anche ora e penso lo sarà anche fra due anni, totale".
 

Gigi, tu hai già programmato un futuro dopo il 2015? O hai una scadenza per la tua esperienza di calciatore. Poi, nella tua carriera. dove sta oggi questo Buffon? Sta ai primi posti? In media?
BUFFON:
"Per quel che riguarda la mia scadenza vivo alla giornata, nel senso che è giusto non porsi dei limiti, non darsi delle date, è giusto richiedere il massimo da se stessi, dal primo giorno fino all'ultimo, che non so quale sarà. Sicuramente ho la convinzione che adesso, tra un anno e mezzo, ci sarà un Mondiale e tra tre e mezzo ci sarà un'Europeo, ed io credo che a quella tappa io possa arrivare e ci possa arrivare come so, in queste condizioni. Per quel che riguarda il mio valore o la mia posizione attuale, non devo autocelebrarmi e non mi è mai piaciuto, sicuramente ogni volta che io commetto un errore penso che lo scalpore che suscita non l'ho mai visto in nessun altro portiere, perchè se parla due settimane, tre settimane, e poi magari dopo sei partite sbagli un rinvio..non è in un momento positivo. Per cui da lì capisco la stima che c'è in me e la differenza che c'è tra me e gli altri".

Gigi, volevo sapere quanto hanno influito i tifosi nella tua permanenza in questi anni juventini...
BUFFON:
"I tifosi sicuramente hanno avuto un'influenza importantissima, perchè alla fine sapere di essere apprezzato, incitato sempre e comunque, è un qualcosa che realmente non ha prezzo. Però è anche vero che i tifosi li vedi settimanalmente, quotidianamente vieni a Vinovo e tu incontri i tuoi compagni, incontri uno staff tecnico, uno staff dirigenziale. Se il rapporto con loro non fosse un rapporto di grande stima, osiamo dire anche idiliaco, perchè poi alla fine col tempo si è creato realmente questo tipo di situazione, io credo che nessun tipo di rapporto e nessun amore, seppur enorme da parte dei tifosi, poteva far sì che io rimanessi qui per così tanto tempo. Per cui, se è accaduto questo, è perchè da tutte le parti ci sono sempre stati messaggi di grande riconoscenza  e stima per me, come calciatore e come uomo". 

Per Gigi: dove si posiziona invece la Juve attuale? Avete grosse chance di vincere la Champions attuale o di provarci veramente? Al presidente, se ci possono essere in funzione degli infortuni che ci sono stati, dei cambiamenti di programmi anche parziali in questo mercato invernale. Se è possibile che in questi giorni succeda qualcosa in attacco...
BUFFON:
"Per quel che riguarda la squadra non è che ci siamo dati degli obiettivi ben precisi. Sicuramente, la speranza e l'auspicio è di poterci ripetere innanzitutto in Italia e confermare questo tipo di leadership che mancava da parecchi anni, da troppi anni. Questo sarebbe il primo tassello di conferma molto importante. Per quel che riguarda la dimensione europea, io credo che la Juve abbia dimostrato col campo e con i fatti, che è tornata ad essere una Juve competitiva. Come dico sempre, la cosa più importante, quello che conta, è quello, poterci giocare la partita, o un turno di qualificazione alla pari con tutti. Poi il vincere o il non vincere, il dettaglio, la fortuna o la sfortuna, fa la differenza. Ma avere questo tipo di certezza è stata una grande conquista che anche questa mancava da troppo tempo".
AGNELLI: "Il ragionamento è la Juventus programma, non posso che rimettermi alle riflessioni di chi dirige la nostra parte sportiva, dal direttore Marotta, a Fabio Paratici, a Gianni Rossi. I ragionamenti sono sempre aperti, la Juventus e tutte le sue persone sono sempre attente a quello che accade, però tutto accade in un'ottica di programmazione e di questo noi siamo consapevoli. Giova ricordare che al netto di alcuni infortuni che abbiamo avuto in questo momento, abbiamo la miglior difesa, il miglior attacco, abbiamo una squadra che porta a concludere l'azione diversi giocatori, quindi forse non si tratta di trovare quell'elemento che fa la differenza, ma come spesso ricorda anche il nostro allenatore Conte, è la squadra intera e come suona lo spartito.. anche ieri sera in una situazione estremamente rimaneggiata, con una squadra che forse era la prima volta che giocava con quell'undici, lo spartito è stato suonato in maniera assai egregia e forse un risultato più corretto sarebbe stato 3-0. Però, tanto è...". 

Al capitano: se ha ricevuto altre offerte in questi ultimi mesi. E che maglietta ti piacerebbe portare dopo la Juventus...
BUFFON:
"Ho riposto poco fa ad un tuo collega: no, non c'è stato nessun tipo di offerta, anche perchè sarebbero state declinate in partenza, per cui non c'era neanche spazio o margine per una trattativa. Non ho mai pensato che tipo di squadra o che tipo di maglietta possa avere in futuro, perchè sinceramente sono arrivato qua tanti anni fa e col tempo mi spingo a dire che la Juventus e la casacca bianconera, che la cultura e il mondo Juventus, per me è diventato uno stile di vita. E quando un qualcosa ti entra dentro, ti entra nella pelle, come lo fa la Juventus o il cosmo Juventus, fai fatica a vederti con un'altra maglia".

Gigi, come sai domani ricorrono i dieci anni dalla scomparsa dell'Avvocato. Se fossi idealmente qui presente, cosa pensi che ti direbbe?
BUFFON:
"(ride, ndr) Sicuramente non direbbe di retorico o banale, di quello sono estremamente convinto. Come nulla di banale e scontato diceva ogniqualvolta ci incontrava o ci telefonava. Stiamo parlando di un personaggio unico nel suo genere che grazie a lui, grazie anche al fratello Umberto, grazie alla Famiglia Agnelli, ha fatto tutto quello che ha fatto e che tutti conosciamo. Per cui il fatto, anche domani, il fatto di poter presenziare a questo ricordo in questa funzione religiosa per me è una grandissima gratificazione, un grandissimo onore".

Volevo sapere dal presidente se riesce a regalarci una cartolina di Buffon, se c'è un gesto tecnico, una parata che ricorda più delle altre, che l'ha fatta sobbalzare e le ha fatto dire: 'Questo è veramente un fenomeno incredibile'.
AGNELLI
: "Probabilmente il colpo di testa nella finale Mondiale di Zidane, quella è stata la parata, quella che ha regalato la Coppa del Mondo. Dopodichè Gigi mi conosce bene e sa che non sono nostalgico e quindi è la prossima di parata, anche se l'auspicio è che ne faccia il meno possibile".

Volevo sapere da Gigi se dopo l'infortunio alla schiena, durante quel lungo periodo difficile di riabilitazione, hai temuto di non poter tornare il Buffon che tutti conosciamo. E quando invece hai capito che saresti tornato quel Buffon. Poi sta crescendo in Italia una giovanissima generazione di portieri molto bravi: c'è qualcuno tra questi - penso a Perin e a Leali - in cui ti rivedi...
BUFFON
: "Per quel che riguarda il mio infortunio, per la testa è passato qualsiasi tipo di pensiero, anche il peggiore. Potevo anche aver preso nel mio inconscio in considerazione il fatto di poter archiviare la mia carriera. Alla fine non è stato così, perchè sono una persona fortunata e perchè penso anche che ognuno abbia il proprio destino da seguire. Il mio destino probabilmente è quello di continuare a scrivere delle pagine importanti con la Juventus, con la Nazionale e col calcio italiano. Chiaramente ci ho messo anche del mio perchè nessuno mi ha regalato niente. ho avuto una buona determinazione e anzi, devo dire che mi ha fatto anche bene, perchè mi ha dato una convinzione, un'energia, una rabbia che prima probabilmente non avevo in quanto davo tutto per scontato ed acquisito. E invece questi elementi sono determinanti per arrivare a dei grandi traguardi. E se adesso sono tornato quello che sono è probabilmente perchè sono passato in mezzo a quelle difficoltà. Per quello che riguarda la generazione di portieri, sicuramente è molto florida, ce ne sono tanti e sono veramente tutti molto bravi. Fare un nome mi sembrerebbe ingeneroso nei confronti degli altri, sicuramente io ho avuto la fortuna di allenarmi con Leali e magari fra una decina d'anni potrò dire che Leali si allenava con me e l'ho tenuto a battesimo, perchè ha realmente delle potenzialità per poter scrivere anche lui la storia del ruolo da portiere. E' anche vero che quest'anno in Serie A c'è un portiere come Perin che sta facendo delle cose veramente eccezionali. Questo ci fa capire che il movimento dei portieri si è rigenerato, dopo anni di assenza".

Volevo chiedere a Gigi se guardandoti indietro hai un rammarico. E al presidente chiedo un ricordo dell'Avvocato, immaginando che per lei sia stato un orgoglio vincere uno Scudetto, in quanto Agnelli...
BUFFON
: "Non ho nessun tipo di rammarico o rimpianto. Tutte le scelte che ho fatto nella mia vita, sia calcistica che extracalcistica, le ho fatte con molta coerenza e dando valore a certi valori. Per cui, probabilmente, alcune volte mi hanno portato a soffrire o a subire delle sconfitte anche ingenerose e ingiuste, però alla fine credo che ognuno ha ciò che si merita. Se te lo meriti torna tutto come deve essere e come era prima. Adesso devo dire che dopo sei anni - sportivamente parlando - in cui abbiamo un pochino traballato, ci stiamo prendendo delle rivincite che non hanno prezzo".
AGNELLI: "Più che un ricordo mi piace immaginare una scena; penso all'Avvocato e anche al Dottore, mio padre, penso anche a Edoardo e a Giovanni: mi piace pensare che magari siano fieri ed orgogliosi non solo di quello che abbiamo fatto noi in Juventus, ma di quello che sta facendo John con la Fiat, Alessandro Nasi, delle capacità di Lapo. Mi piacerebbe pensare che siano lassù a divertirsi e che siano consapevoli di aver lasciato quello che hanno costruito in delle mani che siano altrettanto capaci di lasciarle a future generazioni, di modo che la storia possa rinnovarsi ancora una volta".

Oggi presidente non mi sembra molto isterico. Vuole replicare a Pulvirenti?
AGNELLI
: "Dopo il ricordo dell'Avvocato? No (ride, ndr)".

Prendere la fascia da Del Piero penso non sia stata una cosa semplice. Come hai vissuto questo passaggio di testimone. E qual è la cosa più grande che possa vincere la Juventus nei prossimi due anni...
BUFFON
: "Sai, prendere...prendere...non è che gliel'ho strappata...diciamo ereditare la fascia dal personaggio che sul campo ha scritto le storie più importanti della Juventus, sicuramente è stata una bella gioia e una grandissima responsabilità. Responsabilità aumentata se pensi alla storia della Juventus, per cui inevitabilmente questo passaggio con Ale è stato un qualcosa di realmente forte per me. Ha voluto dire un qualcosa di straordinariamente importante nella mia crescita e nella mia consacrazione, non calcistica, come uomo spogliatoio. Però tutto di pari passo con la storia della Juventus, nel senso che mai e poi mai avrei pensato un giorno di poter diventare il capitano di una società così gloriosa. Io vorrei vincere tutte le cose che non ho mai vinto da quando gioco. Ho vinto tanto ma sono tanti i trofei che vorrei e spero di alzare...i soliti noti. Per cui cominciamo dalla Coppa dei Campioni. Magari una volta si dovesse riuscire a vincere quella, si aprirerebbe una spirale con tantissimi altri trofei da conseguire di conseguenza. Per cui facciamo un passo alla volta".

Penso che questo nuovo contratto abbia comportato anche un sacrificio economico rispetto a quello precedente. E' solo un gesto d'affetto nei confronti di una società che ami o più in generale è un adattarsi dei campioni al calcio italiano che cambia?
BUFFON
: "Diciamo che visto che sono abituato a non girarci intorno alle cose, quanto tu parli di sacrificio mi metti in imbarazzo, perchè poi il valore dei soldi lo conosciamo tutti e di conseguenza non lo reputo un sacrificio. Secondariamente quando uno decide di prolungare un contratto fa tante riflessioni e valuta tante cose, dà valore a tante altre cose. Allora in un incontro con Andrea, fra il serio e il faceto, si sorrideva perchè lui diceva: al di là dei soldi ci sono tante altre cose intangibili che hanno un valore o che probabilmente non hanno un valore. E in effetti la realtà è quella perchè poi per rimanere nell'immaginario collettivo, un esempio, un punto di riferimento, devi anche saper accettare di rinunciare a un qualcosa, perchè altrimenti sarebbe troppo semplice pensare solo ed esclusivamente all'io sperando che anche gli altri ti apprezzino oppure aprano una conferenza stampa come quella di oggi, come ha fatto Andrea. Per cui credo che nella valutazione generale di un giocatore e della firma di un contratto ci siano tante componenti da valutare".

Oggi salutiamo un grande dirigente come Garrone. Presidente, ha l'impressione che ci sia ancora da divertirsi alla voce di certe frasi di persone che ricoprono anche ruoli importanti nel pianeta calcio, ci sia ormai poco da divertirsi?
AGNELLI
: "Non credo, paragonare quello che è stato un periodo, con quello attuale, o quello che potrebbe essere, è sempre molto difficile. Io credo che cosa leghi la gente che sta nel mondo dello sport tutto, sia alla fine genuinamente la passione, quelli che sono i valori di questo gioco. Ogni momento, ogni epoca ha le sue complessità, si tende sempre a pensare che una volta si stesse meglio. Non è necessariamente così. Quando uno va indietro c'erano diveri problemi, problematiche. Oggi noi siamo consapevoli che  siamo davanti a un fenomeno che sicuramente è diverso da quello che è stato  il sistema dello sport 20-30-40 anni fa, ma tutto è in evoluzione. Quindi cercare di fermare la naturale evoluzione delle dinamiche di sviluppo dello sport, così come le altre industrie, non lo possiamo fare. E nel base al contesto in cui operiamo, di volta in volta, sappiamo che ci dobbiamo confrontare con chi ci troviamo. Non si può scegliere l'avversario, non si può scegliere la qualità dell'avversario, non ci è dato scegliere. Quindi noi operiamo sempre con il duplice fine: quando penso alla Juventus, da una parte quello strettamente sportivo ci è data la dolce condanna di lottare per la vittoria sempre e comunque; da un punto di vista societario, per la dimensione, per la storia e per la tradizione che abbiamo, operiamo affinchè il mondo in cui viviamo possa essere sviluppato  nella maniera che noi reputiamo più opportuna". 

Hai detto di voler arrivare all'Europeo, fra tre anni e mezzo. E' perchè ti brucia quell'Europeo in cui avresti potuto eguagliare Dino Zoff, finora unico giocatore a vincere Europeo e Mondiale?
BUFFON:
"No, non è assolutamente per quello, è perchè mi ritengo una persona sobria e molto realista. Sulle basi di queste due valutazioni so fino a dove posso spingermi. Io non è che avessi mai messo dei limiti o dato dei tempi o delle date. Qualche data l'avevate data voi, tipo che dopo il Mondiale non ci sarei più stato. Magari sarà anche così, però non è che ho intenzione di sparire, credo che questo tipo di magie non sono abituato e non sono buono a farle. Credo che fino a quando uno merita è giusto che ci sia. Quando non merita, a me non c'è neanche bisogno di dirlo, lo saprò da solo". 

Pensavi di superare quelle due crisette che hanno minacciato il tuo rapporto con la Juventus?
BUFFON:
"Crisette di rapporti? Sai le crisi ci sono in tutte le famiglie. Io credo anche che nel momento in cui c'è un rapporto schietto e non c'è sempre e comunque la falsa piaggeria, credo sia anche giusto un confronto o uno scontro, ci possano essere delle prese di posizione nette ed inequivocabili. Ma fra persone intelligenti, che sanno mettere da parte d'orgoglio, credo sia giusto anche dare una valutazione reale di una persona, anche se non si è d'accordo con quello che dice. E' così è stato. E se oggi siamo qua e oggi c'è il rapporto e l'unione che contraddistingue questa Juventus, probabilmente è anche grazie a certi momenti che abbiamo superato insieme, pur non essendo convinti della stessa cosa".  

Hai la percezione di essere un simbolo del calcio italiano? Un uomo trasversale...
BUFFON:
"Sai, questo non è che possa dirlo io o venire qua ad incensarmi: queste sono valutazioni che fate voi, in base anche alle sensazioni che avete girando per strada, o sentendo la gente dello sport o del calcio. io ad oggi mi ritengo e sono orgoglioso di portare e di indossare la maglia della Juventus e della Nazionale. Per me è un qualcosa di realmente prezioso, un qualcosa che ha un valore inestimabile, un qualcosa che potrò raccontare magari anche ai miei figli e ai miei nipoti. Questo è un patrimonio che va rispettato, un patrimonio che va curato e che possibilmente va fatto durare il più a lungo possibile, avendo sempre rispetto sempre della propria carriera, di chi sei stato e di chi sei".

Quali persone porti nel cuore? L'allenatore, il compagno...
BUFFON:
"Qua si entra nel personale, perchè poi sono scelte che possono sembrare ingenerose per chi non viene menzionato. Nel cuore porto il Dottor Umberto perché più di tutti mi ha voluto alla Juve. Ma anche Marcello Lippi perché è stato uno dei fautori del mio sbarco alla Juve. Ovviamente tantissimi compagni ma non posso menzionarne uno, perchè ho avuto l'opportunità e l'onore di vivere come un tarlo nella storia della Juve e dello spogliatoio. E lo spogliatoio sarà l’unica cosa che mi mancherà tanto quando smetterò di giocare".

Alessandro Del Piero l'hai sentito prima di questa conferenza? Quanto pensi che a Del Piero possa essere mancato un momento gratificante come questo?
BUFFON:
"Sì, Ale l'ho sentito, mi ha mandato un messaggio in maniera molto carina ieri sera, quando ha saputo della notizia e oggi gli risponderò, perchè alla fine è stato molto educato e si è rivelato una persona con dei sentimenti veri nei miei confronti. Per quello che riguarda la sua passata situazione, non ti posso dire nulla, perchè non conosco quelle che sono state le dinamiche, quelli che sono i rapporti. Posso parlare e parlo in prima persona di quello che mi riguarda. Non posso espormi per quanto riguarda gli altri".


Hai giocato in ogni parte del mondo. Quanto ti mancherà il fatto di non giocare il Mondiale in Qatar nel 2022?
BUFFON:
"Il fatto che tu abbia detto che io sia escluso quella lista, già mi offende (ride, ndr). Però... devo prendere atto che probabilmente non ci sarò, questo è vero. Ma ugualmente non mi cambierà nulla, nel senso che ho avuto e ho ancora oggi tantissime emozioni che il calcio mi ha regalato. Mi sono battuto in ogni tipo di campo, in ogni competizione, in ogni Continente. Basta. Uno non è immortale, uno dev'essere fiero e orgoglioso e non avere rimpianti. Avere la piena coscienza di dire, ho fatto il massimo,  ho dato tutto. Poi alcune volte ho vinto, perchè ho vinto, e alcune volte ho perso. Ma c'è spazio anche per gli altri. Il Mondiale in Qatar è un qualcosa di anomalo, ma lo sono stati anche i Mondiali in Giappone e Corea nel 2002 o in Sudafrica nel 2010. Il mondo ormai va verso la globalizzazione totale e di conseguenza il calcio. Per cui è anche bello che si sperimentino queste nuove opportunità e queste opportunità vengano date anche a Nazioni per farsi conoscere e che di base hanno delle potenzialità molto forti come il Qatar".

Io mi ricordo che quando sei venuto alla Juve, l'alternativa era il Barcellona: non è che ci pensi adesso? Saresti lì con Messi, avresti giocato con Ronaldinho, avresti vinto tre Coppe dei Campioni, tre Intercontinentali, magari anche il Pallone d'Oro...
BUFFON:
"Mah...sai che un po' di stima nei confronti del mio intelletto ce l'ho, per cui è chiaro che certe valutazioni ogni tanto le fai col senno di poi. La domanda ogni tanto me la sono fatta, la vera risposta è stata: è vero, il Barcellona ha cominciato ad essere quello che è nel 2006. Io sarei andato lì nel 2001. Sai, cinque anni senza vincere diventavano tanti, chissà come sarebbe andata a finire la mia storia. Vedendo come è andata con la Juventus, come si sta svolgendo la mia carriera, non ho nessun rimpianto".

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