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Come avrà preso Openda la scelta di Spalletti di farlo entrare dopo Holm?

di Andrea Losapio

Nella sfida contro l'Atalanta, Lois Openda è entrato sorprendentemente come ultimo cambio. Prima di lui erano entrati Koopmeiners, messo a centrocampo, ma anche Emil Holm, appena arrivato dal Bologna e che certamente non ha le sembianze di un centravanti. Quelle le ha prese McKennie con il risultato di prendere un gol subito e chiudere la partita. Anche sfortuna, va detto, perché quella di ieri è sembrata una macchina quasi perfetta, alle prese con l'assenza di un numero nove che la butti dentro in maniera sporca.

Che è un po' quello che si contesta sia a David che allo stesso Openda. Se il canadese però ha avuto qualche cartuccia in più da giocarsi, anche dal punto di vista dei minuti, il belga è sempre rimasto un po' ai margini. Qualche volta utilizzato dal primo minuto, quasi sempre a gara in corso e senza convincere più di tanto. Non sarebbe una buona scelta se dovesse diventare come un Joao Mario qualsiasi, ceduto al Bologna per disperazione e per prendere, appunto, Holm.

Openda è un capitale da 45 milioni e sarebbe bello capire come abbia preso la scelta di Spalletti di farlo entrare a pochi minuti dalla fine, a risultato compromesso. Forse non avere preso il numero nove per lui sarà un toccasana, ma acquistare Boga non è poi così diverso.


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