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Cambiaso, si accende il dibattito

di Massimo Pavan

Cambiaso, l’autogol di Cambiaso accende il dibattito

La partita contro il Parma è stata nel complesso ben giocata dalla Juventus, con una gestione solida del match e pochi momenti di difficoltà. L’unica vera fase di trepidazione è arrivata in occasione dell’autogol di Andrea Cambiaso, episodio che ha riacceso le discussioni sul suo ruolo e sulla sua evoluzione.

Proprio la gestione di Andrea Cambiaso rappresenta oggi l’unico aspetto leggermente negativo nel lavoro di Luciano Spalletti. Parliamo di un calciatore che, solo un anno fa, era considerato uno dei migliori interpreti italiani nel suo ruolo, seguito con attenzione anche dal Manchester City e inserito da molti tra i migliori cinque giocatori del campionato.

Da quel momento, però, le prestazioni di Cambiaso hanno subito un progressivo calo. Sono arrivati errori pesanti, come quelli contro Lecce e Fiorentina, fino all’episodio di questa stagione proprio contro il Lecce, che ha portato al gol del vantaggio salentino. Errori che non cancellano il valore del giocatore, ma che ne rallentano la definitiva consacrazione.

Andrea Cambiaso resta un calciatore di grande potenziale, con mezzi tecnici e fisici che possono essere superiori a quelli di molti suoi colleghi di reparto. In alcuni aspetti, le sue qualità sembrano addirittura superiori a quelle di Marko, Mago e sicuramente a quelle di Lorenzo. Il problema, però, è legato alla continuità e al livello di attenzione.

Il salto di qualità passa soprattutto dalla maturità nelle scelte: a volte la giocata giusta è quella semplice, quella che ti permette di non sbagliare. Serve saper rompere la partita, ma anche capire quando è il momento di rallentare ed evitare rischi inutili. Con un risultato ampio, come sul 3-0 o 4-0, il rischio può essere accettato; quando invece la gara è in bilico, è fondamentale restare nella propria comfort zone.

Se Cambiaso fosse considerato un giocatore di medio valore, probabilmente non saremmo qui ad analizzarne ogni errore. Ma proprio perché sappiamo quanto può dare, è naturale aspettarsi di più. La sensazione è che tutto dipenda dalla sua convinzione: crederci, alzare l’attenzione e migliorare le performance per tornare a essere il giocatore dominante ammirato la scorsa stagione.


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