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Buttare via un mese si dimostrerà una scelta miope?

di Andrea Losapio

Il ritorno di Dusan Vlahovic in gruppo, negli allenamenti, è la notizia che Luciano Spalletti si aspettava oramai da un mese. Febbraio, dalla serata contro il Parma che ha sancito l'intenzione di non prendere un attaccante - dopo che in tutta la giornata si era parlato di Icardi e non solo giornalisticamente, ma anche con conference call tra i protagonisti - all'eliminazione contro il Galatasaray è stato, di fatto, un lunghissimo supplizio. È passato veloce, con tre partite ogni settimana, ma le zero vittorie (a parte l'inutile con i turchi) potrebbero pesare come un macigno sul prosieguo della stagione.

Ed è il motivo per cui si può registrare un allontanamento con la proprietà. Perché è evidente che la questione attaccante ha tenuto banco per troppo tempo, sia in estate che in inverno. Da Kolo Muani a Kolo Muani, prendendo Openda per 45 milioni di euro - 3 prestito, 42 obbligo a certe condizioni oramai già quasi determinate - e non riuscendo a chiudere né Mateta né Icardi... Né altri profili che potevano essere appetibili.

Alla fine perdere un mese può essere una scelta miope. Bisognerà capire se il ritorno del serbo, quantomai capitale visto che David e Openda hanno polveri bagnate, può essere la panacea di tutti i mali. 


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