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ADESSO VEDIAMO QUESTO PIANO AMBIZIOSO...

di Thomas Bertacchini

Dalla "Gazzetta Sportiva" del 12 giugno sino ad arrivare a quella della data odierna sono trascorsi otto giorni: in questo arco di tempo per ben sette volte la prima pagina del quotidiano rosa è stata dedicata (quasi) interamente all’Inter.
Non che sussistessero dubbi sull’interesse del giornale in questione per le vicende nerazzurre, però passare dal famoso detto "tre indizi fanno una prova" ad un filotto simile ce ne passa.

L’inizio venne riservato a Wesley Sneijder, innamorato dell’Inter ma in attesa di sapere dal buon Dio se il suo futuro professionale sarà ancora a Milano oppure in un’altra città del continente europeo.
L’anticipazione di un’intervista in esclusiva a Gianluigi Buffon, ormai prossimo a sposarsi con Alena Seredova dopo aver confermato la solidità del legame che lo unisce alla Vecchia Signora, anticipò la "bomba" di martedì 14 giugno: nel corso del week end precedente Massimo Moratti aveva contattato telefonicamente Marcelo Bielsa, ex commissario tecnico di Argentina e Cile.

E perché mai avrebbe dovuto farlo? Bastava attendere un giorno per saperlo con assoluta certezza: Leonardo ha deciso di lasciare la panchina dei nerazzurri, attratto dall’offerta lavorativa del nuovo proprietario del Paris Saint Germain, lo sceicco Tamim Al Thani, con buona pace dei tifosi milanesi di entrambe le sponde del Naviglio.

Da quel momento in poi ha avuto inizio il "casting" di Moratti per la panchina dell’Inter: abbandonata immediatamente la pista Bielsa, quella più affascinante sembrava portare a Villas Boas. La clausola rescissoria che blinda il tecnico al Porto ammonta a 15 milioni di euro: pagare per credere, e per farlo arrivare a Milano. Le parole pronunciate oggi da Branca chiudono - di fatto - ogni scorciatoia per arrivare al nuovo oggetto del desiderio. Sono passati, ormai, i tempi in cui la società nerazzurra erogava a Benitez una cifra pari a 5,3 milioni di euro netti per meno di duecento giorni di lavoro (tra stipendio, premi e buonuscita). Almeno, questo è quello che si aspettano di vedere gli amanti del fair play finanziario.

Detto di Buffon, la settimana bianconera che si sta per concludere era cominciata con una dichiarazione d’amore (un’altra) di Melo alla Vecchia Signora, condita - però - di qualche dubbio in merito alla sua permanenza sotto la Mole: "Io voglio restare, amo la Juve, voglio vincere con questa maglia… Diciamo che la Juve non mi sta rispettando. O meglio, ho questa impressione… Perché vedo il mio nome inserito in ogni trattativa e non sento smentite da parte della società".

Il Real Madrid improvvisamente vira le proprie attenzioni sul giovane talento brasiliano Neymar, mollando la presa sull’argentino Aguero e riaprendo i discorsi per un futuro del calciatore lontano dalla capitale spagnola. Madama intanto blocca Lichtsteiner, corteggia Vucinic, presenta Pazienza e pubblicizza il suo nuovo stadio alla stazione Centrale di Milano con un enorme manifesto dove campeggia l’immagine di Milos Krasic.

La Commissione Disciplinare della Federcalcio decide per la radiazione di Luciano Moggi, Antonio Giraudo e Innocenzo Mazzini e la loro preclusione da qualsiasi incarico nel mondo del pallone, ora finalmente pulito e onesto sino a prova contraria. Quella che potrebbe arrivare dal processo penale in corso a Napoli, dove dall’aula 216 del Tribunale nel prossimo mese di settembre (se non si dovesse ripartire nuovamente da capo) dovrebbe arrivare l’annunciata sentenza.

E così, mentre Abete "auspica" che venga fornita una risposta alla revoca richiesta dalla Juventus dello scudetto assegnato a tavolino all’Inter entro il prossimo 30 giugno, nella giornata di giovedì prossimo si terrà l’ormai celebre Cda straordinario di Madama, dove verrà definito il piano industriale del club con annesso aumento di capitale.

Lo scorso 7 maggio, in occasione della partenza della "Fight for pink" (la pedalata vip che precede il Giro d’Italia), John Elkann parlò di un piano ambizioso per la Juventus del futuro che sarebbe stato presentato a fine giugno. "Sosterremo questo piano, se ce n’è bisogno", disse in quell’occasione.
Dalle parole ai fatti: sì, ce ne sarà sicuramente bisogno, anche perché senza Europa e con una squadra attesa da un’altra ricostruzione partendo dalle sue fondamenta, per attirare i campioni promessi serviranno motivazioni importanti che vadano oltre le semplici parole.
Al netto di tutte le considerazioni che accompagneranno i momenti successivi a quella giornata, ciò che conterà maggiormente sarà l’effettivo arrivo di veri fuoriclasse alla corte della Vecchia Signora.
In caso contrario, aumento o non aumento, si tratterebbe di un nuovo fallimento. Stavolta (ancor più) annunciato.

Per una serie A che accoglierà il ritorno del Novara dopo un’attesa di 55 anni, c’è una serie B che saluta Emiliano Mondonico: messo in salvo l’AlbinoLeffe dalla retrocessione in Lega Pro Prima Divisione, adesso l’allenatore originario di Rivolta d’Adda dovrà affrontare una battaglia ancora più importante, quella per la sua sopravvivenza.
In poche parole: in bocca al lupo, mister.
 


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