Tomaselli a RBN: "Le prestazioni di David sono state troppo brutte per essere vere"
Nel giorno del 26esimo compleanno di Jonathan David, l'emblema della rinascita sotto la cura Luciano Spalletti, viene naturale pensare a cosa può voler dire per un attaccante la concorrenza. Un difensore aspetta il suo momento e quando questo arriva, può solo sperare che l'epilogo porti a zero i gol subiti. Un centrocampista se subentra, deve aiutare come meglio può la squadra a mantenere il risultato già all'attivo oppure sfondare il muro avversario per migliorare la situazione. Ma un attaccante? Quando entra a un manciata di minuti dal triplice fischio dell'arbitro, ha il tempo materiale per riuscire ad incidere e magari segnare? Da quando il canadese è arrivato a Torino, c'era un'idea fissa: lui giocherà titolare, per buona pace di Dusan Vlahovic. Poi le gerarchie sono state invertite e lo stesso ex Lione si è trovato in panchina, laddove il compagno in scadenza di contratto aveva cominciato la stagione.
I minuti passati in campo erano sempre meno e quando si presentavano erano solo un ammasso di imperfezioni al limite dell'inadeguatezza, finchè lo stop di più mesi di DV9, non ha obbligato Spalletti a dargli fiducia, perchè solo così poteva essere recuperato. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, anche se non si può ancora definire come il miglior acquisto dell'estate passata. Ne abbiamo parlato con Paolo Tomaselli del Corriere della Sera durante RBN Cafè su Radiobianconera. "I campioni non temono la concorrenza, un altro che teme la concorrenza e fa meglio quando è da solo è Moise Kean. Lui è un ottimo giocatore, ma i campioni sono altri, sono quelli che la concorrenza la vogliono per essere spinti a dare di più. Ci può anche stare la collaborazione con un altro attaccante e lì sta agli allenatori lavorarci. David era troppo brutto per essere vero, le sue prestazioni erano troppo brutte. Cambiare calcio poi non è facile, non c'è nessuno che ti dica che il calcio italiano è subito semplice da interpretare, soprattutto per gli attaccanti: l'attenzione difensiva anche delle medio piccole, non c'è all'estero".
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