Nino Ori a RBN: "Qualificazione persa in Turchia. A Roma vincerà chi sarà più lucido e vi racconto che.."
La partita di ieri sera contro il Galatasaray sarà ricordata non solo per l'impresa sfiorata e non perchè la Juventus avrebbe incontrato una squadra granitica e blasonata, ma perchè rimontare il 5-2 dell'andata era per tutti quasi impossibile. La partita di ieri sarà ricordata perchè ha segnato un nuovo inizio nel rapporto tra la squadra e il pubblico. I tifosi bianconeri ci credevano, lo hanno dimostrato riempiendo gli spalti, incitando il gruppo fino all'ultimo minuto dei tempi supplementari e applaudendolo a scena aperta una volta concluso il match. E' da qui che si dovrà ripartire, cercando di mettersi alle spalle la sconfitta con l'Inter, quella col Como e quella in Turchia, nella speranza che a partire da domenica sera, non ci sia spazio per altri insuccessi. La trasferta a Roma contro una squadra in salute e macina gol, capita nel momento peggiore della stagione tra stanchezza e risultati a sfavore, ma l'iniezione di fiducia ricevuta, appunto, ieri sera, deve far da traino ed evitare il tracollo. Ne abbiamo parlato questa mattina insieme a Nino Ori, su Radiobianconera, durante la trasmissione RBN Cafè. "Ieri a caldo mi veniva solo da dire grazie a giocatori e allenatore, io ero il primo a non crederci, ma ripeto come ho già detto: la qualificazione l’abbiamo persa in Turchia. Ci sono stati gravi errori commessi come sempre in attacco, però eravamo senza Di Gregorio, Cambiaso e Cabal ecco perchè alla fine gli errori difensivi sono stati meno. Abbiamo subito un altro torto, è il terzo rosso nelle ultime quattro partite, nell’ultima invece che abbiamo chiuso in dieci, con il Como, viene ammonito Locatelli che salterà quindi la Roma.
Ciò che possiamo e dobbiamo portarci dietro da questa partita è lo spirito di sacrificio messo in campo, perchè in trasferte come quella di Roma, è l’aspetto psicologico a fare la partita. Chi sarà più lucido raggiungerà l’obiettivo e in ogni caso anche loro hanno diverse assenze, quindi dobbiamo crederci. E ora vi racconto una storia..."
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