Marchese a RBN: "Sicuri sia Mateta il nome giusto? Non mancano gli attaccanti, manca la qualità"
Il tonfo di Cagliari ha tirato fuori vecchi pensieri, momentaneamente sopiti complici una serie discretamente lunga di risultati positivi. La Juventus non ha un attaccante con la A maiuscola, urlano i tifosi. La Juventus non ha nessuno che la sappia buttare dentro, urlando altri. Ecco che gli otto gol segnati nelle due partite prima della sciagurata trasferta in Sardegna, vengono dimenticati all'urlo di: la dirigenza ha sbagliato tutto in estate. Se una settimana fa a tener banco in questo tiepido mercato di gennaio 2026, erano nomi come Mingueza per la fascia e Chiesa per dare fiato a Yildiz, ora l'oggetto del desiderio risiede in un solo nome: Mateta. E' lui che secondo gli esperti di mercato può riuscire nell'impresa di risollevare il reparto avanzato bianconero, è lui il giocatore scelto da Spalletti per il futuro, perchè Openda e David, l'ex ct azzurro, non li ha voluti direttamente. Ne abbiamo parlato questa mattina insieme a Domenico Marchese di La Repubblica, durante RBN Cafè: "Non penso sia tutta colpa della partita di Cagliari. La questione Vlahovic non è stata risolta, David non è l'attaccante che può finalizzare al meglio il gioco della Juve, come non lo è Openda. Mateta? Benissimo, ma siamo sicuri sia quello giusto per i prossimi 3-4 anni? Non mancano gli attaccanti, ma mancano quelli di qualità che ti fanno fare il salto e la differenza. Modric giocherà un anno solo al Milan, ma ha cambiato volto alla squadra, come avevano fatto Higuain e Khedira.
Comincio ad avere qualche dubbio su Comolli: forse è difficile rendersi conto che più la Juve cerca l'attaccante, più capiamo il fallimento dell'ad bianconero. Si sta cercando di mettere delle toppe, senza ricordarsi che la Juventus deve essere vestita al meglio. La partita col Benfica? La Juve non dal 1993 contro i portoghesi".
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