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LEONI PER...AGNELLI – Da Allegri a Locatelli passando per la scommessa Kaio Jorge. La Juventus con Ronaldo, Dybala e cinque campioni d'Europa criticata da qualche “tifoso” e che già spaventa tutti

di Redazione TuttoJuve
Fonte: di Enzo Marangio

Con il permesso di tanti operatori di mercato mancati, e che a tempo perso, dalla spiaggia, decidono di elargire preziosi consigli prima di tornare ai rispettivi lavori o corsi di studio, la Juventus va avanti per la sua strada dimostrando, a differenza di quello che in tanti non sono riusciti a vedere, una grande programmazione: precisa, chiara, paziente, consapevole.

In principio, la scelta dell'allenatore, ovviamente anche questa contestata dai tuttologi, travestiti da tifosi, che operano sui social. Il ritorno di Allegri sulla panchina della Juventus sta già fornendo le prime chiare indicazioni: basta con la storia della difesa alta, delle energie spese a cercare di recuperare subito palla per poi farsi trovare scoperti e vulnerabili dietro, e basta con la serie infinita di passaggi e passaggini come se ad ogni tot numero di passaggi ti dessero un bonus punti in più. La nuova, vecchia, Juventus si sta già dimostrando nuovamente pragmatica: difesa bassa ma solida, a sfruttare le grandi capacità in marcatura dei vari Chiellini, De Ligt, Bonucci e chiunque dovesse arrivare se si presentasse una ghiotta opportunità last minute. Si sfiancherà l'avversario chiudendogli ogni spazio, snervandone ogni velleità per poi ripartire veloci, organizzati, senza fronzoli, senza mille passaggi, se ne dovesse bastare uno per guadagnare metri in avanti, se ne farà soltanto uno. Senza narcisismi, tanta praticità, al centro del gioco le qualità dei giocatori e non le idee forzate di un allenatore. E cosi, in difesa torneranno a spiccare le capacità di marcatura dei difensori, nella seconda e terza linea, la qualità in proposizione del gioco offensivo e la capacità di ripiegare insieme alla squadra in un lavoro di sacrificio di squadra che non porti ad uno sperpero inutile e narcisistico delle energie. E pazienza se a qualcuno non piacerà, la Juventus vuole tornare a vincere non a piacere ad ogni costo. La bellezza può essere anche nella praticità e nella voglia del risultato sopra ogni cosa.

Ristabilito lo spartito con l'allenatore, bisogna inquadrare i protagonisti del disegno tattico di Allegri. E qui, a differenza di quello che pensano tanti tifosi con idee da Football Manager o Fantacalcio, o semplicemente invidiosi della capacità del mammasantissima del Psg di acquistare sogni senza limiti di spesa, la Juve aveva soltanto poche, chiare, cose da fare: mantenere i suoi campioni, sacrificare il sacrificabile, assicurare futuribilità e, all'occorrenza, qualche ritocco. Donnarumma era un'occasione di mercato, ma solo se fosse partito Szczęsny; Chiellini era da rinnovare almeno per un anno, magari due, propedeutico alla volontà di Allegri di ristabilire la capacità di sofferenza e tenuta dietro, anche facendo preghiera e lotta con l'usura del muscoli del capitano della Nazionale campione d'Europa. Bonucci e De Ligt punti fermi. Demiral era uno dei sacrificabili, soprattutto davanti alla sua insistente, e potenzialmente dannosa, volontà di giocare da titolare. A centrocampo ne serviva uno, magari due in caso di partenza di Ramsey. Quell' “uno” aveva nome e cognome scritto nel libro dei desideri da Massimiliano Allegri, e il nome era Locatelli. C'è voluto tempo per convincere il Sassuolo a cederlo a 35 invece che 40 facendosi pagare dal 2023? Pazienza. Se la Juve mette le mani in tasca, non ci trova i soldi degli sceicchi e quindi bisogna lavorare sulla formula del più classico dei “pagherò” che nel caso della Juventus costituisce una garanzia. La Juve non è l'Inter, ad esempio. E lo racconta la storia recentissima...

L'altro centrocampista ha un nome, un cognome e un passato già in bianconero: Miralem Pjanic. Il bosniaco vuole la Juventus al punto da dimezzarsi lo stipendio rinunciando ai soldi che da contratto gli darebbe il Barcellona se Mire restasse in catalugna a scaldare gli spalti del Camp Nou. Ma non entra lui se non esce Ramsey. E il gallese non solo non ha offerte, non ha neanche intenzione di lasciare il suo remuneratissimo posto in bianconero. E la colpa non è tanto sua quanto di chi ha scommesso (perdendo) su di lui. In attacco serviva una quarta punta, magari una scommessa, uno su cui lavorare per il presente e soprattutto per il futuro, magari da pagare a buon mercato: l'identikit era quello di Kaio Jorge, studiato, inseguito, agganciato e portato a casa prima di Benfica e Milan. A fari spenti. Un acquisto che ha fatto poco clamore ma di cui parleremo a lungo....

I capitoli Dybala e Ronaldo sono quelli che hanno diviso di più (inconcepibilmente) la tifoseria stessa bianconera ma sono anche i più semplici da spiegare e capire.

Dybala ha 27 anni, è nel pieno della maturità. Giocatore di tecnica sopraffina che non ha avuto negli ultimi due anni costanza di rendimento né di condizione fisica, ma è una seconda punta (che spesso ha giocato molto lontano dalla porta) che ha collezionato 100 gol in bianconero. La Juventus gli propone un contratto che lo porterà a scadenza alla soglia dei 32 anni. Chiaro che la Joya voglia monetizzare il più possibile ora, perché non essendo Messi, dopo non potrà chiedere molto di più. La Juventus, dal canto suo, proprio memore dell'errore commesso (ad esempio) con Ramsey, non può chiudersi in un'altra prigione dorata, deve mettere in piedi un ingaggio sostenibile che diventa premiante a seconda dei risultati stessi che possa portare il giocatore. Tradotto: ti assicuro una base importante e ti valorizzo se tu valorizzi me. È chiaro che ci voglia tempo per mettere in piedi un SI che non è, fidatevi, in discussione. Ma bisogna comprendere entrambe le parti, sempre perché non si tratta né di Football Manager né di Fantacalcio.

Ronaldo ha 36 anni. Tre anni fa, tra lo stupore di tutti e l'invidia di tanti, decise di diventare un giocatore della Juventus. Ronaldo, il più forte giocatore al mondo, cinque volte pallone d'oro e quattro volte scarpa d'oro; e, particolare non trascurabile, 300 milioni di Followers su Instagram. Praticamente un'azienda nell'azienda calcio. Se ha scelto la Juventus è perché sapeva di poter crescere ancora e far crescere, unendo la sua storia a quella di uno dei club più blasonati al mondo. Da quando ha messo piede a Torino era chiaro che la durata della sua permanenza l'avrebbe scelta lui. Da Ronaldo chi si aspetta dichiarazioni d'amore resterà sempre deluso, lui va avanti per la sua strada, portando il suo contributo. Se preferite finti baci alle maglie e populistiche dichiarazioni d'amore, resterete delusi; se vi aspettate un contributo in gol, beh, in 3 anni ne sono arrivati 101. Il suo agente Mendes sonda il mercato per l'ultima parte di carriera di Cr7? E dov'è la notizia? Lo dico soprattutto ai tanti colleghi che non vedono l'ora Ronaldo vada via per dire: “ha fallito con la Juventus”. Eppure chiudete gli occhi, e pensate a chi non vince da oltre trent'anni o chi per vincere è quasi fallito svendendo i propri campioni o chi non riesce neanche a sognarlo il Ronaldo di turno. Se alla Juventus Cr7 ha fallito, o la Juventus ha fallito con Cr7, allora, cari tifosi bianconeri, auguratevi tanti altri anni di fallimenti....

Io sinceramente penso al non-mercato delle altre, o alle cessioni clamorose rimpiazzate con toppe colorate male e sorrido pensando, invece, alla tranquillità, pazienza e programmazione che anche in questa, storicamente complicata, finestra di mercato sta mostrando la Juventus.

Ecco perché non comprendo lo scetticismo di tanti tifosi bianconeri che dovrebbero essere entusiasti, capisco invece molto bene la paura di tanti che cercano di mettere sulle spalle della Juventus l'obbligo di vincere “per forza” lo scudetto. Poveri, non hanno ancora capito che le responsabilità, per un club e una squadra come la Juventus, sono benzina nelle gambe....

Vincenzo Marangio – Radio Bianconera

Twitter - @enzomarangio


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