Tornano Meret e Lobotka, ma Conte perde altri pilastri
Tornano Meret e Lobotka, ma Conte perde altri pilastri
Rispetto all’andata mancano tanti big: fiducia agli uomini reduci da Copenaghen, ma l’infermeria continua a pesare
Cosa può cambiare in 50 giorni? Tutto. O quasi. In casa Napoli l’emergenza è ormai una costante e il tempo sembra scorrere più veloce della disponibilità dei giocatori. Chi oggi è arruolabile, domani rischia di finire ai box. Una situazione che Antonio Conte conosce bene e che continua a complicare il cammino degli azzurri.
Se da un lato arriva una buona notizia – Romelu Lukaku è pronto all’esordio stagionale – dall’altro c’è l’ennesimo stop. Questa volta tocca a Vanja Milinkovic-Savic, fermato da un risentimento muscolare. Il portiere è partito comunque con la squadra per Torino e verrà valutato nelle prossime ore, ma le possibilità di vederlo in campo restano minime.
A rassicurare Conte ci pensa però il ritorno di Alex Meret, finalmente recuperato. Il numero uno del Napoli, protagonista nei due scudetti dell’era De Laurentiis, non gioca dal 28 settembre (Milan-Napoli) a causa di una frattura al metatarso e di un successivo trauma alla spalla sinistra. Una stagione travagliata, ma ora il rientro è realtà.
Conte alle corde, ma non molla: lo Stadium come banco di prova
Antonio Conte torna a Torino, nella sua città e nel suo stadio. L’immagine è quella di un pugile alle corde: acciaccato, ma ancora in piedi. Nelle difficoltà, però, il tecnico salentino sa esaltarsi. È il suo habitat naturale. Dopo il pesante passo falso in Champions League a Copenaghen, il morale non è dei migliori, ma non è tempo di alibi.
All’andata, il 7 dicembre al Maradona, Conte aveva stravinto il confronto tattico. Questa volta servirà qualcosa di più di una semplice partita perfetta: servirà un’impresa. La lista degli indisponibili è lunga, e l’organico è ridotto all’osso. Ma l’orgoglio e la fame non possono mancare.
Pilastri fuori, ma non tutto è perduto
Rispetto alla gara d’andata, il Napoli ha perso pezzi importanti come Rrahmani, Politano e Neres. Recupera però Lobotka, che allora aveva lasciato il posto a Elmas, mentre Noa Lang non sarà della partita dopo il trasferimento al Galatasaray.
La classifica, intanto, racconta un’altra storia: a dicembre il Napoli era primo, oggi è terzo. La pressione ora arriva da dietro e non più dall’alto. È vero, in bacheca è arrivata un’altra Supercoppa, ma per Conte non basta. Il piazzamento Champions resta fondamentale per la crescita del progetto e per non perdere contatto con il treno scudetto. Lo riporta Gazzetta.