Qui Como - Fabregas: "Gli obiettivi del Como? Io credo nel lavoro. Costruire è importante per vincere"
Nel corso di una lunga intervista concessa a "DAZN", Cesc Fabregas, allenatore del Como, prossimo avversario della Juventus in campionato, parla degli obiettivi della sua squadra: "Non abbiamo mai parlato di vincere lo Scudetto o la Champions, non c'è spazio per farlo. Credo nel lavoro, nell'avere un'idea… Se riesci a trovare lo stimolo di crescere tutto può essere possibile. Abbiamo perso 4-0 contro l'Inter, ma non dobbiamo pensare di cambiare tutto, anzi. Serve migliorare, che è diverso. Sogno di lasciare un'eredità che chi arriva dopo può continuare con la strada iniziata.
La mia filosofia di calcio? Quando uno mi lascia uno spazio, uno lo deve occupare. Pep era un grandissimo fan dei possessi con tanta superiorità, sempre per trovare un uomo libero. Il più centrocampista era un jolly, poi c'è l'intelligenza del giocatore. Luis Enrique con il PSG non ha modulo… Ci vuole tempo per lavorare, bisogna fare domande, spiegare il perché delle cose, sennò uno non capisce niente. Se lo rendi partecipe invece ti entra dentro. Qua il calcio si deve sentire, si deve avere nel sangue, ma è molto difficile. Bisogna convincere il calciatore che questa è la strada, dopo che lo hai convinto crei il lavoro. Il mio primo allenamento in Serie B è stato un torello più grande con più porticine in superiorità e quando si perdeva la palla, tutti come animali a recuperarla. Devo convincerli, sennò faranno ciò che vogliono.
Mettere a confronto giochisti e risultatisti? Non sono nessuno per farlo. La parola che uso di più è vincere, sennò non avrei fatto questa strada nel calcio. È vero però che costruire per vincere in questo modo nel futuro è importante. Il risultato è fondamentale, il percorso è molto importante, il come farlo è lo stesso. Mi sembra ridicolo a volte quello che si è creato tra risultatisti e giochisti perché è ovvio che voglio vincere, ma pure costruire una cosa bella".