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Vlahovic, una lesione che lo mette spalle al muro

di Fabrizio Ponciroli

Era pronto a riprendersi il suo posto al centro dell’attacco della Juventus e, contestualmente, dimostrare che puntare su di lui anche per il futuro era cosa buona e giusta. Invece, ha rimediato l’ennesimo stop di una stagione decisamente sfortunata. La lesione di basso grado al soleo lo costringerà a restare a guardare almeno per tre settimane. In condizioni “normali”, sarebbe una pausa forzata accettabile ma, in verità, questo nuovo imprevisto si aggiunge al grave infortunio patito lo scorso novembre che l’ha costretto a fare da spettatore per lunghi mesi. Insomma, Vlahovic non è pronto a dare il suo contributo nel rush finale e, dal canto suo, la Juventus non ha modo di capire se il serbo sia la soluzione giusta o no per il futuro.

Ora che accadrà? Difficile dirlo. Sicuramente, non potendo far vedere di che pasta è fatto, Vlahovic non potrà avanzare nessuna pretesa importante nel caso in cui la società bianconera dovesse decidere comunque di proseguire le trattative per il rinnovo. Inoltre, essendo con le spalle al muro, dovrà anche accettare, di buon grado, il ruolo che gli verrà offerto che potrebbe anche essere quello di “punta di riserva” del futuro attacco bianconero.
Certo, potrebbe sempre guardarsi attorno e rimettersi in gioco altrove, magari al Milan del suo ex tecnico Allegri ma, anche in questo caso, difficile che possa chiedere la luna. Diciamo che i 12 milioni di stipendio garantiti sino al termine di questa stagione diventeranno un miraggio, a meno che qualche club inglese non decida di inserirlo tra gli obiettivi per la prossima stagione.

C’è poi anche il lato umano. Per la prima volta dopo tanti anni, Vlahovic rischia seriamente di non andare in doppia cifra di gol. Non gli accade dalla stagione 2019/20, tanto per essere chiari. Non sarà semplice neanche per lui dimenticare questo annus horribilis e ritrovare la fiducia nei propri mezzi.
Ci sono momenti in cui tutto va per il verso sbagliato. Vlahovic sta vivendo il peggior periodo della sua carriera da calciatore. Questa volta non soffre per i giudizi negativi o per siccità offensiva ma per non aver potuto fare ciò che ama di più al mondo, ossia giocare a calcio. Una passione che, quando ti viene a mancare, ti fa capire quanto sia vitale per star bene con sé stessi.

Comunque sia, Vlahovic è giovane, determinato e cocciuto. Tornerà, c’è solo da capire quando. Poi, una volta tornato, dovrà decidere che fare del suo futuro. A 26 anni sta per affrontare una delle scelte più complicate della sua carriera, purtroppo con le spalle al muro…


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