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Paragonare Yildiz a Del Piero è da irresponsabili

di Fabrizio Ponciroli

“Non mi piace questi confronti (con Del Piero, ndr). Lui è una leggenda, io ho appena cominciato”. Queste le chiare parole di Yildiz al Corriere dello Sport. Dichiarazioni che ne certificano la mentalità vincente e un’umiltà fuori dal comune. Il turco vuole scrivere la sua storia, senza il peso di nessun paragone con chicchessia. Non è mancanza di rispetto verso Del Piero, è l’esatto contrario. Continuare a fare raffronti tra lui e Pinturicchio è da irresponsabili. Non si fa altro che mettere pressione su un ragazzo (classe 2005, sempre meglio ricordarlo) che ha già diversi pensieri per la testa. Sa di avere tutti gli occhi addosso avendo deciso, con personalità, di indossare la maglietta numero 10, quella che porta onori ma anche moltissimi oneri. Yildiz è un ragazzo speciale, di quelli che non hanno altri pensieri nella testa se non il pallone.

Si sente bianconero al 100% e ha, come unico obiettivo, quello di aiutare la Juventus a tornare ai vertici del calcio, così da poter alzare qualche trofeo prestigioso. Ad oggi ha vinto una Coppa Italia (2023/24) ma l’intenzione è quella di aumentare, in maniera significativa, i trofei nella propria personale bacheca. Per poterci riuscire ha bisogno di poter giocare mentalmente libero, senza l’assillo di giudizi e paragoni che, in questo momento, sono decisamente fuorvianti.

Lo insegna la storia. Sono tantissimi i talenti che, alla fine, si sono persi perché schiacciati da paragoni improponibili. Ormai non conto più le volte che ho sentito parlare di “nuovo Maradona”, “nuovo Platini”, “nuovo Messi” e via dicendo. Non ci sarà mai nessuno come loro ma, sicuramente, ci saranno altri fuoriclasse con le loro peculiarità, assolutamente uniche come unici sono stati questi assi del pallone.

Sembra una banalità ma non lo è. Nel calcio, soprattutto quello odierno, è facile perdere il contatto con la realtà. Se tutti ti dicono che sei come Del Piero, alla fine potresti anche pensare di esserlo e, inconsciamente, di non dover dimostrare più nulla. Risultato? Fine della crescita e, nel giro di poco tempo, chi ha pubblicizzato quel paragone scomodo andrà a caccia di un “nuovo Del Piero” da sponsorizzare.

Lasciamo che Yildiz sia, semplicemente, Yildiz. Abbiamo bisogno del suo talento per continuare a crescere e provare ad entrare nelle prime quattro. A proposito, il calendario è interessante, con cinque gare in casa e diverse sfide, sulla carta, abbordabili. Un piccolo vantaggio, rispetto a Como e Roma, che va sfruttato. Pensaci tu Kenan Yildiz!


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