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Luciano Spalletti non voleva Mauro Icardi. La domanda è se voleva Openda...

di Andrea Losapio

Brevissimo punto della situazione per quel che è successo nell'ultima settimana. La Juventus dopo avere cercato Mateta, En Nesyri, Icardi e diversi altri e si ritrova senza attaccante. Viene eliminata dalla Coppa Italia senza grandi possibilità di replica dall'Atalanta - poi certo, era forse rigore e forse no di Bremer, oppure ci sono staie molte più occasioni bianconere invece che bergamasche, ma sempre tre a zero finisce - in campionato arriva il pari al minuto novantasei con Kalulu. 

L'unico problema è che non c'è un centravanti. Vlahovic è fermo per almeno un altro mese e difficilmente sarà un fattore per la corsa alla Champions League. David è stato sfortunato ma non è il numero nove che voleva il tecnico, tutti gli altri - McKennie compreso - non sono centravanti e quindi rischiano di diventare alibi quando servirebbe segnare.

Spalletti non voleva Icardi. E figuriamoci se voleva Openda se viene inserito all'ultimo e quando non c'è altra carta della disperazione. In questo senso sperare non significa granché, soprattutto se speri di essere aziendalista - perché Spalletti aveva dato l'avallo a Icardi, come testimoniano diverse conference call in cui la Juventus c'era - e probabilmente rischi semplicemente di rimanere senza l'attaccante che avresti voluto ancor più di un difensore (Holm?) oppure un vice Yildiz: Boga ha avuto un ottimo impatto e non si può dir di no. Ma allora bastava dire che sarebbe servito qualcuno con più inventiva, non un attaccante.


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